Le negative prospettive e le conseguenti analisi sul rinnovo contrattuale.

Con un ritardo di venti mesi dalla prescritta e naturale apertura delle trattative per il rinnovo del Contratto degli EE.LL e diversi scioperi nazionali indetti dalle Confederazioni che, come in appresso si evincerà, poco o nulla hanno risolto, in data 10.9.2003 è stato aperto il Tavolo negoziale che interessa circa 650.000 Lavoratori dipendenti dagli enti locali e tra Questi gli oltre 60.000 Operatori di polizia municipale e locale.

Come giusto fosse, la negoziazione si è aperta con la presentazione di una bozza di contratto elaborata dall’A.R.A.N. ed inoltrata alle OO.SS presenti al Tavolo, e con la prospettazione del quantum economico posto a base per la discussione sugli aumenti stipendiali.

Preliminarmente va detto che la bozza presentata dall’A.R.A.N. peraltro in parte lontana anche dalle linee tracciate dal Comitato di Settore (che pur si era reso, ad esempio, possibilista sulla creazione di un’area separata di contrattazione per la P.M. e P.L.), ha costituito una vera e propria provocazione laddove essa, oltre ad enormi carenze ed omissioni, si compone di 39 pagine, di cui 20 destinate al sistema disciplinare; quasi a voler dire: “stiamo pensando più a come falcidiare che a corrispondere diritti per il lavoro svolto”

Per gli aspetti economici, e al di là dei fronzoli, la parte “datoriale” ha proposto un aumento medio lordo di 92 €, pari ad un incremento stipendiale del 5,66%, più un aggiunta di 10 €, pari allo 0,70 (composto da uno 0,50 + 0,20) che, raggiri a parte, andrebbe a sovvenzionare aumenti delle cosi dette alte professionalità (cioè non specifiche e qualificate), peraltro attribuibili in corrispondenza di ben specifici parametri (conformità popolazione – dipendenti + conformazione rapporto spesa corrente e spesa per il personale, laddove questa non superi il 32% degli specifici bilanci), il che ad oggi è garantibile in pochi se non pochissimi enti locali.

In pratica si tratta di una proposta che, rispetto ai parametri dell’inflazione reale, neanche lentamente si avvicina ad un recupero del potere d’acquisto, peraltro minato anche dalle negative ricadute derivanti della cosi detta “politica dell’euro”.

Alla luce di ciò e della rilevante forbice, per quanto esistente, tra gli aumenti medi destinati ai dipendenti degli EE.LL. e, ad esempio, ai dipendenti dei ministeri – degli enti pubblici non economici – della sanità ecc. (circa 110 € di media), ed in linea per il mancato rispetto di ben precise disposizioni normative che indurrebbero alla perequazione dei trattamenti economici tra i vari Contratti, la parte sindacale, in linea “unitaria”, ha rilevato l’inadeguatezza della proposta A.R.A.N., laddove questa, oltre tutto, non contempla sostegni per il sovvenzionamento dell’art. 5 (produttività – formazione ecc.), il che comporterebbe ulteriori negative ricadute sulle già striminzite economie destinate alla contrattazione decentrata.

Le mancate previsioni anche economiche su quest’ultimo vitale aspetto della contrattazione, unite anche al fatto che nella piattaforma A.R.A.N. non vi è traccia alcuna dei necessari chiarimenti (rivendicati dal sindacato) sulle questioni connesse ad una appropriata corresponsione economica degli istituti contrattuali di cui all’art.24 (indennità svolgimento turnazione – festivo – notturno – ecc.), rendono gli aumenti proposti dall’Agenzia del tutto risibili, particolarmente se rapportati ai richiesti carichi di lavoro e responsabilità ricadenti sui Lavoratori del Comparto, in conseguenza delle nuovi pregnanti assetti condotti dalla Riforma del Titolo V della Costituzione.

In pratica un Governo e una controparte datoriale che si presentano al Tavolo negoziale con la convinzione di poter vendere fumo ai Lavoratori che a loro volta lo dovrebbero vendere a quella Collettività bisognosa di servizi e sicurezza.

Infatti, cosi come aveva chiesto a viva forza il S.U.L.P.M., per mezzo della propria piattaforma contrattuale inoltrata preventivamente all’A.R.A.N., mancano, del tutto, i dovuti impegni economici di specifica competenza del Governo, essenzialmente occorrenti per la corresponsione dei necessari investimenti volti a garantire servizi richiesti agli enti locali, ossia un maggiore gettito economico atto ad erogare vitali e “federalistici” servizi, tra cui emerge un più consono controllo del territorio affidato anche alla polizia municipale e locale.

In un solco di negativa continuità, l’idea della parte datoriale sarebbe, quindi, quella di continuare ad attingere risorse dal fondo per l’incentivazione dei servizi, peraltro ingessato nella quantizzazione dai paletti posti nei precedenti contratti, perseguendo, in linea, anche quegli scippi economici connessi al sovvenzionamento di pseudo forme di straordinario che vanno a penalizzare l’occupazione e la stessa progressione in carriera nonché l’approvvigionamento di risorse atte a sostenere le posizioni organizzative ad oggi interamente acquisite da quelle destinate al salario accessorio di tutti i dipendenti degli EE.LL.

In linea negativa la proposta A.R.A.N. si caratterizza anche per: una totale assenza d’articolato sulle dotazioni organiche, e quindi sulle necessarie politiche occupazionali negli EE.LL (dove – com’è noto la Categoria più penalizzata e quella della P.M. e P.L.), e per un’altrettanta totale assenza di proposte sulle fasce categoriali e sull’ordinamento professionale, essenziali per la valorizzazione e migliore qualificazione del personale.

E’ utile rilevare che tali “omissioni” da parte dell’A.R.A.N., oltre alle politiche dei servizi, penalizzano anche il sistema di riclassificazione del personale, proprio nel topico momento in cui ai Lavoratori del Comparto (ed in particolare a quelli della P.M. e P.L.) sono richieste specialistiche e più responsabili prestazioni.

In pratica oltre al danno la beffa; infatti, anche in questa condizione viene, se non si pone rimedio, a mancare anche quel rivendicato riallineamento con le Categorie inserite negli altri contratti pubblici (vedi articolato proposta S.U.L.P.M.), cosa questa penalizzante particolarmente le fasce alte del sistema categoriale del Comparto EE.LL.

A conclamazione della volontà di continuare sulla linea strategica dell’abbattimento della rappresentanza negoziale, quindi sindacale, la proposta A.R.A.N., è stata infarcita di meccanismi che, se passassero, ridimensionerebbero le relazioni sindacali, con conseguente indebolimento del diritto/potere dei Lavoratori a dire la loro sui processi economici e giuridici che regolano la vita lavorativa. In particolare viene minata la fase di concertazione, laddove la parte pubblica non sarebbe più necessariamente quella ad oggi individuata nella Delegazione Trattante, ma potrebbe essere costituita da qualunque soggetto, “anche privato”, poiché si abilita tutti a condurre le trattative di secondo livello.

Se il tutto non fosse cosi tragico ci sarebbe da farsi una enorme risata, indirizzandola, più che altro, a chi negli anni non ha voluto, sebbene a viva forza invitato, perseguire una seria politica di razionalizzazione del dato categoriale in seno al Comparto Enti Locali.

Per quanto, nella fase di negoziazione, la delegazione del S.U.L.P.M., oltre alla riproposizione delle linee rivendicative tracciate nella piattaforma del nostro Sindacato, ha avuto, di fatto, modo di sottolineare alla parte pubblica e alla restante parte sindacale (rimasta a dire di molti malamente impressionata) che non ci stranisce l’esiguità delle risorse destinate al rinnovo del contratto (l’abbiamo sempre detto che quello degli EE.LL costituisce il fanalino di coda fra tutti quelli del pubblico impiego), ragion per cui da decenni chiediamo una concorrenzialità del Governo sulla spesa corrente. Ciò, è stato spiegato, non fonda su elucubrazioni ma su dati di fatto, ove sono migliaia gli Operatori di P.M. e P.L. che quotidianamente sono posti a disposizione delle Istituzioni statali o concorrono per servizi di stretta competenza della Stato.

Per quanto, ai rappresentanti A.R.A.N. e a quelli delle altre OO.SS è stato sottolineato che il solo legittimo riconoscimento di questo dato reale darebbe la possibilità di ottenere quelle occorrenti risorse economiche, peraltro essenziali anche ad eliminare la guerra tra poveri in seno al Contratto degli EE.LL.

“Un inciso è d’obbligo: al cospetto di queste condizioni e al di là della stigmatizzazione delle politiche rivendicate dal S.U.L.P.M., viene ad emergere, anche in tutta la drammaticità, la fondatezza della rivendicazione avanzata dal nostro Sindacato, cioè quella tendente ad ottenere per i Lavoratori rappresentati un contratto separato con inserimento nel comparto sicurezza, poiché in prima ed ultima analisi questo decomprimerebbe anche le altre Categorie del Comparto degli EE.LL”.

Altrettanto chiaramente abbiamo fatto intendere, a chi ancora si ostina a comprenderlo, che è giunto il momento in cui il Governo e amministratori locali paghino per i debiti contratti con la Categoria e non cerchino di rifuggirli servendosi della “sicurezza” privata e del falso volontariato, laddove ciò comporterebbe anche il rischio del mantenimento dei livelli occupazionali.

In chiusura “del confronto”, al presidente del tavolo negoziale, e a chi aveva orecchie per ascoltare, abbiamo detto chiaro e tondo che non ci stiamo ad essere ancora una volta “ignorati”, ossia che abbiamo presentato una piattaforma e la vogliamo discutere, pena il ricorso a qualunque strumento di lotta sindacale purché valga a difendere la dignità lavorativa e la corresponsione dei diritti anche economici ai Lavoratori della P.M. e P.L..

La contrattazione è stata sospesa per riprendere il giorno 18 c.m., con l’assicurazione del presidente del Tavolo negoziale che saranno discussi anche i particolari temi proposti dal S.U.L.P.M.. A tale incontro la dirigenza del nostro Sindacato parteciperà con la determinazione e convinzione, cosi come espresse dalla volontà dei Lavoratori che ci sostengono, di non cedere nulla alla controparte che, come detto, ancora una volta ha dimostrato di voler adottare politiche che disconoscono e quindi annientano il pesante e responsabile lavoro svolto quotidianamente sul territorio nazionale.

Noi del S.U.L.P.M. che ci siamo e rivendichiamo, siamo più che convinti della concretezza delle rivendicazioni e dell’appoggio di tutti i Colleghi che al momento giusto e di fronte a difficoltà serie, come oggi si pongono, hanno sempre dimostrato di non tirarsi indietro nella lotta contro gli attentatori ed affossatori dei nostri diritti.

                                                                                                           Per la Segreteria Generale
                                                                                                Il segretario generale aggiunto A Micillo