FERRAGOSTO:”GUARDIE MUNICIPALI” NON NE CONOSCO

La giornata di Ferragosto rappresenta per le Forze dell’ordine il giorno di maggiore impegno. Ma è proprio così? Dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno Pisanu rilasciate alla stampa ed, in particolare, riportiamo le dichiarazione fatte a “Il Giornale” di domenica 17 agosto 2003, il Ministro  ribadisce il suo “grazie” e aggiunge: “sarebbe bello se oggi l’Italia dicesse grazie di cuore ai 78.146 donne e uomini delle forze dell’ordine, cui si aggiungono 6.187 vigili del fuoco, alle migliaia di guardie municipali (?) e all’Esercito senza divisa dei volontari che assistono deboli e bisognosi. Dai dati riportati dal Ministro risulta che in quella giornata così impegnativa, lo Stato che garantisce sicurezza e ordine pubblico ha posto in campo per la difesa dei cittadini solo  il 25% circa delle Forze dell’ordine costituite da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Dobbiamo pertanto ritenere che nelle  normali giornate feriali gli uomini delle Forze dell’ordine impegnati  siano ampiamente  inferiori ai 78.146 del Ferragosto, su un organico complessivo di oltre 300.000 unità, unità che vedono escluse la guardia forestale e la polizia penitenziaria. Il Ministro Pisanu ha voluto ringraziare anche le migliaia di “guardie municipali” che hanno concorso alla sicurezza il quella impegnativa giornata,  grazie Signor Ministro, grazie di vero cuore! Conoscendo perfettamente la situazione degli organici della Polizia Municipale e Locale (circa 55.000 unità), viene da chiedersi chi veramente garantisce la sicurezza in questo Paese. Considerato che nella giornata di Ferragosto normalmente nei Comandi di Polizia Municipale sono soppresse ferie, congedi e riposi di ogni sorta, pagati secondo i “consigli interpretativi” ARAN dell’art. 24 del CCNL,  al fine di garantire al 100% la presenza nelle strade in tutte le festività dell’anno, garantendo a volte con la nostra presenza, l’assenza immotivata di altri. Possiamo dunque affermare che, in quella giornata oltre il 70% delle cosiddette “guardie municipali” hanno garantito la sicurezza nei centri urbani e  nelle località di villeggiatura  veramente dato il massimo,  insieme ai 78.146 donne e uomini delle Forze di Polizia elencate nel famoso art.16 della legge 121/81. Cari colleghi, questa è la realtà che deve portarci necessariamente ad una presa di coscienza rapida e determinata, non sono più ammessi patetici comportamenti, basta piangersi addosso! Il movimento sindacale, costituitosi a giugno di quest’anno, si è assunto l’onere di unire i lavoratori della Polizia Municipale in una battaglia che ha il fine di portare a termine una  riforma, quella della Polizia Locale in itinere da circa dieci anni. Il movimento sindacale deve agire nell’esclusivo interesse dei lavoratori, chiudendo ogni passerella a politici in cerca di gloria, e se occorre, nell’interesse generale diventare anche quel sindacato unitario che tutti vogliono, o dicono di volere, per raggiungere l’obiettivo: quello di dare alla  Polizia Locale  pari dignità con le altre Forze di Polizia statali. Quanto è emerso dai dati forniti dal Ministro Pisanu nel giorno di Ferragosto deve rappresentare una presa di coscienza  di una categoria messa volutamente in ginocchio da una classe politica ignorante ed arrogante, priva di VERI interessi, se non a fini elettorali, alla realizzazione di un sistema integrato di sicurezza moderno che tuteli realmente i cittadini  di questa Repubblica che, a gran voce da anni la richiedono, anzi la pretendono. Prepariamoci pertanto ad un autunno senza tregua mettendo da parte le ipocrisie, i propri “orticelli”, i piagnistei che sono serviti soltanto a dividere i lavoratori  a tutto vantaggio di coloro che mirano a liquidare definitivamente la polizia locale, rilegandola al ruolo di “servi del padrone” o di “bravi” di manzoniana memoria o di quant’altro losco possa rappresentare la politica e gli interessi di parte, rappresentati anche da DDL a favore di guardie particolari private. Le promesse del 30 maggio us. dell’On.Ricciotti e dell’On.Bruno fatte a nome e per conto del Governo e puntualmente disattese, devono portarci ad azioni mirate e studiate nei minimi particolari finalizzate a chiudere la partita con questa compagine entro l’anno 2003 con la consapevolezza del ruolo istituzionale, avere anche il coraggio, tutti insieme, di dire basta! Restituendo, se necessario, armi e uniformi ad uno Stato che non merita più l’abnegazione dei 55.000 donne e uomini che costituiscono la polizia locale Italiana.

Taranto, lì 19 agosto 2003

 

                                                                                                         Michele Lupo
                                                                                          Segretario Generale aggiunto