
“PREMESSA”
La dirigenza nazionale S.U.L.P.M., composta dai segretari nazionali Mascella Claudio – Micillo Antonio – Fadini Franco – Lupo Michele – Assirelli Mario, impegnata nell’opera di risanamento del Sindacato e del Di.C.C.A.P. nonché per il recupero di quanto non prodotto a livello d’intercomparto (dove nessun abilitato ha richiesto il Contratto separato per la Polizia Locale) e per il riequilibrio delle politiche contrattuali, non disgiunte da quelle più ampie della Riforma della legge 65/86, ha elaborato la presente piattaforma per il rinnovo del C.C.N.L. 2002 – 2005.
L’articolato fonda sull’esigenza, transitoria, di rendere compatibile le “eterogenee” istanze di rappresentanza dei 650.000 Lavoratori degli EE.LL con quelle degli addetti alla Polizia Locale.
Pertanto, la rivendicazione di un’apposita e separata Area di contrattazione trovano ancor più ragion d’essere anche per quanto richiesto dal mancato varo della Riforma ricadente su detti Lavoratori, nonché dalla totale ignoranza, da parte del Governo/ARAN e degli stessi EE.LL., del processo di devoluzione in atto, il che non può gravare su tutti i 650.000 Lavoratori del Comparto.
Per quanto, ed in una ritrovata linea unitaria, tutto il Di.C.C.A.P. presenta la piattaforma di merito che tende al superamento di quei conflitti intestini al Comparto, scaturenti da una capotica politica di altre OO.SS. che negli scorsi decenni non ha mai fatto emergere l’esigenza di sostenere la rivendicazione di un’apposito Contratto o al minimo un’area separata di contrattazione per la polizia locale.
Quanto, siamo convinti, avrebbe dato modo di ottenere gli opportuni sovvenzionamenti economici che occorrono per la stessa sopravvivenza della contrattazione dell’intero Comparto degli EE.LL.
Sta di fatto che la cecità e gli interessi di bottega hanno, pertanto, portato a far sì che il Contratto delle Autonomie Locali, oltre ad essere il fanalino di coda di tutti i Contratti, è anche quello che caratterizza al massimo la guerra tra i poveri, elemento ancor più emergente nella fase di secondo livello, ovvero trattativa decentrata, dove la tragedia dell’esiguo gettito di risorse investite per il Comparto in questione viene crudamente ad emergere, evidenziando al massimo la crescente disparità di trattamento tra i Lavoratori del pubblico impiego che, in molti casi, svolgono le stesse funzioni, ma con riconoscimenti economici e giuridici a svantaggio dei dipendenti degli EE.LL..
Da qui l’esigenza di elaborare una piattaforma contrattuale che, significativamente, inizi a praticare percorsi volti ad una totale inversione per quanto attiene il trattamento economico dei dipendenti delle autonomie locali. Tale politica richiede di stanare l’attuale sistema di Governo che estromette il Comparto degli EE.LL. dai particolari gettiti economici ricadenti sui cosiddetti “pacchetti” per la sicurezza.
Tale politica, negli anni ha portato i Lavoratori del Comparto EE.LL. ad essere “creditori” dello Stato per diversi milioni di euro, giacché, oltre alle risorse investite per la sicurezza locale, gli aumenti stipendiali non hanno mai rispecchiato le reali previsioni dei tassi programmati d’inflazione, la qual cosa all’atto richiede un assestamento al minimo pari ad un aumento del 5.6% onde di recuperare la reale fenomenologia dell’erosione inflattiva.
Per quanto, il Di.C.C.A.P. S.U.L.P.M. è fermamente intenzionato a non fare più sconti al Governo e quindi, nell’intento di pervenire a seri recuperi economici da ripartire su tutto il Contratto, chiederà che anche l’Italia si allinei ai Paesi Europei, laddove il costo del Contratto delle polizie locali è suddiviso tra Stato ed Enti Locali, non solo perché gli agenti svolgono funzioni al servizio delle Istituzioni statali ( vedi Magistratura e Prefetture – conseguenti alla vestizione di qualifiche di P.G. e P.S. in capo ai Lavoratori delle polizie locali ), ma anche e soprattutto perché essi attendono alla tenuta dell’ordine e sicurezza pubblica, cioè alla vivibilità dei centri urbani, attività che sinora è, prevalentemente, affidata dalla Costituzione agli apparati centrali dello Stato.
Il dato reale delle risorse economiche sottratte alla contrattazione di Settore, è ancor più evidente se si tiene conto che i costi di mantenimento operativo delle Polizie Locali vanno ad alleggerire i costi del Comparto Sicurezza, nel quale, solo operativamente, i poliziotti locali costituiscono oltre il 25% della forza lavoro, posta a beneficio del reale controllo del territorio.
In quest’ottica il Di.C.C.A.P. invita tutte le OO.SS di categoria, firmatarie del Contratto degli EE.LL. a rivendicare, un’area separata di contrattazione per le polizie locali, poiché ciò consentirebbe quegli opportuni stanziamenti economici che oltre a garantire tutti i Lavoratori del Comparto, stanerebbero seriamente la politica dell’attuale Governo che solo a chiacchiere si è impegnato in un contratto con gli italiani, nel quale il sostegno alla sicurezza la faceva da “padrone”.
Sinteticamente, il Di.C.C.A.P., in questa tornata contrattuale, intende costituire la banca di riscossione delle cambiali che i politici firmano nelle campagne elettorali e mai pagano nella corresponsione di servizi, nonché sostenere la crescita occupazionale minata dal D.P.E.F. con il quale s’intende continuare ad attaccare le già deboli finanze locali, quindi anche la contrattazione di 650.000 Lavoratori.
Quanto si lega anche all’ultimo richiamo fatto ai Paesi d’eurolandia, dal Presidente della Banca europea Doisemberg, in materia del costo dei contratti che nell’intrinseco dimostrano l’interdipendenza tra i Paesi comunitari, quindi la necessità di pervenire ad una reale parificazione dei costi del lavoro.
Conseguenzialmente, il Di.C.C.AP. S.U.L.P.M. crede che tutta la politica rivendicativa deve contrastare le attuali manovre del Governo poiché negano il serio allineamento alle politiche Comunitarie che non mirano all’abbattimento dello stato sociale, e dove, neppure, si trovano obsoleti sistemi che differenziano la contingenza dalla paga base, o negano, dopo la privatizzazione del rapporto di lavoro, la corresponsione della 14^ mensilità che in molti casi è surrogata attingendo dai fondi collettivi a livello locale.
In uno il S.U.L.P.M. ritiene che vi è bisogno di adoperare ogni sforzo, trasversale o verticale che sia, per allineare metodi e differenziali alle esigenze del Comparto EE.LL., poiché Esso risulta essere il meno rispondente alle esigenze dei 650.000 Lavoratori che lo compongono.
Pertanto il S.U.L.P.M. chiederà anche che siano definite le linee inducenti al concreto impiego e alla seria riqualificazione della forza lavoro degli EE.LL., giacché non solo i processi di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, ma anche e soprattutto le troppe deleghe, consulenze e ausiliarità esterne agli EE.LL., vanno minando seriamente la tenuta occupazionale
In tal senso, il S.U.L.P.M. condurrà la trattativa del rinnovo puntando ad un primario obiettivo politico economico, che è costituito dall’affermare la retribuzione e la collocazione lavorativa quale sostegno alla dignità professionale quindi esistenziale e non già quale alimento unico atto alla mera sopravvivenza. In pratica intendiamo seriamente riformare l’elemento cardine che sin qui ha regolato il mercato del lavoro, cioè far sì che i Lavoratori non continuino a porre le loro energie sul mercato secondo l’illogica condizione del: “Mangiamo per lavorare”, divenuta “naturale”, ma, piuttosto diventino consapevoli e corresponsabili della loro condizione lavorativa e sociale, quindi puntino, oltre al governo delle rivendicazioni, alla concreta compartecipazione delle politiche degli EE.LL.
In quest’ottica il S.U.L.P.M. propone che il maturato del T.F.R. (trattamento di fine rapporto) sia investito, con le dovute coperture, nei progetti sociali ed in quelli qualificati degli EE.LL., o, almeno, l’esigibilità del maturato economico dopo il 5° anno d’anzianità, in questo modo, oltre alla corresponsabilizzazione, ne deriverebbero quei necessari supporti economici altrimenti non reperibili.
La piattaforma, per la parte competente al S.U.L.P.M., come prospettato, si articola in diversi livelli dei quali prospettiamo i punti salienti, in pratica quelli concernenti:
1. Il necessario recupero di risorse, per mezzo della scissione economica tra sicurezza e servizi;
2. La transitoria rivendicazione di un’apposita area contrattuale per la polizia municipale e locale che, per ricaduta, porti quelle necessarie risorse economiche a tutti i 650.000 Lavoratori del Comparto;
3. La conseguente rivendicazione della nettezza d’indirizzi anche per i proventi ex art. 208 C.d.S. già depauperati dalla Finanziaria 2002. In tal senso il S.U.L.P.M. rivendicherà ulteriori immediati stanziamenti economici per la copertura assicurativa e previdenziale in capo ai Lavoratori della P.L.;
4. Frenata all’insostenibile decentramento della contrattazione di primo livello per mezzo di rivendicazioni che recuperino, sia l’erosione inflattiva reale (richiesta d’aumenti pari al 5.6% sull’elemento tabellare + lo 0,6 di media sullo stipendio accessorio es: produttività, straordinario ecc.), sia l’accorpamento dell’indennità integrativa speciale alla paga base, nonché la corresponsione della 14^ mensilità;
5. Un diverso sistema delle indennità che valga alla concreta parificazione contrattuale con i Lavoratori della sicurezza, e superi definitivamente quei tanti negati ostacoli che vengono a crearsi sia a livello centrale, per le varie interpretazioni sulla turnazione reperibilità, ecc., sia a livello locale, dove è divenuto impossibile reperire i fondi per il reale svolgimento dei servizi delle Forze di Polizia Locale, nonché delle indennità anche connesse a particolari incarichi di responsabilità e a specifiche prestazioni, quali ad esempio il lavoro prestato in particolari festività o condizioni di rischio e disagio, per cui verrà rivendicata una super corresponsione (esempio € 300 per giornata lavorata a Pasqua, Natale ecc..;
6. La netta politica dell’esigibilità economica connessa alle responsabilità ricadenti dal sistema delle progressioni orizzontali e verticali, per le quali, rispetto all’attuale sistema di passaggio, saranno rivendicati criteri più segnatamente connessi all’esperienza maturata, così come dovrà, definitivamente, essere pienamente contrattualizzata l’apicalità d’alcune figure professionali tra cui responsabili dei servizi e comandanti della P.L.;
7. Una nuova organizzazione delle attuali fasce livellari, da poter creare assetti idonei e propri per la P.L., che consentano di fuoriuscire dallo schiacciamento nelle due attuali fasce C/D;
8. Percorsi formativi e selettivi che recuperino, anche per mezzo della riconsiderazione dei criteri di valutazione per le progressioni orizzontali e verticali, il sistema della funzionalità gerarchica, richiesta dalla professione, e, parimenti, rifletta la giusta corresponsione economica per ogni grado di responsabilità, quanto sia sullo stipendio sia sulle indennità, ove sono previste corresponsioni per i livelli di coordinamento, controllo e responsabilità organizzative;
9. Il recupero e mantenimento dei livelli occupazionali che passano sia per la compartecipazione al mantenimento dell’ordine e sicurezza pubblica (sicura lievitazione di tutte le piante organiche), sia per l’istituzionalizzazione delle 35 ore settimanali, e per un’appropriata organizzazione dell’orario di servizio (ad esempio settimana corta contrattualizzata);
10. La costruzione, a livello decentrato, di un ruolo attivo del Lavoratore affinché anche per mezzo della gestione del T.F.R., sia coinvolto nelle politiche gestionali dell’Ente da cui dipende;
11. L’allineamento, di fatto, ai contratti europei e alle politiche della sicurezza sul lavoro, nonché del mobbing;
12. Politiche integrate economiche ed organizzative con le regioni le province e i comuni che possano mettere le Forze di Polizia ad Ordinamento Locale nelle più idonee condizioni atte ad affrontare le pesanti avversità di lavoro e la stessa contrattazione di primo e secondo livello;
13. Contrattualizzazione della medicina preventiva; in tale ottica il S.U.L.P.M. rivendica l’istituzione d’osservatori regionali delle malattie professionali e delle conseguenze derivanti dal danno biologico, nonché del mobbing/bossing;
14. Relazioni sindacali centrali e decentrate adeguate al ruolo di rappresentanza delle peculiari funzioni e responsabilità proprie delle Forze di Polizia Locale, con annessa richiesta d’apposito regolamento disciplinare e il divieto assoluto di spostamenti degli operatori dall’area della polizia locale.
Per quanto, Il Di..C.C.A.P., S.U.L.P.M. con la presente e per le proprie responsabilità, afferma alla categoria che da adesso il gioco lo condurrà unicamente al rialzo. E’ più che evidente l’essenzialità del supporto dei Colleghi, ai Quali, è dato, necessariamente, di esprimersi sulla presente piattaforma per mezzo di contatti sul sito S.U.L.P.M., ove potranno pervenire ulteriori suggerimenti sull’articolato rivendicativo.
Noi del S.U.L.P.M. ad ogni costo e contro qualunque tentativo di prevaricazione tentiamo di affermare il sindacalismo di base, nel contempo, però, c’è d’obbligo affermare che a nessuno più è dato di mantenersi a latere dei processi legati alla contrattazione e alla Riforma, quindi vi è bisogno che la Base si attivi per riappropriarsi di quel ruolo di stimolo e di guardia che tanto ha pagato, in termini di dignità e rispetto, nei decorsi decenni.
I Segretari Nazionali
Mascella Claudio, Micillo Antonio, Fadini Franco, Lupo Michele e Assirelli Mario
All’A.R.A.N nella persona del
Presidente
Avv. Guido Fantoni
Sede
Il Di.C.C.A.P. S.U.L.P.M., ritenendo chiare le tecniche di contrattazione e gli obiettivi di questa Agenzia che perpetuano, per quanto attiene i rapporti con le parti sociali, il disimpegno del Governo su vitali tematiche quali: il mantenimento del potere d’acquisto, le politiche occupazionali, della sicurezza e vivibilità dei centri urbani, ed i tagli alla finanza locale che per questo Comparto comportano anche il reale depauperamento della contrattazione laddove in quella di secondo livello si sono traslate le responsabilità del Governo stesso, inoltra la presente piattaforma, rappresentando che essa fonda sul recupero delle essenziali risorse sinora garantite dai Lavoratori ed in particolare di quelli della polizia municipale e locale. Sta di fatto, che la mancata Riforma della P.L. e gli elementi recati dalla devolution richiedevano e richiedono una divisione, tra Stato ed EE.LL., della enorme spesa atta al mantenimento operativo e contrattuale di oltre 60.000 Lavoratori che ad oggi svolgono funzioni di controllo del territorio e tutela dell’ordine e sicurezza pubblica, a tutt’oggi, ricadenti, per dettame costituzionale, nelle responsabilità delle Istituzioni centrali dello Stato.
Per quanto, nelle more della creazione di un apposito C.C.N.L. delle polizie locali, questo Di.C.C.AP. S.U.L.P.M., reiterà la creazione di un’area separata di contrattazione per il Settore delle Polizie Locali da incardinarsi nel Contratto degli EE.LL, questo dovrà necessariamente comportare l’implemento del gettito economico occorrente poiché non è più sostenibile la penalizzazione dei 650.000 Lavoratori del Comparto EE.LL., sui Quali, altrimenti ed in continuità con insane logiche di governo, ricadrebbe l’onere di sostenere il circuito operativo della sicurezza locale
Per il Di.C.C.A.P. S.U.L.P.M.
Mascella – Micillo – Fadini – Lupo - Assirelli
PIATTAFORMA AREA DI CONTRATTAZIONE SEPARATA PER LE FORZE DI POLIZIA LOCALE
Fermo restante la conferma degli aumenti del 5.06% sugli elementi dello stipendio base e dello 0,6% su quelli relativi al salario accessorio, con il presente accordo è contrattualizzata la corresponsione della 14^ mensilità, i cui oneri finanziari sono sostenuti in concorso tra Stato ed EE.LL..
Alla luce dell’esigenza di assestare un modello organizzativo proprio delle Forze di Polizia Locale che consenta sia la strutturazione di un’impalcatura gerarchica, sia la necessaria individuazione delle responsabilità connesse alle funzioni di ogni ordine e grado, nonché percorsi formativi e selettivi aderenti, con il presente Accordo è istituita l’Area delle funzioni di Polizia Locale composta di 13 posizioni, ricavate dall’ampliamento e dalla trasformazione delle fasce C e D in fasce A – B – C - D e più segnatamente assestate nelle funzioni di: agente di P.L., sottufficiale di P.L., Ufficiale-Funzionario di P.L. e Funzionario direttivo di P.L. incardinato nell’area Quadri.
Agli oneri economici derivanti si provvede mediante la creazione di apposita riserva sui fondi derivanti dall’art.208 C.d.S., in misura non inferiore al 15%. Per gli eventuali ulteriori gettiti la spesa sarà ripartita secondo i criteri di cui all’art. 1 del presente accordo.
Le regioni istituiscono Osservatori sulle malattie professionali ed in accordo con province e comuni individuano precisi protocolli medici atti alla piena instaurazione della medicina di controllo e recupero. Sulla base di studi specifici gli Osservatori individuano, altresì, i possibili gradi d’esposizione ai rischi ambientali, le necessarie rotazioni nei compiti d’istituto ed i massimi carichi di lavoro, oltre i quali il personale è minacciato dalle patologie recate dall’ambiente di lavoro. Agli Osservatori regionali è dato, inoltre, d’istituire apposite strutture per la cura del mobbing-bossing che negli sportelli dovranno avere mera funzione di collettori, mentre per la valutazione e le inchieste amministrative e mediche dovranno dotarsi di personale specializzato.
Il personale di PL colpito da malattia di servizio rimarrà ancorato all’interno dell’Area della PL.
Gli Enti locali provvederanno alla stipulazione di apposite polizze assicurative relative agli infortuni, alla responsabilità civile per danni contro terzi, ivi compreso l’uso legittimo delle armi.
L’indennità, cosi detta di vigilanza di cui ai precedenti Accordi nazionali, è tramutata in indennità di Polizia Locale, ed è pertanto riparametrata secondo i criteri di parificazione con il personale delle polizie ad ordinamento civile dello Stato ed è corrisposta secondo livelli di coinvolgimento e responsabilità di cui alla tabella costituente allegato 1, ed il cui importo minimo è pari ad € 450,00
Detta indennità è pensionabile ed omnicomprensiva delle indennità di: disagio, rischio, turnazione, reperibilità.
Formano indennità a latere quelle connesse: lavoro prestato in particolari giornate, turni in reperibilità attiva, lavoro svolto in orario notturno, notturno festivo e giorno festivo, nonché l’impiego con auto e moto veicoli, natanti, mezzi aerei, animali e particolari apparecchiature che richiedono specifica responsabilità operativa e di custodia.
L’indennità, di cui ai commi 1° e 2°, è corrisposta secondo criteri che tengono conto dei vari gradi di responsabilità e delle funzioni, anche se alternatamente, connesse al circuito operativo e comunque al controllo del territorio.
Gli ulteriori oneri economici sono ripartiti tra Stato, Regione, Province, Comuni e Consorzi secondo i criteri di cui all’art.1 del presente accordo d’area
Al personale dell’area delle Forze di Polizia Locale sono altresì riconosciute le indennità di: controllo, coordinamento e responsabilità organizzativa, secondo i criteri individuati nella tabella costituente allegato 2
L’indennità di reperibilità attiva è rivalutata del 15%. Il turno di reperibilità anche passiva prestato durante la giornata festiva da diritto al riposo compensativo che sarà ricavato dalle trentacinque ore settimanali.
In considerazione dell’esigenza degli Enti Locali di mantenere quella richiesta flessibilità nell’impiego degli Operatori dell’area delle Forze di Polizia Locale, è sancito il principio che la turnazione è legata inscindibilmente all’incardinamento dell’Operatore nelle strutture dei Corpi/Servizi e non già alle individuali prestazioni che Esso garantisce, poiché soggette ad esigenze esterne alla sfera personale.
Le indennità di missione e trasferta sono parificate a quelle percepite dal personale appartenente alle forze di polizia dello Stato ad ordinamento civile.
Qualora in sede decentrata l’organizzazione del lavoro dovesse articolarsi con prestazioni serali notturne, le amministrazioni a fronte di queste prestazioni dovranno riconoscere una particolare indennità aggiuntiva.
Il sistema dell’ordinamento professionale, non scindibile dall’esigenza del mantenimento di apposita gerarchia interna alle Forze di Polizia Locale, è riclassificato in quattro fasce parallele a quelle vigenti nel Contratto Quadro di Comparto.
Le fasce di merito, di cui all’allegato 3, caratterizzano la necessaria certa individuazione delle funzioni e gradi di responsabilità, nonché il livello di coinvolgimento e rispondenza alla domanda di sicurezza e al grado di rapporto con cittadinanza utenza ed Istituzioni.
In considerazione dell’esigenza connessa a ribadire gli spartiacque tra responsabilità politiche ed amministrative, ossia in ossequio ai postulati della legge 65/86, è stabilita l’apicalità negli EE.LL. della figura dei comandanti o responsabili di servizio delle Forze di Polizia Locale, è altresì sancita l’impossibilità d’incardinamento in altra area dei Corpi e Servizi di Polizia Locale; pertanto in tutti gli Enti Locali, dove è organizzata la Polizia Locale, o, comunque, vi siano Operatori rivestenti le qualifiche richieste dalla legge 65/86, è istituita apposita area denominata: “Area della Polizia Locale”.
Fermo restante quanto sancito all’art. 4, ossia della necessità di procedere al reinquadramento di tutti gli Operatori rivestenti il ruolo di sottufficiali, vice comandanti e comandanti, con il presente Accordo d’Area si procede alla riclassificazione del personale e al riassetto delle carriere e dei ruoli delle Forze di Polizia Locale.
Pertanto ed in conseguenza dell’istituzione dell’Area specifica delle Forze di Polizia locale il personale soggetto al presente accordo è collocato secondo il seguente sistema d’incardinamento funzionale:
· Gli agenti di Polizia Locale con un’anzianità nel ruolo minima di anni due sono collocati nella posizione A/2, ed assumono il profilo di agente scelto;
· Gli agenti di Polizia Locale con un'anzianità nel ruolo di anni quattro sono collocati nella posizione A/3, ed assumono il profilo di agente capo;
· Gli agenti di Polizia Locale con un'anzianità nel ruolo di anni otto sono collocati nella posizione A/4, ed assumono il profilo di agente assistente;
· Gli agenti di Polizia Locale con un'anzianità minima nel ruolo di anni dieci e previo la partecipazione ad apposito corso formativo della durata minima di ore 60, da superarsi con profitto, sono collocati nella posizione B/1, ed assumono il profilo di sovrintendente e pertanto sono inquadrati nel ruolo di sottufficiali di P.L.;
· Gli agenti di Polizia Locale con un anzianità nel ruolo di anni dodici, previo la partecipazione ad apposito corso formativo, della durata minima di ore 50, da superarsi con profitto, sono collocati nella posizione B/2, ed assumono il profilo di primo sovrintendente scelto e pertanto sono inquadrati nel ruolo di sottufficiali di P.L.;
· Gli agenti di Polizia Locale con un anzianità nel ruolo di anni venti, previo la partecipazione ad apposito corso formativo, della durata minima di ore 40, da superarsi con profitto, sono collocati nella posizione B/3, ed assumo il profilo di sovraintendente capo, e pertanto sono inquadrati nel ruolo di sottufficiali di P.L..
Inoltre, vista l’esigenza di mantenere ai massimi livelli d’operatività tutte le strutture dei Corpi e Servizi di Polizia Locale, e far sì che gli EE.LL corrispondano sempre più alla domanda di sicurezza e vivibilità, la quale non può prescindere dal positivo sfruttamento di ogni risorsa umana a disposizione; con il presente accordo d’area si sancisce altresì:
2. Tutti gli Operatori all’atto inquadrati con il profilo di funzionario, anche a seguito di procedure selettive interne, sono inquadrati nella posizione economica D/1, se hanno un anzianità minima nel ruolo di anni 2, D/2 con anzianità nel ruolo di anni 5, D/3 con anzianità superiore ad anni 5; pertanto assumono il profilo di: Vice Commissario, Commissario e Commissario Capo.
3. I Comandanti ed i Responsabili di Servizio sono inquadrati nella posizione apicale dell’ente rapportata alla particolare area della Polizia Locale.
In considerazione dell’esigenza di strutturare appositi percorsi che considerino il grado di responsabilità funzionale anche per la figura degli agenti, e dei necessari sostegni formativi, nonché di qualificazione e specializzazione dei ruoli intermedi e dei Quadri componenti le Forze di Polizia Locale, è ridisegnato il sistema delle progressioni orizzontali e verticali secondo i seguenti parametri e presupposti:
Per gli Operatori interessati alle progressioni “orizzontali” dalle posizioni A/1 - A/4 sono previsti i seguenti parametri di considerazione e valutazione:
1. A/1 – A/4 automatismo di progressione legato all’anzianità nella posizione, ossia due anni per ogni passaggio;
2. B/1 – B/3 concorrenza a processi formativi, di qualificazione ed aggiornamento per la copertura del ruolo di ufficiali di polizia giudiziaria;
Per gli Operatori interessati alle progressioni verticali dalle posizioni B alle posizioni C e dalle posizioni C alle posizioni D sono previsti i seguenti parametri di valutazione:
1. B - C/1 assolvimento di prova selettiva, con risultato di buon profitto, per la copertura dei ruoli di ufficiale inferiore, ed annessa valutazione dell’anzianità nel livello e grado di provenienza, nonché dell’anzianità anagrafica;
2. C/1 – C/2 partecipazione a processi formativi con risultato di profitto, e considerazione degli elementi di cui al punto 1;
3. C/2 – C/3 partecipazione a processi di qualificazione anche delle tecniche gestionali del personale, e considerazione degli elementi di cui al punto 1;
4. C – D/1 superamento di apposito corso di qualificazione indetto per la copertura dei ruoli di ufficiale superiore con compito di organizzazione del lavoro;
5. D/1 – D/2 partecipazione a processi di specializzazione con risultato di profitto, e considerazione degli elementi di cui al punto 1;
6. D/2 – D/3 partecipazione a processi di massima specializzazione e di qualificazione anche per le tecniche di coordinamento di una struttura apicale, e considerazione degli elementi di cui al punto 1.
Le declaratorie i precisi profili e l’anzianità richiesta per ogni passaggio dall’interno sono riportati nell’allegata tabella costituente allegato 4
I requisiti ed i titoli d’accesso richiesti per le progressioni interne verticali, dalla posizione B - C/1 sono i seguenti:
· Anzianità minima 15 anni nel ruolo di agente delle F.P.L.;
· Anzianità di dieci anni nel ruolo di agente delle F.P.L., e possesso di diploma di scuola media superiore;
· Anzianità minima di anni tre nel ruolo di agente delle F.P.L., e possesso di diploma di laurea.
I requisiti ed i titoli d’accesso richiesti per le progressioni verticali, dalla posizione C alla D/1 sono i seguenti:
· Anzianità minima di 15 anni nel ruolo C, superamento del corso concorso con risultato di massimo profitto;
· Anzianità di 10 anni nel ruolo C, possesso del diploma di scuola media superiore e superamento del corso concorso con risultato di buon profitto;
· Anzianità di 5 anni nel ruolo C, possesso del diploma di laurea richiesta per l’accesso dall’esterno e superamento del corso concorso con risultato di buon profitto.
Per i passaggi intermedi sono previsti i richiamati percorsi formativi e di qualificazione, nonché d’aggiornamento.
Tutte le fasi di formazione, qualificazione, aggiornamento, sono da ritenersi direttamente connesse alle progressioni orizzontali e verticali; pertanto le progressioni orizzontali e alle prove selettive per i passaggi in verticale, potranno concretarsi solo ad esaurimento della partecipazione di tutti gli aspiranti.
Le prove selettive, concernenti le progressioni verticali, dovranno essere strutturate secondo criteri di formazione per i ruoli posti ai bandi di partecipazione, ossia che tutte le materie di qualificazione dovranno essere quelle proprie del ruolo d’accesso.
A tal fine le regioni, di concerto con gli altri EE.LL., attivano sessioni di studio e preparazione alle prove in questione, nonché quanto occorrente alle prove d’esame, che saranno tenute presso le Accademie regionali delle Forze di Polizia Locale.
Art.7
L’orario
di lavoro e di servizio
Vista l’esigenza di consentire agli Operatori delle F.di P.L. un consono riequilibrio psicofisico, sono contrattualizzate le 35 ore settimanali per i Lavoratori dell’istituenda Area. Per quanto, ed al fine di consentire una più ampia possibilità per il controllo del territorio, l’orario di lavoro è organizzato su cinque giorni settimanali.
Art.8
Le politiche per gli Organici e l’occupazione
Regioni, Province, Comuni e Consorzi, adottano piani economici integrati al fine di consentire il confacente riassetto delle dotazioni degli Organici delle Forze di Polizia Locale, tenendo in debito conto i vari gradi di coinvolgimento della P.L. sia nel mantenimento e miglioramento degli standards di vivibilità, sia all’operatività di detta Polizia nell’ambito del controllo del territorio anche integrato con altre forze di Polizia. A tal fine attiveranno i bandi necessari per le richieste assunzioni, e dove possibile, agevoleranno la mobilità interna anche a livello provinciale e regionale, fermo restanti i requisiti richiesti dalla legge 65/86 per la vestizione delle qualifiche di agente della Polizia Locale.
Art.9
Politiche per la sicurezza sul lavoro
Regioni, Province, Comuni e Consorzi, entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente Accordo, adottano specifici accordi di settore volti a concretare, entro un anno dall’entrata in vigore del presente accordo, politiche apposite e previsioni di bilancio che consentano la dotazione alle Forze di Polizia Locale di tutti gli strumenti atti alla migliore tutela della salute degli Operatori.
A tal fine ed anche nell’ottica di allineamento alle Direttive Comunitarie le regioni istituiscono un’apposito Regolamento per mezzo del quale tutti gli Enti interessati avanzeranno domanda d’accesso alle risorse economiche destinate alla migliore e più efficiente dotazione della massa vestiaria, di strumenti, mezzi ed apparecchiature informatiche e di supporto alle attività delle Polizie Locali.
Art.10
Gli investimenti e l’esigibilità del T.F.R.
Tutti gli Operatori delle Forze di Polizia Locale che abbiano un anzianità minima nel ruolo di anni 5, possono chiedere che il compenso derivante dal T..F.R. sia investito in appositi in appositi mirati progetti sociali dell’Ente da cui dipendono, oppure esigere l’intero importo dell’effettivo maturato.
Per quanto sancito, gli Enti Locali, in accordo con le OO.SS. firmatarie del presente Contratto, adottano specifici regolamenti che assicurino la trasparenza degli investimenti nonché il certo recupero di somme eventualmente perse.
Art.11
Le relazioni sindacali e il sistema disciplinare per gli Operatori delle F. di
P.L.
In considerazione dell’istituzione dell’Area delle Forze di Polizia Locale è istituito apposito Settore presso il Dipartimento della Funzione Pubblica che curerà tutti gli elementi di contrasto o contenzioso che dovessero verificarsi a seguito dell’applicazione del presente Accordo.
In seno alle Delegazioni Trattanti Aziendali, fermo restante la cura delle tematiche che vedono coinvolti gli Operatori oggetti del presente Accordo, sono istituite apposite sezioni di contrattazione, nelle quali saranno adottate tutte le politiche necessarie per la concretizzazione di quanto sancito per l’Area delle Forze di Polizia Locale.
In linea tali relazioni sindacali, centrali e decentrate, opereranno per consentire un corretto approccio e risoluzione delle problematiche sino ad ora costituenti materia di concertazione e contenzioso, esempio:
· Rapporti paritari in relazione alle politiche delle dotazione degli organici;
· Assetto della previdenza integrativa e complementare, dell’assistenza, del diritto alla studio e delle condizioni recanti danno biologico
· Riassetto de sistema disciplinare per gli Operatori della P.L., da concretarsi per mezzo della creazione di apposite e separate strutture, che tengano conto delle peculiarità e la riservatezza delle funzioni.
· Le stesse istituende strutture, ossia collegi disciplinari saranno composti solo da personale rivestente le qualifiche dell’Area delle F.di P.L.;
· Un particolare protocollo dei sistemi di raffreddamento dei conflitti e delle responsabilità in capo alle amministrazioni inadempienti alla stipulazione ed osservanza dei contratti decentrati.
· Riconsiderazione dei criteri di valutazione per le progressioni orizzontali e verticali che siano in linea con quanto stabilito nel presente Accordo.
Art.12
Reperibilità operativa
L’organizzazione della reperibilità attiva ed operativa è organizzata in ogni Ente con apposito Regolamento da concordare con le OO.SS. firmatarie del presente Accordo.
Art.
13
Inidoneità ai servizi operativi
Il personale che certificatamene risulti inidoneo ai servizi operativi, a domanda può essere collocato in altro profilo professionale, diversamente sarà impiegato nei servizi interni compatibili con lo stato di salute.
Art.
14
Divieto di impiego in compiti non propri
Fatto salvo quanto previsto dall’art. 13, tutti gli Enti Locali si attengono alla stretta osservanza dei disposti della legge 65/86 in materia d’impiego del personale, cioè dell’assoluto divieto d’impiego degli Operatori delle Forze di Polizia Locale in funzioni che non riflettano espressamente i compiti di polizia locale.
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Profilo
Agenti Delle Forze di Polizia Locale
Fermo restante i requisiti di accesso dall'esterno: diploma di scuola media superiore ed abilitazione alla conduzione dei veicoli, sono inquadrati in questa categoria tutti gli agenti che espletano le funzioni prescritte dalla legge 65/86 sull’ordinamento delle polizia municipale e locale, nonché tutti gli ulteriori compiti derivanti dai processi di delega agli EE.LL. ed all’impiego previsto per piani integrati sul controllo del territorio. L’ attività è caratterizzate da: · La collocazione d’accesso è quella della fascia A posizione economica A/1. · La progressione orizzontale è conseguente a percorsi formativi ed è connessa a conoscenze pluri specialistiche, nonché a un grado di esperienza pluriennale, legata alla necessità di continuo aggiornamento; · Responsabilità dell’esecuzione di direttive connesse a specifici obiettivi di natura polifunzionale e comunque legate ai compiti istituzionali; · Risoluzione temporanea delle problematiche funzionali e di quelle interconnesse con la vestizione delle qualità di agenti di P.G. ausiliari di P.S., agenti di polizia stradale e di tutte le funzioni amministrative di polizia locale; · Conoscenza anche teorica dei problemi recati dall’applicazione della vasta normativa di competenza delle Forze di Polizia Locale; · Capacità di rapporto ai superiori gerarchici che implichino l’interessamento d’Istituzioni quali la Magistratura, Prefettura ecc.; · Capacità di mantenere e sviluppare relazioni di natura diretta con le cittadinanze utenze. · Svolgimento delle seguenti funzioni. a) polizia giudiziaria, rivestendo a tal fine la qualifica di agente di polizia giudiziaria; b) polizia stradale ai sensi art.12 del D.lgs. n.285/92; c) ausiliarie di pubblica sicurezza ai sensi della legge 65/86; d) tutti i compiti di polizia locale di competenza dell'ente locale. |
Profilo dei sottufficiali delle Forze di Polizia Locale.L’accesso dall’interno a questa fascia è connesso a percorsi formative ed avviene, comunque nel rispetto dei criteri d’anzianità dettati nell’Accordo d’Area. Compongono questa categoria tutti gli Operatori che svolgono attività caratterizzate da: · Conoscenza plurispecialistica ed un grado di esperienza pluriennale, da raggiungersi soprattutto a mezzo dei corsi di qualificazione aggiornamento; · Risoluzione delle problematiche rivestenti contenuti tecnici, di gestione delle criticità e controllo dei risultati relativi agli obiettivi indicati dai superiori gerarchici; · Capacità di gestione delle problematiche ricadenti sugli agenti di Polizia Locale, e controllo dell’operato dei subordinati; · Capacità della redazioni di atti aventi natura giudiziaria e di stretta interconnessione con Istituzioni esterne all’Ente, con responsabilità di segnalazione di tutte quelle condizioni che possono pregiudicare la resa del servizio di P.L.; · Responsabilità di coordinamento delle attività di nuclei operativi, comunque, incardinati nelle unità operative. Oltre alle funzioni proprie degli agenti di P.L., i sottufficiali svolgono le seguenti funzioni; a) Ufficiale di polizia giudiziaria, rivestendo a tal fine la qualifica prevista dalla legge 65/86 e regolata dall’art.57 C.P.P; b) Ufficiale di Polizia giudiziaria stradale; c) Sottufficiale di Polizia Locale amministrativa per tutte le competenze dell’ente locale. |
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Profilo dei ruoli d’ufficiale di secondo grado - ruolo Ispettori |
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L’accesso al ruolo di ispettore dall’interno e la progressione orizzontale è determinato dai criteri dettati nell’Accordo di Area. Per l’accesso dall’esterno è richiesto il diploma di laurea o laurea breve qualora gli indirizzi riflettano almeno in parte le conoscenze richieste per lo svolgimento del ruolo. Appartengono a questa Categoria i funzionari di secondo grado della P.L. che svolgono attività caratterizzate da: · Conoscenza plurispecialistica ed un grado di esperienza pluriennale, da raggiungersi soprattutto a mezzo dei corsi selettivi di qualificazione, specializzazione ed aggiornamento; · Sovrintendenza delle problematiche rivestenti medi contenuti tecnici, di gestione delle criticità e coordinamento dei risultati relativi agli obiettivi individuati dalle amministrazioni; · Capacità di gestione delle problematiche ricadenti sui sottufficiali e sugli agenti di Polizia Locale, e controllo dell’operato dei subordinati; · Capacità della redazioni di atti aventi natura giudiziaria e di specifica interconnessione con Istituzioni esterne all’Ente, con responsabilità di possibile pianificazione di tutte quelle condizioni che possono pregiudicare la resa del servizio di P.L.; · Elevate conoscenze pluri-specialistiche (la base teorica di conoscenze è acquisibile con il diploma di laurea rilasciato dall’Accademia regionale di Polizia Locale) ed un grado di esperienza pluriennale, con frequente necessità di aggiornamento; · Svolgimento di operazioni aventi anche carattere tecnico, gestionale o direttivo e di comando con responsabilità di risultati relativi alle deleghe ricevute; · Responsabilità di unità operative o più unità operative semplici, comunque incardinate nelle unità complesse. · Attività di studio e di ricerca, e svolgimento di attività didattica formativa a vantaggio dei subordinati con indirizzo d’aggiornamento contingente · Svolgimento delle seguenti funzioni: a) Ufficiale di Polizia giudiziaria; b) Ufficiale di Polizia giudiziaria stradale; c) Ufficiale di Polizia locale amministrativa di competenza dell'ente locale. |
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Profilo dei ruoli d’ufficiale di primo grado – ruolo commissari Area Quadri - Funzionari |
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L’accesso al ruolo di ispettore dall’interno è determinato dai criteri dettati nell’Accordo di Area, nonché dal possesso di laurea breve acquisita all’Accademia di Polizia Locale. Per l’accesso dall’esterno è richiesto il diploma di laurea in giurisprudenza o equipollenti. Appartengono a questa Categoria i funzionari di secondo grado della P.L. che svolgono attività caratterizzate da: · Conoscenza plurispecialistica ed un grado di esperienza pluriennale, da raggiungersi soprattutto a mezzo dei corsi selettivi di qualificazione, specializzazione nonché da un costante aggiornamento sull’evoluzione della normativa riflettente i compiti di Polizia Locale; · Risoluzione delle problematiche rivestenti alti contenuti tecnici, di gestione delle criticità e coordinamento dei risultati relativi agli obiettivi individuati dalle amministrazioni; · Capacità di gestione delle problematiche ricadenti su tutti i subordinati; · Capacità gestionale di unità operative complesse; · Redazioni e sovrintendenza di atti aventi natura giudiziaria e di specifica interconnessione con Istituzioni esterne all’Ente; · Rapporti diretti con le Istituzioni comunali, provinciali e statali; · Responsabilità di risoluzione di tutte quelle condizioni che possono pregiudicare la resa del servizio di P.L.; · Capacità di rappresentanza e tutela dell’immagine dei Corpi/servizi di Polizia Locale; · Sovrintendenza alla preparazione e svolgimento di operazioni rivestenti particolari responsabilità ed includenti rischi per il personale subordinato; · Pianificazione di progetti, aventi anche carattere tecnico gestionale, con espresse direttive di comando, è responsabilità diretta di risultati relativi alle deleghe ricevute; · Responsabilità di unità operative complesse; · Attività di studio e di ricerca, e svolgimento di attività didattica formativa a vantaggio dei ruoli immediatamente inferiori con indirizzo d’aggiornamento contingente · Svolgimento delle seguenti funzioni: d) Ufficiale di Polizia giudiziaria; e) Ufficiale di P.G. per la Polizia stradale; f) Ufficiale di Polizia locale amministrativa per tutte le competenza dell'ente locale. |
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INDENNITA'
DI CONTROLLO, COORDINAMENTO E RESPONSABILITA' ORGANIZZATIVA
(Allegato 2)
Trattamento economico complessivo delle posizioni economiche dal
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A |
A1 |
A2 |
A3 |
A4 |
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£18.294.000 |
£
19.175.000 |
£
19.995.000 |
£
20.123.000 |
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B |
B1 |
B2 |
B3 |
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£
21.337.000 |
£
22.244.000 |
£
23.638.000 |
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C |
C1 |
C2 |
C3 |
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£
21.168.000 |
£
23.115.000 |
£
26.494.000 |
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D |
D1 |
D2 |
D3 |
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£
28.442.000 |
£
30.566.000 |
£
32.785.000 |
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