
Unità Sindacale e Contratto – E’ d’obbligo parlarne con coscienza e serietà
Abbiamo lottato aspramente per una svolta seria affinché il S.U.L.P.M. fosse al meglio organizzato e predisposto per garantire il raggiungimento degli obiettivi categoriali (contrattazione separata – riconoscimento categoria usurante con annessa consona previdenza e assistenza – rientro nel pubblico impiego – e serio assetto giuridico ambito Operatori della sicurezza) che da anni costituiscono bandiere anche per coloro che saltuariamente scoprono la centralità del ruolo, sia contrattuale, sia sociale, dei 65.000 Lavoratori dell’unica polizia locale italiana, cioè NOI!
In tale ottica, per evidenziare l’estrema determinazione a corrispondere ad ogni costo quanto dovuto ai Lavoratori della P.M. P.L. ed in linea recuperare fratture create dai separatisti megalomani che si annidavano anche nel nostro Sindacato, il recente congresso nazionale del SULPM ha sancito, rimarcandolo inequivocabilmente a chiare lettere nel proprio Statuto, che l’unità sindacale è condizione da perseguire, di fatto, poiché strumento essenziale per la realizzazione delle aspettative dei Colleghi.
Rimarchiamo che ciò è accaduto poiché questa è la volontà da anni espressa dalla Base del Movimento sindacale, e quindi era giusto divenisse dettato statutario, noi ci crediamo ed in modo chiaro lo abbiamo scritto. Teniamo, però a chiarire che se riconosciamo stima a chi nei fatti in tale linea sta operando, parimenti rigettiamo le strumentalizzazioni che qualche falso “unitarista” sta ponendo ancora una volta in essere poiché ha paura dell’Unità sindacale dei Lavoratori della P.M. P.L., cioè terrore che Essi raggiungano gli obiettivi anzi richiamati.
La Base e l’attuale dirigenza nazionale del S.U.L.P.M. hanno voluto dire, ai pochi stolti rimasti in giro, che la Categoria, per le sciagurate spinte indipendentiste e le nefande pressioni delle solite lobbies annidate nell’apparato centrale dello Stato, rischia lo snaturamento professionale, con conseguente definitivo asservimento alle polizie statali, o neo regionaliste, per cui nessuno più può scherzare sulla tutela dei Colleghi e sull’Unità sindacale a ciò occorrente.
Le nostre riflessioni le riproponiamo a chi sta tentando giochetti “federativi” di bassa lega, rammentandogli che Noi, con altri Colleghi del Movimento di Categoria seriamente impegnati, già dieci anni or sono abbiamo costruito federazioni ed Unioni (quali la FUSPPLI e l’USPLI), significando, a chi vuole intendere, che la Base S.U.L.P.M ci ha chiesto di sbugiardare chiunque intenda usare la volontà d’Unità, rimarcando a chi unitariamente intende operare che siamo predisposti a valutare solo condizioni che puntino al superamento di ciò che, seppur grande, ha dimostrato i limiti recati dalla sola ingordigia umana, purtroppo ancora imperversante tra i lestofanti che pretendono di rappresentare i Lavoratori della P.M. P.L..
Parimenti, ai rappresentanti delle grandi Confederazioni, cui riconosciamo il merito di aver parzialmente rivisitato le piattaforme rivendicative, ribadiamo l’invito ad alzare il tiro sugli obiettivi anzi richiamati poiché riteniamo sia d’obbligo per ogni persona realmente democratica, osteggiare qualunque tentativo di trarre profit dalla sicurezza delle Comunità locali, quindi l’equazione è: meglio una polizia municipale e locale giuridicamente seriamente inquadrata e contrattualmente trattata alla stregua delle polizie statali, che un’orda di “sceriffi” prezzolati alla lunga, sicuramente, asservibili a chi detiene il potere economico. In tale ottica riteniamo che un primo serio passo potrebbe essere costituito dall’abbandono d’eufemistiche definizioni (segmenti e sezioni), cioè nel corrente rinnovo contrattuale unitariamente, cosi come ha proposto il S.U.L.P.M., iniziamo a rivendicare l’area separata di contrattazione. Sta di fatto che, in recenti incontri, rappresentanti del Governo e del Parlamento, poiché da Noi illuminati sui predetti rischi, hanno “garantito” alla Dirigenza nazionale S.U.L.P.M. la costruzione di un’area separata di contrattazione all’interno del Contratto degli EE.LL; evidentemente c’è d’obbligo mantenere le più alte riserve sulle perenni promesse, e parimenti predisporci per la lotta sindacale qualora non fosse accolta questa prima richiesta che costituisce il trampolino di lancio per le più pregnanti rivendicazioni.
Rifuggendo dagli ormai desueti proclami roboanti, poiché nei fatti da mesi abbiamo ripreso serratamene ad operare per l’Unità sindacale, ancora una volta invitiamo a predisporre nell’immediato un serio tavolo di confronto tra chiunque intenda costruire un forte e determinato Movimento di Categoria, onde passare ai fatti che realmente interessano i 65.000 Lavoratori della P.M. L.
Partendo dalle cose che ci accomunano dobbiamo stanare gli asserviti al “sistema” e costruire la nostra unità, non rigettando l’instaurazione di un Movimento trasversale che abbia capacità di incidere anche sulla Riforma dello Stato federale che all’atto si predispone per negare un serio sistema di sicurezza nazionale e rispetto ai Lavoratori della P.M. P.L.. L’osservanza dei Trattati europei in materia di polizia e di sicurezza, i principi costituzionali di parità di trattamento per tutti i Lavoratori, quindi anche per Quelli impegnati nella sicurezza, debbono costituire i valori fondanti di questa richiesta nuova organizzazione del Movimento sindacale di Categoria. Basta con l’ipocrisia è ora di riconquistare la piazza, è ora di lottare per dare dignità alle aspettative dei Lavoratori; i tempi sono maturi per sottolineare a questo Governo che ha tradito le nostre aspettative e quelle degli Italiani. Basta, ora o mai più! abbiamo il dovere di farci carico delle nostre responsabilità, lo dobbiamo ai Lavoratori, alle famiglie di tutti, è soprattutto ai Colleghi che se ne sono andati in silenzio senza che nessuno se n’accorgesse, ignari alle cronache sebbene in migliaia siano morti per tumori, infarti ecc., oppure con le armi in pugno convinti di morire perché Lavoratori della sicurezza, senza sapere che oggi questo Stato Li avrebbe disconosciuti come tali. Lo dobbiamo a chi ferito o invalido per servizio gli è stata strappata l’uniforme con infinita umiliazione.
Chi ciò condivide ha il dovere, senza più fronzoli, di farsi avanti e gridare insieme con noi che è tempo di giustizia, cioè che questo Stato deve riconoscere che la “nuova” polizia locale siamo noi e ritenere che siamo in grado di lottare anche con i denti per vedere riconosciuti i nostri sacrosanti diritti, i quali riflettono quelli della gente umile ed onesta, che poi è quella che conta, la quale da secoli ci riconosce il lavoro che svolgiamo nelle strade, nei quartieri, senza cronisti o imbellettamenti pubblicitari che vorrebbero trasformare chi non è, in poliziotto di quartiere, dimenticando che le Comunità vogliono i fatti, i telefilm preferisce vederli in televisione. Questo è il S.U.L.P.M. è questo crediamo sia l’intento di chi, sindacalista di Categoria, vuole rispettare il mandato dei Lavoratori e il giuramento che abbiamo prestato alla Costituzione repubblicana.
Noi ci siamo è stiamo lavorando sia per la tutela dei Lavoratori della P.M. P.L., sia per l’unità sindacale, significando che questo scritto è la riprova dell’impegno assunto e che mai più risponderemo a chi nei fatti dimostrerà di essere dall’altro lato della barricata. Ai Colleghi consegniamo l’impegno di vigilare affinché ciò che si afferma sia tramutato in fatti.
Per la Segreteria Generale i Segretari Aggiunti
Antonio Micillo, Michele Lupo