Cari Colleghi:
Al Sig. Ministro della Difesa, ed ai suoi “Compari”, alla luce delle sue motivazioni che lo inducono a sostenere la tesi della non necessità del fatto che anche la Polizia Locale debba essere ammessa a sfilare alla parate del 2 Giugno, io, personalmente gli rispondo questo:
Il
vecchio titolo V della Costituzione (art. 114) diceva che la Repubblica si riparte
in Regioni, Province e Comuni; Con la modifica/aggiunta apportata con la L.
Cost. 23.1.2003, n° 3, è stato aggiunto alla vecchia previsione:
“Comuni,
le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con
propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla
Costituzione.
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo
ordinamento”.
Non
credo che tale aggiunta possa contraddire quanto in
precedenza previsto ed ora anche riaffermato.
Premesso ciò e considerato che alla “parata in questione vengono ammessi a sfilare anche .. la Polizia di Stato, il Corpo Forestale dello Stato, ecc. (che non sono Forze armate – sono Forze di Polizia dello Stato), credo, ed a ragione (sicuro, senza vantarmi per tale affermazione) che sulla scorta di tale premessa, che anche le Polizie delle Regioni, delle Province e dei Comuni, per la stessa ragione di quelle Statali, debbano, di diritto poter essere ammesse a tale “cerimonia”.
Se non lo vogliono le ragioni devono essere apertamente dichiarate e sostenute – ma alla luce di quanto sopra pare non ci sia una valida e seria motivazione.
Si deve ricordare al Sig. Ministro che (giusto per paragonare il ruolo della Polizia Locale con quello della Polizia Statale) l’ordinata e civile convivenza del Popolo Italiano, parte proprio dai Comuni; ed è proprio nei Comuni che, in ogni materia (escluso l’ordine pubblico, se non in forma sussisidiaria e ausiliaria), la Polizia Locale (Municipale ecc.) è chiamata, nel proprio ruolo, a far rispettare i Regolamenti e le Ordinanze locali, le Leggi Regionali e quelle dello Stato.
Non credo che soltanto per il fatto che la Polizia locale non è chiamata a svolgere il servizio istituzionale riguardante l’ordine pubblico la stessa non possa essere ammessa alla sfilata in parola.
Se non lo vogliono le ragioni sono altre ed allora è bene che la P.L. si faccia sentire con tutta la sua forza e con ogni democratico sistema. Anzi, credo che ciò possa benissimo essere il pretesto per forzare l’approvazione della Legge di riforma della P.M./L.
Achille DA PRA – Agente di Polizia Municipale del Comune di Lozzo di Cadore (BELLUNO) (Segr. Prov.le SULPM/BELLUNO) - Lozzo di Cadore 23.04.2004