
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Onorevole S. Berlusconi
Al Ministro dell’economia Onorevole Giulio Tremonti
Al Ministro degli Interni Onorevole Pisanu
Al Presidente dell’A.N.C.I..
Al Dipartimento della Funzione Pubblica/Relazioni sindacali.
Oggetto: Finanziaria 2003 – tagli alla sicurezza dei centri urbani – proclamazione stato d’agitazione.
Questa Organizzazione Sindacale S.U.L.P.M. – Di.C.C.A.P. ( Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale e Locale ), firmataria del C.C.N.L., con riferimento ai provvedimenti previsti dalla finanziaria 2003 e più segnatamente, ai tagli alla finanza locale e al blocco delle assunzioni nel c.d. pubblico impiego, posto che:
· I tagli alla finanza locale andrebbero, in pratica, ad incidere, vista la costante tendenza degli Amministratori locali, sugli investimenti in quei Settori, già esiguamente supportati, tra cui le polizie municipali e locali cui, nelle politiche integrate della sicurezza, è dato sempre più attendere al controllo del territorio;
· Il blocco delle assunzioni, cosi impostato, graverebbe oltremodo sugli organici delle polizie locali che in moltissime realtà, quali ad esempio Milano, Napoli e Palermo, già risultano consistere del 50% della forza effettivamente necessaria;
· La legislazione degli ultimi anni ha sempre più sovraccaricato di funzioni e compiti gli Operatori del Settore che, oltre ai compiti strettamente istituzionali, anche senza alcun riconoscimento giuridico ed economico, sono permanentemente impiegati anche nel circuito del mantenimento dell’ordine e sicurezza pubblica;
· Quanto si è determinato anche in conseguenza degli imput di tutte le forze politiche presenti in Parlamento ed in particolare della Maggioranza che nella cosi detta figura del “Vigile di quartiere” ha investito in programmazione ed immagine, e pertanto ha stimolato quasi tutte le Amministrazioni locali a porre in essere politiche connesse che, ad oggi, non possono essere disattese pena la non credibilità dello Stato a qualunque livello rappresentato;
· La Finanziaria 2002 ha già pesantemente penalizzato il Settore delle polizie locali, laddove ha destinato ad altri circuiti il 50% delle risorse economiche derivanti dai proventi dell’art 208 C.d.S, che, secondo il principio costituzionale dell’educazione e rieducazione al rispetto delle norme, non potevano impegnarsi cosi come imposto;
Chiede
Che dal documento della Finanziaria 2003 sia estromessa ogni misura coinvolgente la finanza locale ed in particolare il Settore delle polizie municipali e locali, ciò anche in virtù delle reclamizzate politiche per il più efficace controllo del territorio, reiterando, parallelamente, la rivendicazione di consone previsioni di bilancio, le quali consentirebbero allo Stato di corrispondere quei riconoscimenti sino ad oggi negati ai Lavoratori del Settore che in pratica sono impiegati nel circuito della sicurezza come manodopera a basso costo, senza neppure riconoscergli le necessarie attribuzioni giuridiche.
Per quanto, questo S.U.L.P.M.
nel prendere, altresì, atto che gli impegni assunti, sulla Riforma della polizia locale, da rappresentanti del Parlamento e del Governo non sono stati a tutt’oggi mantenuti e che i provvedimenti in questione, qualora adottati, rappresenterebbero addirittura l’opposta volontà a voler pervenire alla risoluzione delle endemiche negative condizioni che attanagliano da decenni i Lavoratori della P.M. e P.L.
Comunica la riapertura dello stato d’agitazione della Categoria già responsabilmente sospeso, rappresentando che il mancato accoglimento della presente richiesta e delle integrate rivendicazioni già rappresentate ai competenti Organi di Governo, porterà alle conseguenti azioni di lotta, le quali sarebbero oltremodo dovute per tutelare i Lavoratori coinvolti e portare chiarezza sulle vere volontà politiche connesse al circuito della sicurezza e quindi alla reale tutela della Collettività.
Il Segretario Nazionale
Antonio
Micillo
Roma 27 settembre 2002