S.U.L.P.M.

    Segreteria Nazionale D/ta 

Napoli C/so Umberto 1° n°381

 

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                                                                                        Alla Redazione di Sciuscià 

        c.a.  dr Michele Santoro

Oggetto: diritto al diritto di non essere offesi poiché Lavoratori della sicurezza.

                Egregio dr Santoro Le inoltro la presente nella qualità di “vigile urbano” che lavora a Napoli e quale componente la Segreteria generale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale. Le ho premesso ciò per significare che la richiesta in oggetto nasce sia dalla condizione di lavoratore che si è sentito, arrogantemente e senza diritto di replica, qualificare dal sig. F. Caruso  “persecutore di extracomunitari”, sia dalla necessità di rappresentare il sentimento di pari sdegno pervenutomi dalle centinaia di Lavoratori della polizia municipale di Napoli che proprio non ci stanno ad essere classificati braccio violento di un Sindaco e di un Amministrazione che, peraltro, della tolleranza ne fanno bandiera.

                 Per quanto Le sarei riconoscente se nel corso della trasmissione volesse comunicare il sentimento d’amarezza e di sdegno provocato dalle affermazioni del sig Caruso al quale, evidentemente, sfuggono reali condizioni che quotidianamente vedono I “vigili” di Napoli rischiare, soprattutto giudiziariamente, pesanti conseguenze pur di non essere ciechi e violenti esecutori di leggi che, piaccia o meno agli italiani e agli antiglobal, richiedono il perseguimento di ogni reato, giacché le contravvenzioni e contrabbando, comunque praticato, in Italia sono classificati tali.

                  Chi La scrive, cosi come tanti Colleghi, è consapevole del fatto che molti cittadini extracomunitari (in particolare provenienti dall’Oriente, dall’Est e dal Nord Africa) giungono in Italia con i soldi delle varie mafie, le quali, inoltre, forniscono mercanzia da “commerciare”, sino all’estinzione di un debito che difficilmente (causa l’enorme usura) verrà pagato, il che comporta anche la minaccia dei familiari rimasti nelle Patrie di provenienza.

                    Per quanto, non poche volte, ci capita, dopo aver compiuto sequestri di merci, comunque, illegalmente commerciate, di mettere insieme i soldi occorrenti a non aggravare le già inumane condizioni in cui vengono costretti tanti onesti cittadini extracomunitari.

                     Veda, dr Santoro, nei fatti, cioè rischiando lavoro e sostentamento alla famiglia, finiamo per essere tra i primi “antiglobalizzatori”, se ciò significa sfruttamento dell’Uomo sull’Uomo e non equa distribuzione delle economie a livello planetario.

                      In pratica, cosi come è successo a Napoli  (dove ormai le strade sono praticamente invase da ambulanti extracomunitari) è oltremodo facile per un magistrato, a cui pervengono denuncie a mezzo stampa o da commercianti, perseguire i “vigili” per omissione d’atti d’ufficio ecc.; condizione subita,  per la quale non abbiamo richiesto la chiamata in correità di tutta la Società civile, allorquando 113 Colleghi sono stati raggiunti da avvisi di garanzia, risoltisi con quattro condanne, per altrettanti “Vigili Urbani” che non avrebbero sequestrato alcuni pacchetti di sigarette di contrabbando, o  multato ambulanti e parcheggiatori abusivi, quando nella nostra Città tali attività “venivano” svolte anche sotto i “palazzi dello Stato”.

                      In definitiva  ho inteso significare che i “vigili” di Napoli, cosi come tutti i Colleghi che operano nelle Città d’Italia straripanti di improvvisate bancarelle, auspicano l’interessamento concreto e non populistico su queste estreme condizioni che, oltre ad offendere la dignità dei cittadini extracomunitari e non, la dicono lunga sul modo di costruire la solidarietà e sul senso della legalità che la nostra Comunità, in cui crediamo si collochino gli antiglobal, dovrebbe organizzare.

                       Pertanto, affinché si realizzi una seria integrazione, la quale non ha proprio bisogno di altri strumentali fronti di lotta che non sia quello della vittoria sulla miseria e sul degrado umano,, e parimenti venga rispettata la dignità degli Uomini che vestono una divisa, auspico che Ella vorrà rappresentare a tutti i telespettatori di Sciuscià, i veri sentimenti che tutti i giorni accompagnano i “Vigili Urbani” d’Italia nell’arduo compito di far collimare la legalità con il rispetto della persona.

Certo che accoglierà l’appello del diritto al diritto, resto a Sua disposizione per ogni ulteriore informazione ed intervento utile alla costruzione di rapporti degni della cultura italiana.

Napoli 06.maggio. 2002.

                                                                                 Antonio Micillo