
La
mossa del Premier, Bloccare la Polizia Locale
Questo titolo apparso su alcuni giornali, in
merito alla discussione sulla
grande riforma istituzionale oggi in discussione, è la sintesi di una amara
realtà che da tempo denunciavamo.
La nostra attenta e puntuale attività
politico-sindacale aveva messo in evidenza a tutti gli addetti ai lavori che
senza una legge nazionale di riferimento, approvata prima della discussione sul
federalismo,
la polizia locale avrebbe rappresentato uno scoglio insormontabile che poteva
superarsi, come poi sta accadendo, con il solito minestrone.
Era sin troppo
chiaro che a causa dei gruppi di potere allignanti nell’apparato statalista e
della poca fiducia nei confronti di sindaci, presidenti di province e regioni
(ritenuti a livello centrale colludibili con i più biechi e svariati interessi,
non degni per questo di avere responsabilità nella tenuta dell’ordine
e sicurezza pubblica), e della particolare interpretazione, del tutto nostrana,
della polizia amministrativa, si sarebbe finito col
trovare un compromesso politico che ancora una volta rischia di penalizzare
soltanto i poliziotti municipali e provinciali d’Italia.
Gli appelli del Capo
dello Stato quale garante della Costituzione e della riscoperta unità
nazionale, devono a questo punto, così come con i nostri appelli abbiamo
chiesto, essere mirati anche alla salvaguardia della dignità lavorativa dei
60.000 uomini e donne che vestono, con onore e spirito di
abnegazione, la divisa di poliziotti locali.
Mai ci siamo illusi, come qualche
sindacalista o iena di turno ha scritto, di poter determinare le scelte di un
intero Parlamento, ma meglio sarebbe dire di tante lobbies; neppure ci siamo mai
illusi, seppure lo crediamo fermamente, di veder realizzata in questo contesto
politico sociale una polizia locale regionale che sarebbe la panacea per i
semplici, ma grandi, problemi che le Comunità locali hanno in tema di vivibilità
e sicurezza.
Stando con i piedi per terra, consapevoli di tutto ciò, abbiamo gridato l’urgente
necessità, anche per porre un serio argine al dilagare della sicurezza privata,
l’inserimento della polizia locale nell’articolo 16 della legge 121/81, al
fine di chiarirne, nei fatti
concreti, la già decennale partecipazione al controllo del territorio, di
ottenere per i componenti della stessa piene qualifiche di ufficiali ed agenti
di polizia giudiziaria,
affinché si avesse autonomia
operativa per meglio rispondere agli appelli
del Popolo e non elemosinare alcunché dagli altri corpi dello Stato, di
ottenere un nostro contratto separato, quindi avere gli stessi diritti
riconosciuti a chi svolge similari funzioni
di polizia.
Tutto ciò perché riteniamo che questa è la vera garanzia a tutela
di un’istituzione antica e precostituzionale, che rischia, causa
l’imbecillità di alcuni, di scomparire, alla faccia dell’unità nazionale e
di tutti quei cittadini italiani
che hanno sottoscritto le nostre proposte di leggi di iniziativa popolare,
dimostrando di credere fortemente che il loro diritto alla sicurezza passa anche
e soprattutto dalla loro polizia locale, finalmente riconosciuta. Ora più che
mai necessita una forte coesione, ora più che mai i Colleghi hanno bisogno di
un sindacato forte in grado di avere una
capacità organizzativa dirompente per gli atti e le azioni che la categoria
dovrà sostenere se dovesse, disgraziatamente, passare la linea del nostro
totale e definitivo affossamento.
In questi giorni dobbiamo avere la
capacità di ribadire ai nostri interlocutori politici che è ormai
improcrastinabile l’immediata approvazione di quei provvedimenti richiesti con
forza dal SULPM a nome di tutta la categoria, poiché rappresentano la garanzia
per tutti affinché la polizia locale possa svolgere un ruolo unitario,
democratico e civile, nell’interesse nazionale, lontana da schizofrenie
partitiche, vicina agli interessi popolari. La segreteria generale del SULPM sta
organizzando, preventivamente, tutte le azioni di lotta che saranno concordate
nelle assemblee di base su tutto il territorio nazionale, di modo da riscontrare
il reale livello di guardia e di comprensione da parte dei Colleghi al fine di
giungere, nel caso, a lotte ad oltranza onde porre un definitivo punto alle
vertenze e far comprendere a chi di dovere che il tempo dei raggiri è finito.
Taranto18.09.2004
Michele
Lupo
Componente
della Segreteria Generale
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)