
GLI UOMINI INVISIBILI DELLA REPUBBLICA
2 GIUGNO 2003
In questa Repubblica esistono degli uomini “speciali” che compaiono e scompaiono a seconda delle opportunità.
Compaiono quando devono assolvere ai propri compiti d’istituto e non, al fine di garantire sicurezza in questa Repubblica, anche a scapito della propria incolumità.
Compaiono inoltre quando devono assolvere ad uno scomodo e ricorrente ruolo di CAPRO ESPIATORIO di altrui deficienze.
Scompaiono invece quando richiedono pari dignità di trattamento con tutti gli altri lavoratori del comparto che assicura ( meglio che dovrebbero assicurare) la sicurezza ai cittadini di questa Repubblica Democratica.
Scompaiono alle cronache, se pur sempre in prima linea operano per la salvaguardia della legalità.
Scompaiono nelle leggi, nei contratti di lavoro e in tutte quelle cose dove invece altri devono comparire senza scomodi concorrenti.
Questi sono i 60.000 lavoratori che diuturnamente prestano servizio a favore della collettività nella più antica polizia della Repubblica, la polizia locale.
Istituzione che ha saputo dare i propri eroi, altrettanto invisibili che hanno saputo morire per difendere questa Repubblica. Ancor prima che la stessa nascesse hanno saputo morire, martiri di un regime nazifascista, che non esitò a passare per le armi un intero corpo che si rifiutava di collaborare*.
Ieri, 2 giugno 2003, questa Repubblica ha festeggiato il suo 57° anno di fondazione rendendo ancora una volta invisibili i 60.000 poliziotti locali non meritevoli di nessuna considerazione.
Alla sfilata dei Fori Imperiali erano presenti tutti, compresi volontari e obiettori di coscienza che nel servizio civile operano per la collettività.
Neppure la modifica dell’articolo 114 della costituzione che ha posto pariteticamente quali componenti della Repubblica lo stato, le regioni, i comuni, le province e le città metropolitane ha reso visibili questi uomini.
Quindi festa dello stato e non della Repubblica, uno stato che si dimostra centralista e paroliere, che del federalismo sventola bandiera, per poi ammainarla quando occorre.
I 60.000 lavoratori delle polizie locali ringraziano il Presidente della Repubblica Italiana (o il Capo di Stato?), il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Senato, le Istituzioni tutte per aver reso anche in questa occasione (speriamo sia veramente l’ultima) invisibili questi poliziotti locali che sono veramente stanchi di essere fantasmi di questa Repubblica.
Il Segretario Generale aggiunto
Lupo Michele
* Il Comando dove avvenne l'eccidio dei poliziotti locali è quello di Barletta.
Le nostre iniziative contro lo scempio del 2 giugno 2003 - On. Saia (A.N.) - On. Briccolo (L. Nord)