(a cura di Maurizio Marchi)
Parte
seconda
Libro ottavo
Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica
Titolo I
Disposizione generale
Art.
549 Norme applicabili al procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica
1. Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, per tutto
ciò che non è previsto nel presente libro o in altre disposizioni,
si osservano le norme contenute nei libri che precedeono, in quanto applicabili.
Titolo
II
Citazione diretta a giudizio
Art.
550 Casi di citazione diretta a giudizio
1. Il pubblico ministero esercita l'azione penale con la citazione diretta a
giudizio quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la
pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa,
sola o congiunta alla predetta pena detentiva. Si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni di cui all'art. 415 bis. Per la determinazione della pena si
osservano le disposizioni dell'art. 4.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei
seguenti reati:
a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'art. 336 del codice
penale;
b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'art. 337 del codice penale;
c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'art. 343, secondo
comma, del codice penale;
d) violazione di sigilli aggravata a norma dell'art. 349, secondo comma, del
codice penale;
e) rissa aggravata a norma dell'art. 588, secondo comma, del codice penale,
con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o
abbia riportato lesioni gravi o gravissime;
f) furto aggravato a norma dell'art. 625 del codice penale;
g) ricettazione prevista dall'art. 648 del codice penale.
3. Se il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale con citazione diretta
per un reato per il quale è prevista l'udienza preliminare,e la relativa
eccezione è proposta entro il termine indicato dall'art. 491, comma 1,
il giudice dispone con ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
Art.
551 Procedimenti connessi
1. Nel caso di procedimenti connessi, se la citazione diretta a giudizio è
ammessa solo per alcuni di essa, il pubblico ministero presenta per tutti la
richiesta di rinvio giudizio a norma dell'art. 416.
Art.
552 Decreto di citazione a giudizio
1. Il decreto di citazione a giudizio contiene:
a) le generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgono
a identificarlo nonché le generalità delle altre parti private,
con l'indicazione dei difensori;
b) l'indicazione della persona offesa, qualora risulti identificata;
c) l'enunciazione del fatto, in forma chiara e preecisa, delle circostanze aggravanti
e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con
l'indicazione dei relativi articoli di legge;
d) l'indicazione del giudice competente per il giudizio nonché del luogo,
del giorno e dell'ora della comparizione, con l'avvertimento all'imputato che
non comparendo sarà giudicato in contumacia;
e) l'avviso che l'imputato ha la facoltà di nominare un difensore di
fiducia e che, in mancanza, sarà assistito dal difensore di ufficio;
f) l'avviso che, qualora ne ricorrano i presupposti, l'imputato, prima della
dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, può presentare
le richieste previste dagli artt. 438 e 444 ovvero presentare domanda di oblazione;
g) l'avviso che il fascicolo relativo alle indagini preliminari è depositato
nella segreteria del pubblico ministero e che le parti e i loro difensori hanno
facoltà di prenderne visione e di estrarne copia;
h) la data e la sottoscrizione del pubblico ministero e dell'ausiliario che
lo assiste.
2. Il decreto è nullo se l'imputato non è identificato in modo
certo ovvero se manca o è insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti
previsti dalle lett. c), d), e), ed f) del comma 1. Il decreto è altresì
nullo se non è preceduto dall'avviso previsto dall'art. 415 bis, nonché
dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375,
comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini lo abbia richiesto entro
il termine di cui al comma 3 del medesimo art. 415 bis.
3. Il decreto di citazione è notificato all'imputato, al suo difensore
e alla parte offesa almeno sessanta giorni prima della data fissata per l'udienza
di comparizione. Nei casi di urgenza, di cui deve essere data motivazione, il
termine è ridotto a quarantacinque giorni.
4. Il decreto di citazione è depositato dal pubblico ministero nella
segreteria unitamente al fascicolo contenente la documentazione, gli atti e
le cose indicati nell'art. 416, comma 2.
Art.
553 Trasmissione degli atti al giudice dell'udienza di comparizione in dibattimento
1. Il pubblico ministero forma il fascicolo per il dibattimento e lo trasmette
al giudice con il decreto di citazione immediatamente dopo la notificazione.
Art.
554 Atti urgenti
1. Il giudice per le indagini preliminari è competente ad assumere gli
atti urgenti a norma dell'art. 467 e provvede sulle misure cautelari fino a
quando il decreto, unitamente al fascicolo per il dibattimento, non è
trasmesso al giudice a norma dell'art. 553, comma 1.
Art.
555 Udienza di comparizione a seguito della citazione diretta
1. Almeno sette giorni prima della data fissata per l'udienza di comparizione,
le parti devono, a pena di inammissibilità, depositare in cancelleria
le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonché delle persone
indicate nell'art. 210 di cui intendono chiedere l'esame.
2. Prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, l'imputato o il pubblico
ministero può presentare la richiesta prevista dall'art. 444, comma 1;
l'imputato, inoltre, può richiedere il giudizio abbreviato o presentare
domanda di oblazione.
3. Il giudice, quando il reato è perseguibile a querela, verifica se
il querelante è disposto a rimettere la querela e il querelato ad accettare
la remissione.
4. Se deve procedersi al giudizio, le parti, dopo la dichiarazione di apertura
del dibattimento, indicano i fatti che intendono provare e chiedono l'ammissione
delle prove; inoltre, le parti possono concordare l'acquisizione al fascicolo
per il dibattimento di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero,
nonché della documentazione relativa all'attività di investigazione
difensiva.
5. Per tutto ciò che non è espressamente previsto si osservano
le disposizioni contenute nel libro settimo, in quanto compatibili.
Titolo
III
Procedimenti speciali
Art.
556 Giudizio abbreviato e applicazione della pena su richiesta
1. Per il giudizio abbreviato e per l'applicazione della pena su richiesta si
osservano, rispettivamente, le disposizioni dei titoli I e II del libro VI,
in quanto applicabili.
2. Se manca l'udienza preliminare, si applicano, secondo i casi, le disposizioni
degli artt. 555, comma 2, 557 e 558, comma 8. Si osserva altresì, in
quanto applicabile, la disposizione dell'art. 441 bis; nel caso in cui al comma
4 di detto articolo, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto
il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio.
Art.
557 Procedimento per decreto
1. Con l'atto di opposizione l'imputato chiede al giudice di emettere il decreto
di citazione a giudizio ovvero chiede il giudizio abbreviato o l'applicazione
della pena a norma dell'art. 444 o presenta domanda di oblazione.
2. Nel giudizio conseguente all'opposizione, l'imputato non può chiedere
il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena su richiesta, né presentare
domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna.
3. Si osservano le disposizioni del titolo V del libro VI, in quanto applicabili.
Art.
558 Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo
1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto
in flagranza o che hanno avuto in consegna l'arrestato lo conducono direttamente
davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell'arresto e il contestuale
giudizio, sulla base della imputazione formulata dal pubblico ministero. In
tal caso citano anche oralmente la persona offesa e i testimoni e avvisano il
difensore di fiducia o, in mancanza quello designato di ufficio a norma dell'art.
97, comma 3.
2. Quando il giudice non tiene udienza, gli ufficiali o gli agenti di polizia
giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o che hanno avuto in consegna l'arrestato
gliene danno immediatamente notizia e presentano l'arrestato all'udienza che
il giudice fissa entro quarantotto ore dall'arresto. Non si applica la disposizione
prevista dall'art. 386, comma 4.
3. Il giudice al quale viene presentato l'arrestato autorizza l'ufficiale o
l'agente di polizia giudiziaria a una relazione orale e quindi sente l'arrestato
per la convalida dell'arresto.
4. Se il pubblico ministero ordina che l'arrestato in flagranza sia posto a
sua disposizione a norma dell'art. 386, lo può presentare direttamente
all'udienza, in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio,
entro quarantotto ore dall'arresto. Se il giudice non tiene udienza, la fissa
a richiesta del pubblico ministero, al più presto e comunque entro le
successive quarantotto ore. Si applicano al giudizio di convalida le disposizioni
dell'art. 391, in quanto compatibili.
5. Se l'arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al
pubblico ministero. Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando
l'imputato e il pubblico ministero vi consentono.
6. Se l'arresto è convalidato e norma dei commi precedenti, si procede
immediatamente al giudizio.
7. L'imputato ha facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa
non superiore a cinque giorni. Quando l'imputato si avvale di tale facoltà,
il dibattimento è sospeso fino all'udienza immediatamente successiva
alla scadenza del termine.
8. Subito dopo l'udienza di convalida, l'imputato può formulare richiesta
di giudizio abbreviato ovvero di applicazione della pena su richiesta. In tal
caso il giudizio si svolge davanti allo stesso giudice del dibattimento. Si
applicano le disposizioni dell'art. 452, comma 2.
9. Il pubblico ministero può, altresì, procedere al giudizio direttissimo
nei casi previsti dall'art. 449, commi 4 e 5.
Titolo
IV
Dibattimento
Art.
559 Dibattimento
1. Il dibattimento si svolge secondo le norme stabilite per il procedimento
davanti al tribunale in composizione collegiale, in quanto applicabili.
2. Anche fuori dei casi previsti dall'art. 140, il verbale di udienza è
redatto soltanto in forma riassuntiva se le parti vi consentono e il giudice
non ritiene necessaria la redazione in forma integrale.
3. L'esame diretto e il controesame dei testimoni, dei periti, dei consulenti
tecnici, delle persone indicate nell'art. 210 e delle parti private sono svolti
dal pubblico ministero e dai difensori. Su concorde richiesta delle parti, l'esame
può essere condotto direttamente dal giudice sulla base delle domande
e contestazioni proposte dal pubblico ministero e dai difensori.
4. In caso di impedimento del giudice, la sentenza è sottoscritta dal
presidente del tribunale previa menzione della causa della sostituzione.
Art. 560 Giudizio abbreviato
Art. 561 Udienza per il giudizio abbreviato
Art. 562 Trasformazione del rito
Art. 563 Applicazione della pena su richiesta
Art. 564 Tentativo di conciliazione
Art. 565 Procedimento per decreto
Art. 566 Convalida dell'arresto e giudizio direttissimo
Art.
567 Dibattimento
Gli articoli da 560 a 567 sono stati abrogati dall'art. 44 della L. 16 dicembre
1999,n.479.