
Berlusconi, garantita la sicurezza ai cittadini
In 38 capoluoghi di provincia 500 poliziotti di quartiere andranno ad occupare la loro postazione per vigilare sulla cittadinanza, coordinandosi con gli attuali vigili di quartieri. Ad annunciarlo è stato il Presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Berlusconi ha aggiunto che progressivamente si infoltirà la truppa di questa nuova figura istituita per garantire la sicurezza dei cittadini.
L’articolo è tratto dal sito del Governo.
Se queste sono le reali intenzioni di Berlusconi, con molta attenzione e dopo l’incontro che il S.U.L.P.M. ha richiesto, potremmo, almeno in linea di principio, condividerle. Di fatti, volendo fare uno sforzo d’interpretazione delle intenzioni del Governo, la maggioranza farebbe salva la condizione di vigile di quartiere che in definitiva, per quanto inteso anche dal S.U.L.P.M., significa operatore della sicurezza quindi svolgente funzioni di polizia, seppur nella naturale coordinazione dei compiti e non delle funzioni, riconosciute a chiunque con uniforme opera per la tutela dei Cittadini.
Condivisibile sarebbe, pertanto, pertanto l’inciso del Presidente Berlusconi poiché afferma: ” i 500 poliziotti di quartiere andranno ad occupare la loro postazione per vigilare sulla cittadinanza, coordinandosi con gli attuali vigili di quartieri.
Inoltre è stato usato il termine coordinandosi con gli attuali vigili, sottintendendo che la funzione era già a questi assegnata e quindi non trattasi di sovrapposizione o annullamento di ruoli e funzioni quanto piuttosto d’integrazione delle specificità; mentre giova sottolineare che ancora una volta è emersa l’esigenza di coordinare le molteplici polizie, la qual cosa rimarrà sin tanto che in Italia vi saranno innumerevoli Corpi, ma questa è un’altra “storia” per la quale il S.U.L.P.M. non smetterà mai di battersi nell’interesse della sicurezza e dei Lavoratori che per essa operano.
Il tutto, all’atto, appare essere in linea con quanto rivendicato dal S.U.L.P.M. che non ha mai formulato d’ulteriori accorpamenti di compiti in capo alle polizie municipali e provinciali, ma ha sempre rivendicato riconoscimento del lavoro svolto in tema di sicurezza dagli Operatori che le compongono nonché una seria delineazione delle attribuzioni e delle funzioni in capo agli stessi, con i conseguenti riconoscimenti giuridici, economici e previdenziali.
In questo panorama il S.U.L.P.M., con una forte accelerata delle azioni sindacali, sviluppatasi negli ultimi mesi, ha reso protagonisti i 60.000 Lavoratori del Settore che finalmente oggi, più di ieri, sono considerati per quello che realmente svolgono al di là dei palcoscenici virtuali che taluni si creano per un mero ritorno d’immagine.
In quest’ottica cogliamo nelle dichiarazioni del Presidente Berlusconi un primo timido passo che potrebbe portare ad un serio riassetto delle polizie d’Italia.
In tal senso, riteniamo sottolineare che il cammino delle Riforme, devoluzione ed in essa delle polizie locali, è lungo nonché irto di ostacoli e trabocchetti, spesse volte prodotti da quelle lobbies che non intendono mollare il potere che hanno acquisito in virtù della latitanza dei politici, i quali oggi sono costretti a venire allo scoperto anche e soprattutto per l’enorme crisi economica che non consente più sprechi economici ed umani.
Per quanto, il S.U.L.P.M. continuerà nell’azione d’alta vigilanza sulle linee e sul prodotto della politica nazionale e locale.
La fortissima azione sindacale, connessa anche a tutte le iniziative collaterali e di tutela dell’immagine delle polizie municipali e provinciali, sinora prodotte dal S.U.L.P.M. soprattutto nella sede governativa e parlamentare, sta producendo l’effetto voluto.
Anche le interpellanze (vedi pubblicazione sul sito internet) inviate a centinaia di parlamentari e senatori stanno producendo sensibilizzazione dell’apparato di Governo della Nazione, cui si è definitivamente fatto comprendere che i 60.000 Lavoratori della P.M. P.L. non ci stanno ad essere svenduti sul piatto degli equilibri politici e degli apparati statali. ( VEDI LEGGE REGIONE VENETO CHE ISTITUISCE LA POLIZIA LOCALE REGIONALE – PROBABILMENTE, CONSIDERATO I CONTENUTI FORTI DELLA NORMA NEL RICONOSCIMENTO DELLA CATEGORIA, I LEGHISTI REALIZZANO QUANTO DA MOLTI NON SPERATO ).
Sottolineiamo a chi ancora vuole giocare a ribasso, e quindi artatamente stenta a comprendere, che i Lavoratori delle polizie municipali e provinciali, seppur nell’ambito dei loro ordinamenti, sono poliziotti a tutti gli effetti, e pertanto vanno inquadrati giuridicamente e contrattualmente in un’area diversa da quella degli impiegati amministrativi degli EE.LL.
Quanto intendiamo evidenziarlo perché bisogna che tutti i Colleghi stanino ed emarginino chi nel Sindacato di categoria non può più spendere poiché è sin troppo noto per aver operato verso quegli obiettivi che nulla avevano a che spartire con chi veste un’uniforme.
Al fine di far comprendere a tutti che, comunque, non molliamo, Il S.U.L.P.M. preannuncia una grande manifestazione nazionale a sostegno del varo della Riforma della polizia municipale e provinciale, affermando sin d’ora che essa vuole essere unitaria e d’unificazione con tutti i Sindacati e le Associazioni di Categoria che intendono battersi per l’improcrastinabile e reale riconoscimento della funzione di poliziotti svolta dai 60.000 Lavoratori del Settore.
Roma 18.12.2002
I Componenti la Commissione Nazionale
Assirelli M. - Fadini F. - Lupo M. - Mascella C. - Micillo A.