Al Presidente della Repubblica
Dr. Azeglio CIAMPI

                                                                            Invio fax 0646993125
data............................. 

Ill.mo Signor Presidente,

come operatori della polizia locale italiana di …………………………( indicare il Comando/Servizio e/o la sede sindacale e/o singolo Operatore ) siamo profondamente delusi ed amareggiati per l’incomprensibile atteggiamento assunto dal Ministro della Difesa On. Prof. Martino che, come Avrà modo di riscontrare dalla nota del 08.04.04 n. G/19355 19.06.2/04 (www.sulpm.it), ha incomprensibilmente inteso umiliare i 50.000 Lavoratori della polizia municipale e provinciale d’Italia dal contesto di rappresentanza dello Stato – INCREDIBILE!

Ci rivolgiamo, pertanto, al Nostro Presidente poiché gli attacchi concentrici e lesivi, continuamente portati a danno degli Operatori in parola stanno trasponendo – in un momento particolarissimo per la sicurezza delle nostre Comunità e della sempre più onnipresente sensazione di insicurezza spalmata in maniera diffusa ed omogenea sull’intero territorio -  un’ingiustificata volontà d’azzeramento di una polizia storicamente più vicina al Popolo italiano, senza, peraltro, far comprendere a vantaggio di chi (?!) - se non d’interessi lontani dalle esigenze della Collettività.

Noi riteniamo, nel rispetto della Costituzione con le modifiche ultime al Titolo V seconda parte, che solo ad Ella, poiché Rappresentante dell’Unità nazionale, è dato chiarire se i poliziotti locali operino o meno per il Popolo italiano, oppure se rappresentano la polizia dei “signorotti locali” cui fa specie far apparire nelle celebrazioni del 2 giugno.

E’ giusto che la S.V. I. intervenga, in nome degli italiani, per far comprendere che la difesa patria (visto il terrorismo e l'importazione di mafie varie) si concreta anche sul territorio nazionale, laddove ancora una volta lo Stato chiama ininterrottamente questi Operatori per contribuire a garantire la sicurezza e il mantenimento della serenità di chi in Italia vive e lavora.

Se tutto ciò è, e se il contributo che tali Lavoratori quotidianamente forniscono per la vivibilità dei territori conta, la polizia locale, cioè i loro componenti, hanno diritto, al pari di tutti gli altri Organi di Polizia e NON, a sfilare il due giugno, giacché in tale Manifestazione è resa visibile l’Unità e l’indivisibilità della Repubblica che qualcuno ancora tende a dividere.

Nella certezza che la S.V.I. comprenderà lo spirito della presente, la quale tende ad affermare la giusta rappresentanza delle Istituzioni repubblicane e finalmente un atto di giustizia, di riconoscimento dell’operatività che quotidianamente la Polizia Locale svolge al solo scopo di continuare a garantire i minimi diritti in prossimità, zona di confine di questa nostra lunga Italia – per questo auspichiamo il Suo immediato ed alto intervento.