
Rinnovo del Contratto – Continua lo scontro
Dopo la prima riunione del 10.09.2003, cosi come concordato, in data odierna si è riunito, presso l’A.R.A.N., il Tavolo negoziale per il rinnovo del C.C.N.L. degli EE. LL. nel cui ambito, dopo il serrato scontro della parte iniziale, la stessa Agenzia ha presentato le controproposte alle rivendicazioni avanzate dalla Componente sindacale, prettamente concernenti gli aumenti stipendiali.
Rispetto alla prima ipotesi (aumento medio tabellare di € 92 + € 10 da destinarsi alla contrattazione decentrata – dove questi ultimi risultavano ingessati da meccanismi che costituivano un blocco insuperabile per la stragrande maggioranza degli EE.LL, dal che pochi Lavoratori ne avrebbero potuto ricevere un certo ritorno), l’A.R.A.N. riprendendo quanto di sostanziale era stato rilevato rispetto agli errati conteggi che conducevano all’approssimato calcolo del 5,66, ha inteso rivalutare gli aumenti incrementandoli “di + 1,34 €- portando il tabellare medio a € 93,4, fermo restando la palettizzazione sui restanti 10 €.
Rilevata la mancata considerazione delle proposte avanzate da tutte le OO.SS, che in particolare, cosi come da sempre rivendicato dal S.U.L.P.M., avanzavano rivendicazioni relative al mantenimento e recupero del potere d’acquisto, alla già normatizzata e mai attuata perequazione tra i contratti del pubblico impiego (dove quello degli EE.LL. risulta il fanalino di coda di tutti i Contratti), nonché la stessa, arrogante, voluta ignoranza di specifici vitali settori della contrattazione nazionale, tra cui il rigetto a valutare: aree specifiche di contrattazione (vedi polizia municipale e locale), la rivisitazione dell’ordinamento professionale, le posizioni organizzative, le indennità d’istituto (vedi quella di cd P.S) e quelle connesse al servizio, ecc., l’intera parte sindacale ha manifestato non più l’insoddisfazione, ma la volontà a pervenire ad azioni di lotta, al fine di sbloccare un “rinnovo” contrattuale (scaduto da circa due anni), il quale, appare evidente, essere ostacolato da ben precisi obiettivi politici.
Nella circostanza, la delegazione S.U.L.P.M. composta dai segretari generali aggiunti Fadini – Lupo – Micillo, ha rimarcato la totale incondivisibilità delle proposte dell’Agenzia, e si ritiene del Comitato di Settore, riaffermando che il terreno di confronto parte, imprescindibilmente, dagli aumenti medi di € 106,00, laddove il differenziale tra i 106,00 € rivendicati ed 93,4 proposti deve essere costituito da parametri certi e non virtuosi, cioè sostenuto da gettiti economici aggiuntivi che, nella concretezza, sappiano trasfondere, sopra tutto da parte del Governo, anche il riconoscimento dei nuovi e più responsabili compiti e carichi di lavoro assegnati agli EE.LL dalla cosi detta devoluzione, rappresentando, in ultimo, alla parte datoriale, l’irrinunciabilità a rivendicare le specifiche piattaforme ed in preminenza dell’area separata di contrattazione per la P.M. e P.L..
Unitamente al “sostanziale recepimento da parte dell’A.R.A.N.” che ha ineluttabilmente compreso le irremovibili posizioni della parte sindacale e tra queste quella del S.U.L.P.M., cosi da impegnarsi a trasfondere al Comitato di Settore gli estremi del possibile accordo, pena il ricorso alla lotta, abbiamo positivamente registrato un lineare, seppur non specifico, allineamento di larga parte delle OO.SS, presenti al Tavolo negoziale, sulla vertenzialità della polizia municipale e locale, mentre, malgrado artati proclami, si è riscontrata una nota “comunque fuori coro” dell’USAE, la quale, per mezzo di un proprio rappresentante, ha sottolineato la non essenzialità dell’individuazione di aree separate di contrattazione, tra cui: ”Ad esempio quella della polizia municipale ecc”.
In conclusione la delegazione del S.U.L.P.M., oltre a rivendicare anche una definitiva totale chiarezza sull’effettivo numero dei Lavoratori che compongono il Comparto degli EE LL (dal che un quadro certo sulla spesa reale e sugli oneri riflessi che determinano, percentualmente, il calcolo degli aumenti tabellari e quelli della contrattazione integrativa, nonché la stessa determinazione dei livelli occupazionali e di rappresentatività, questi ultimi occorrenti alla nostra Categoria per non sottostare alla volontà di nessuno), ha chiesto al Comitato di Settore di assumere, una volta per tutte, una decisa posizione contro il Governo, laddove gli amministratori locali non possono ritenere che i Lavoratori siano la loro controparte, quanto piuttosto il Governo che si ostina a voler ignorare gli impegni dei Lavoratori del Comparto ed in particolare degli addetti alla P.M. e P.L., i quali, lo si voglia riconoscere o meno, svolgono funzioni di controllo del territorio, quindi di pubblica sicurezza e di assistenza agli Organi giudiziari e territoriali dello Stato, per cui i relativi, proporzionali, costi debbono essere sostenuti dal Governo e non sottratti alle già misere risorse destinate ai servizi e allo stipendio dei Lavoratori.
Il confronto dovrebbe riprendere dopo il 25 settembre, ossia all’indomani della riunione del Comitato di Settore; a tale appuntamento arriveremmo più determinati che mai poiché convinti di rappresentare sacrosante e legittime istanze che non possono oltremodo essere offese.
Roma 18 settembre 2003
Per la segreteria
generale
L’aggiunto A. Micillo