
COMUNICATO
Riflessioni della segreteria generale a seguito della
scandalosa sentenza emessa in data 22 ottobre u.s. dal Tribunale di Roma che ha
mandato assolto - poiché il fatto non sussiste - il giovane centauro, che
nell’ anno 2000 ha malmenato un collega della PM capitolina, con la presente
manifesta la propria solidarietà alla Struttura romana del Sulpm e a tutti gli
operatori della capitale.
Purtroppo quest’ultima “brillante” decisione della magistratura è solo l’ennesima dimostrazione dell’accanimento giudiziario al quale è sottoposta da troppo tempo la nostra Categoria. Ormai è diventata prassi consolidata scagionare gli aggressori delle divise e di controverso rinviarle a giudizio sistematicamente a seguito di operazioni di servizio.
Caso emblematico - da questo punto di vista - è quello occorso al collega di Milano il quale, reo di aver usato l’ arma in dotazione contro un ladro di automobili, che pur di sottrarsi all'arresto l' aveva investito, è stato indagato per tentato omicidio.
Che dire poi
della sentenza contro il collega di Rimini il quale è stato condannato a 9 anni
e 4 mesi ed al pagamento di 130.000 euro per aver accidentalmente colpito con un
colpo di pistola, risultato fatale, un automobilista dopo circa un’ ora di
inseguimento per le vie cittadine.
Al pentito brusca, colpevole di una moltitudine di
efferati omicidi e della strage di Capaci, è stato garantito un trattamento
meno rigoroso.....................
Questo avvilente scenario è da imputarsi
principalmente alle attuale norme che non tutelano in alcun modo gli Operatori
di Polizia, in genere.
Il S.U.L.P.M., che interviene sistematicamente su
tutti i fronti a tutela della Categoria, si fermerà solo quando sarà riuscito - in
maniera definitiva - a riconoscere i sacrosanti diritti dei Lavoratori ( i
quali operano sempre e solo per gli interesse della Collettività )
La Segreteria
Generale