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«Basta
costringere gli agenti di polizia municipale a guidare gli
scuolabus o i mezzi sgombraneve, basta farli lavorare nelle
funzioni del messo notificatore o in quelle di un impiegato
amministrativo. Impiegateli secondo le mansioni previste dalla
legge. Nonostante i nostri appelli, molti, troppi comuni del
Bellunese continuano a svilire la professionalità dei
colleghi. Finalmente, dopo i nostri esposti inviati anche al
Presidente della Repubblica, la Prefettura ora ha aperto
un'indagine. Ma noi siamo pronti, se sarà necessario, anche
ad andare oltre, cioè ad interessare la procura della
Repubblica».
Achille
Da Pra, il segretario provinciale del sindacato dei lavoratori
della Polizia municipale (Sulpm), non nasconde la propria
soddisfazione per il primo risultato che la battaglia
intrapresa da tempo ha comportato.
L'elenco
dei Comuni "incriminati" è decisamente lungo, e non
mancano casi davvero significativi, come quello dell'unico
vigile di San Nicolò Comelico (il quale svolge anche servizio
di autista di scuolabus e si è visto negare la mobilità) o
dei due colleghi di Santo Stefano (che pure svolgono anche il
compito di conducenti dei pullmini), fino a quelli dell'Agordino
(che quando nevica si mettono anche alla guida dei mezzi
sgombraneve).
«La
nostra segreteria sindacale - scrive dunque Da Pra in un
comunicato - finalmente vede attivarsi la Prefettura di
Belluno per indagare su quanti Comuni impiegano impropriamente
il personale della polizia Municipale (Vigili Urbani, Guardie
Boschive e Campestri) per lo svolgimento di mansioni non
istituzionali (di polizia locale). Infatti la stessa
Prefettura, dopo decine e decine di segnalazioni ed
ultimamente di specifiche richieste d'intervento (inviate
anche al Capo dello Stato, visto l'apparente stato di non
interessamento), il 21 gennaio ha inviato a tutti i Sindaci
una specifica richiesta di informazioni in proposito.
Comunicheremo anche noi i dati in nostro possesso alla
Prefettura ed inoltre, se vi saranno delle discordanze sui
dati raccolti, inviteremo la stessa, ed anche l'Autorità
Giudiziaria, ad effettuare le necessarie indagini per
accertare se vi siano stati dei falsi in atti pubblici».
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