Venerdì 13 Agosto 2004  Il MESSAGGERO
 
L’iniziativa è ancora in via sperimentale e viene svolta da mercoledì scorso nella sede del comando in via della Consolazione
Anche per la Polizia Locale scattano le segnaletiche
Tempi più brevi per inserire nel cervellone della Questura le foto degli arrestati dalla Municipale

di FABIO ROSSI


Foto segnaletiche e impronte digitali, da schedare e confrontare con il sistema centrale gestito dal ministero dell’Interno. Da mercoledì scorso anche i vigili urbani di Roma, in stretto collegamento con la questura, hanno avviato il servizio di fotosegnalamento delle persone arrestate.
Un avvio ancora in forma sperimentale, con la prima apparecchiatura dei vigili urbani della Capitale che è stata installata nella sede del comando generale, in via della Consolazione. Gli operatori addetti a utilizzarla hanno frequentato un corso di formazione in questura.
Al comando faranno riferimento, almeno per il momento, anche i 19 gruppi di vigili sparsi sul territorio comunale. In attesa che, dopo aver valutato l’andamento del progetto e le diverse esigenze, apparecchiature analoghe vengano installate anche nelle sedi decentrate della polizia municipale.
«Voglio ringraziare la questura di Roma - dice il comandante Aldo Zanetti - per la fiducia che ci ha accordato permettendoci di accedere a questo servizio. Lo svolgeremo alle dirette dipendenze della polizia».
Le schede preparate dai vigili, con foto e impronte, saranno portate alla questura ogni giorno, o immediatamente dopo il fermo nei casi più urgenti. Qui si provvederà a inserirle nel sistema centralizzato e a fare i confronti con quelle già presenti. «Con questo sistema velocizzeremo i tempi - spiega Zanetti - Lo sperimenteremo per 10-15 giorni, poi faremo il punto della situazione».
Critiche al comandante arrivano da Gabriele Di Bella, segretario romano del sindacato di categoria Sulpm. «È incredibile - sottolinea - che l’ordine di servizio per l’attivazione del fotosegnalamento sia arrivato soltanto ieri, quando il servizio è stato ufficialmente avviato mercoledì. Una vicenda che dimostra chiaramente lo stato di confusione che regna nei vertici».
«I vigili urbani di Roma assumono sempre più caratteristiche di polizia locale - aggiunge Di Bella - ma restano ancora disarmati. Una cosa molto grave, specie in un momento come questo: c’è la massima allerta per il terrorismo, ma non non abbiamo nemmeno la pistola. La giunta ha già varato la delibera, ora tocca al consiglio comunale ratificarla. Altrimenti riterremo tutti responsabili, dal prefetto al sindaco, in ogni sede».
Il segretario romano del Sulpm punta il dito anche sulla questione delle celle di sicurezza. «Al comando generale ce ne sono due - dice - nuove e pronte da tre mesi. Ma non vengono utilizzate, e le persone fermate devono essere ancora ospitate negli uffici o accompagnate ai commissariati di polizia. Se le celle non saranno aperte subito, ci penseremo noi dei sindacati a farlo, di forza».