
Stati Generali del 27.11.2003
Sempre per essere rispettosi del mandato dei Colleghi, ed evitare agli Stessi la somministrazione di minestre già sin troppe volte riscaldate, e parimenti non consentire la proposizione di ulteriori brodaglie, avevamo detto: “Stati Generali” – No grazie!
Prescindendo dal dato numerico dei partecipanti agli “Stati Generali” (200/300 cui va, comunque, il nostro rispetto), laddove, ad ogni buon conto, nell’immaginario dei politici intervenuti, ha comportato una pessima, fortunatamente non reale, visualizzazione della forza che la Categoria, se linearmente stimolata, può esprimere, vi è da porre l’accento sul mercimonio d’intenti (sottolineiamo non delegati) emersi, e, pertanto, consegnati ai rappresentanti delle Istituzioni che hanno la responsabilità di operare per il varo di una seria Riforma della P.M. e P.L..
Sta di fatto, che i rischi da noi paventati, nel comunicato di non adesione agli “Stati Generali”, hanno avuto un loro sciagurato divenire, giacché (e ciò è risultato ai Colleghi presenti) sia la parte associativa, sia quella sindacale, nell’intrinseco, hanno, praticamente, continuato a sostenere la condivisione del progetto di Riforma sponsorizzato dall’A.N.C.I., il cui vice Presidente, nell’affermare: “Che vigili siamo e vigili resteremo”, ha dovuto incassare, dai Colleghi presenti, una bordata di fischi che la dicono sin troppo chiara circa l’idea che la Categoria si è fatta sul nuovo “asse” A.N.V.U. C.G.I.L. U.I.L. e A.N.C.I..
Posto che non stiamo trattando parva materia, bensì il futuro assetto del Comparto sicurezza italiano, ed in questo il rispetto della dignità professionale dei 60.000 poliziotti municipali e provinciali, a tutt’oggi rinnegata dai “padroni Governo A.N.C.I.”, va chiarito che, rispetto al varo della Riforma in parola, il S.U.L.P.M. (grazie alla dichiarazione dello stato d’agitazione – giugno 2003) aveva già ottenuto l’impegno istituzionale (vedi atti parlamentari – intervento Sott. Seg. L Saporito), a convocare un Commissione Governo Sindacati, quindi è giusto ritenere (visti i risultati) che gli “Stati Generali” siano stati convocati proprio per inserire, nella trattativa, elementi di disturbo tendenti ad affermare il richiamato progetto dell’A.N.C.I..
Nel serio rispetto del mandato sindacale, noi continuiamo a ritenere che senza la Categoria non vi è ruolo negoziale, quindi non si va da nessuna parte, e vista la scarsa presenza dei Colleghi agli “Stati Generali”, dobbiamo credere che le comuni rivendicazioni vanno sui binari individuati dal S.U.L.P.M. e dalle altre OO.SS componenti il Movimento per la Riforma, le quali, di certo, sono agli antipodi con quelle proposte dall’A.N.C.I. e da chi, inopinatamente, l’appoggia.
A beneficio dei Colleghi intervenuti e di chi ancora non vuole intendere, chiariamo che noi non appoggeremo mai la proposta A.N.C.I. poiché in essa, oltre all’arrogante imposizione di qualifiche (P.S. P.G. ecc.) a mezzo busto, e armamento barzellettistico (dal che anche il rigetto ad una contrattazione separata), vi sono i germi che immetterebbero nella P.M. e P.L. gli istituti di vigilanza privata, i volontari, ecc., (strategia per un nostro graduale defenestramento o al minimo di sostituzione su strada nei momenti di lotta resa pertanto vana), onde svuotare la forza contrattuale che la Categoria detiene e intende manifestare per una degna Riforma della polizia locale.
Avendo, ancora una volta, preso atto che la Categoria non intende stare con la controparte, e per quanto ha disertato gli “Stati Generali”, mentre a noi (a forza di concreti consensi) ci da mandato a lottare contro chiunque attenti alla nostra dignità professionale, e al sistema sociale di sicurezza italiano, ribadiamo la nostra disponibilità ad una lotta comune purché sia impostata ed organizzata a vantaggio della sicurezza e del rispetto dei 60.000 poliziotti (e non “vigili” ) municipali e provinciali, giacché la Collettività da sempre ha fatto intendere che vuole una Polizia Locale ben organizzata e non subordinata a chicche sia.
Risulterà, pertanto, ai molti chiaro che se son fischi fioriranno, e di certo non riguarderanno coloro che come noi si ostinano a credere nella Democrazia e nel mandato dei Lavoratori, anzi, in linea con le nostre idee, saremo tra quelli che daranno fiato al dissenso sociale e professionale poiché siamo e rimarremo dalla parte di chi, Costituzione alla mano, ha diritto al rispetto.
Per quanto, restiamo in attesa di decisioni concrete che sappiano individuare un serio sparti acque, tra chi ha il diritto ad avere, dopo decenni, reali risposte e chi vuole continuare a vendere fumo, di modo da presentarci compatti al confronto con le Istituzioni che, ancora oggi, grazie ai mercimoni, possono consentirsi di ignorare le istanze dei 60.000 poliziotti locali, come ha fatto (evidentemente su mandato) il rappresentante del Ministero degli Interni agli “Stati Generali”.
LA SEGRETERIA GENERALE