Un Altro Vigile alla Gogna......

Il Caso di Bellaria

Ancora una caso di ostilità contro i Vigili Urbani e di incomprensione per il loro lavoro che è rivolto a fare rispettare la legge nell'interesse di tutti i cittadini.

Questa volta è successo a Bellaria, comune della costa romagnola, vicino a Rimini. Tre Vigili Urbani in borghese, comandati al servizio di sorveglianza della spiaggia, scorgono un venditore abusivo che espone la sua merce distesa sull'arenile. Gli intimano di allontanarsi con loro per i controlli di legge. "Lui non lo fa - riporta la cronaca di un giornale locale - e per tutta risposta gli girano un braccio dietro la schiena. A quel punto - prosegue il giornale - intervengono alcuni bagnanti in difesa del giovane che viene portato via dagli agenti".

La notizia è andata sui giornali perché un avvocato bolognese presente al fatto ha denunciato i Vigili Urbani per violenza e non ha trascurato di dare alla stampa anche il suo nome che è stato pubblicato con molta evidenza.

L'accusa è assolutamente falsa. E' vero, però, che i bagnanti chiedevano di soprassedere all'allontanamento del giovane venditore abusivo perché, mossi da pietà, a loro parere non faceva nulla di male.

Un altro quotidiano, "il Resto del Carlino", oltre all'informazione sull'accaduto e sulla denuncia dell'avvocato, riportava anche gli attestati di solidarietà pervenuti agli agenti da gran parte della cittadinanza e delle organizzazioni civiche fra le quali un documento dei Comitati di quartiere, che

diceva: "Siamo dalla parte della Polizia Municipale e approviamo in pieno le misure legali adottate per mantenere sgombro l'arenile dalla massa di venditori ambulanti extracomunitari. La vittoria sulla vendita abusiva in spiaggia è un risultato acquisito ormai da anni, ma non viene dal caso. Per ottenerli...un nucleo di agenti ha il compito di allontanare dalla spiaggia gli abusivi. E i risultati si vedono: gli abusivi extracomunitari sono ridotti al minimo...Vendere illegalmente è un reato che va perseguito con i metodi che sono consentiti. Non è consentito che chi vende si faccia beffa delle leggi..."

Abbiamo voluto segnalare il caso di Bellaria innanzitutto per esprimere viva solidarietà ai nostri colleghi, ma anche per ricordare che spesso accadono situazioni analoghe in moltissime altre località. False accuse, riportate con clamore dalla stampa, mettono in cattiva luce il lavoro dei Vigili Urbani i quali, anche se ricevono poi attestati di comprensione e solidarietà, sono mortificati nel loro animo per le ingiuste accuse e devono affrontare da soli le pratiche per la difesa in sede giudiziaria.

Ma un aspetto che più addolora chi compie il proprio dovere è l'ncomprensione della gente che spesso prova pietà nel vedere la disperazione dei venditori abusivi quali perdono la merce che già hanno pagata al fornitore e temono di essere espulsi dall'Italia quando viene accertato che sono sprovvisti di permesso di soggiorno.

Il caso di Bellaria riconferma che la solidarietà e l'apprezzamento per il loro lavoro gratifica gli agenti di polizia municipale, ma non basta per dare loro serenità e togliere l'amarezza che si prova in quei frangenti. Occorre fare qualcosa di più per tutelare i Vigili Urbani anche sul piano morale e su quello emotivo. Cosa fare? Innanzitutto non ignorare il problema e non dimenticare che gli abusivi sono spesso dei disperati manovrati e sfruttati da grossisti delinquenti di stampo mafioso.

Dirigente Sindacale Diccap Sulpm

Carlo Del Percio