A)
se i Ministri interpellati non ritengano di accogliere la richiesta delle
organizzazioni sindacali per la costituzione di un tavolo paritetico.
il giorno 24 luglio 2003 la segreteria generale del Diccap/Sulpm, sindacato
maggiormente rappresentativo delle polizie municipali, firmatario del contratto
collettivo nazionale di lavoro del comparto regioni ed autonomie locali, ha
dichiarato lo stato di agitazione di tutta la categoria della polizia locale
d'Italia;
in data 5 agosto 2003 lo stesso sindacato ha individuato e segnalato al
ministero del lavoro e delle politiche sociali quali controparti, per
l'obbligatorio tentativo di conciliazione, il ministero dell'interno ed il
ministero per la funzione pubblica. In data 8 agosto 2003, a norma della legge
n. 146 del 1990 (autoregolamentazione del diritto di sciopero), si è tenuto
presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali l'incontro di
conciliazione tra le parti, che comunque andava deserto per la mancanza del
rappresentante del ministero per la funzione pubblica;
il sindacato, che è membro del movimento sindacale per la riforma della polizia
locale, movimento che unisce tutte le sigle sindacali esistenti, con molta
responsabilità ha accettato la convocazione di un'altra seduta di
conciliazione, allo scopo di consentire la presenza del ministero interessato,
al fine di rimediare alla vertenza in atto;
il tavolo di trattativa veniva riconvocato in data 17 settembre 2003 e si
concludeva con l'assenza questa volta del ministero dell'interno;
per tale assenza, ad avviso degli interpellanti, irresponsabile, a norma della
legge n. 83 del 2000, vista l'evidente volontà del Governo di non addivenire ad
una concreta risoluzione della problematica esistente, le organizzazioni
sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione. L'organizzazione è libera di
attuare, nei previsti 120 giorni, tutte le forme democratiche di lotta che
riterrà necessarie al fine di indurre il Governo alla risoluzione di un
problema, quello di riconoscere ai lavoratori di polizia locale pari dignità
con le altre forze di polizia dello Stato, ed a una conseguente riforma della
legislazione che disciplina l'operato delle polizie locali. Quanto
l'organizzazione sindacale ha fin qui richiesto è ricompreso nel programma di
Governo dell'attuale Esecutivo;
l'organizzazione sindacale ha proposto la costituzione di una commissione
paritetica composta dai rappresentanti sindacali e dai Ministri dell'interno e
per la funzione pubblica, avente lo scopo di confrontare le rispettive posizioni
e concordare eventuali soluzioni legislative da adottare nell'immediato, allo
scopo di evitare inutili incomprensioni tra forze di polizia locali e compagine
governativa -:
quali iniziative siano state intraprese per giungere ad una soluzione della
grave vertenza in atto;
(2-00910) «Saia, Alberto Giorgetti, Raisi, Airaghi, Foti, Butti, Carrara,
Bellotti, Giorgio Conte, Canelli, Fatuzzo, Malgieri, Riccio, Alboni, Caruso,
Fasano, Trantino, Anedda, Franz, Lo Presti, Scalia, Zacchera, Catanoso,
Migliori, Arrighi, Serena, Taglialatela, Benedetti Valentini, Saglia, Menia».
(30 settembre 2003)