
INCONTRO TRA LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI ED
I RAPPRESENTANTI
DELL’ANCI, UPI E REGIONI INERENTE RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE
Presso la sede dell’ANCI in Roma si è tenuto giorno 11 giugno un incontro, organizzato dai rappresentanti ANCI, UPI e Regioni, e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e Diccap/SULPM, nelle persone dei segretari nazionali. Per il SULPM era presente il segretario generale aggiunto Michele Lupo.
Scopo dell’incontro era quello di esaminare la proposta di legge nazionale elaborata dagli organizzatori della riunione in merito alla riforma della polizia locale “Disposizioni per il coordinamento in materia di sicurezza pubblica e polizia amministrativa locale, per la realizzazione di politiche integrate di sicurezza”.
L’incontro ha evidenziato una forte convergenza tra le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e i rappresentanti dell’ANCI, UPI e Regioni per quanto attiene le numerose proposte di legge presentate, le stesse, risulterebbero pericolose e fuori dalle norme costituzionali, soprattutto per quanto attiene una paventata organizzazione dei corpi di polizia municipale e provinciale in corpo unico regionale (leggasi proposta On. Ricciotti).
Il Rappresentante del SULPM ha invece sottolineato come la proposta in esame rappresenta un timido riconoscimento alle richieste di sicurezza rivenienti dai cittadini, ed altrettanto timido riconoscimento delle funzioni dei lavoratori della polizia locale. Il nostro rappresentante ha fortemente ribadito che una legge di riforma non può più prescindere dal pieno riconoscimento delle funzioni di polizia. Va pertanto prevista dalla legge la modifica all’art.57 c.p.p. (inserimento al comma 1 degli ufficiali e sottufficiali di polizia locale, quali ufficiali di PG e la riscrittura del comma 2 per gli agenti di PG, sostituendo le parole attuali, con le parole: “e gli agenti della polizia locale”), senza aggiunta di altro tendente a limitarne l’attività; inserimento art. 16 legge 121/81 in virtù anche del mutato articolato costituzionale che prevede (art.114) la Repubblica composta da stato, regioni, comuni, province e aree metropolitane, pertanto la legge deve prevedere che nella Repubblica oltre alle polizie di Stato esiste con pari dignità la polizia locale.
Tale riconoscimento, ovviamente, deve inoltre passare da una vera equiparazione assistenziale, previdenziale e contrattuale con le polizie civili ad ordinamento statale. In materia di armamento non abbiamo condiviso la proposta, ritenendo, che la legittima difesa deve essere garantita ai lavoratori su tutto il territorio nazionale anche fuori servizio. Ultimo e dolente punto di discordia è stato quello relativo al rientro della polizia locale nel contratto pubblico,così come sono inquadrate le polizie di stato ad ordinamento civile. Le proposte irrinunciabili del SULPM sono state ritenute dai presenti l’anticamera della costituzione di un terzo corpo di polizia (?????).
Unanime invece è stata la richiesta di eliminazione dell’art.12, il quale prevede l’utilizzo di personale volontario e di guardie giurate quali “ausiliari di polizia locale”, ribadendo che le funzioni di polizia devono essere svolte solo ed esclusivamente da personale appartenente alle polizie in quanto la sicurezza deve restare un bene tutelato da organismi pubblici, altrettanto unanime è stato l’affermare la necessità che i comandanti siano previsti dalla norma con le stesse garanzie dell’attuale art.9 legge 65/86 prevedendone l’apicalità degli stessi.
Al termine dei lavori le parti hanno dichiarato che il giudizio complessivo della proposta di legge sarà dato al termine dei lavori del tavolo tecnico, si è ribadito unanimemente l’assoluta urgenza della definizione dell’iter per la presentazione della proposta di legge.
Taranto, lì 12 giugno 2003 La segreteria generale