
RISPOSTA DEL SENATORE BOBBIO -AN.
www.sulpm.info/sulpm/archivio2005/01/napoli200105.htm
COMUNICATO
STAMPA DICHIARAZIONI COMPONENTE ANTIMAFIA
La “profonda analisi” svolta dal Senatore Bobbio,
componente la Commissione Antimafia, sulle cause che consentono alla camorra di
mietere morti per le strade cittadine e imperversare sulla nostra Città, se non
fosse sconcertante per le ricadute politiche e istituzionali, andrebbe posta tra
le dichiarazioni dell’uomo di strada cui le vicissitudini umane hanno ridotto
al minimo le diottrie sociali, ove l’assunto più crudo riconduce, dopo secoli
di latitanza ed errori politici, alle omissioni della polizia municipale
napoletana.
Se da un lato non abbiamo “compreso” cosa
significhino “i chiaro scuro” che il Senatore Bobbio riassume, glissando
volutamente, sul prodotto delle altre forze di polizia presenti sul territorio
partenopeo, laddove nonostante il massiccio schieramento d’uomini e
intelligence spiegata, loro malgrado e non certo per omissioni, non riescono a
fermare la falcidie di vite umane, dall’altro meglio comprendiamo il perché
allo stesso Senatore riesca facile sparare sui poliziotti municipali di Napoli,
sui quali, secondo il Suo teorema, ricadrebbe larga parte dell’evidente
impotenza che lo Stato dimostra in condizioni risultanti sin troppo chiare a chi
ha veramente a cuore le sorti della nostra Città.
Fatte salve le carenze strutturali ed organiche che
ormai non fanno neppure più storia per la polizia municipale partenopea; quale
Sindacato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale dei poliziotti
municipali, rammentiamo al Senatore Bobbio che da anni l’attuale maggioranza
di Governo nega una seria Riforma della polizia locale atta a porre in campo,
degnamente, i 60.000 Operatori della polizia municipale e provinciale. Senza
sfuggire alle responsabilità operative che in ogni caso i poliziotti municipali
svolgono anche e soprattutto a Napoli contro camorristi e malviventi di vario
genere, cui quotidianamente sequestrano immobili, attività, ecc., sottolineiamo
che la seria volontà ad attaccare i morbi della macro e micro delinquenza si
dimostra adottando provvedimenti concreti che, non a chiacchiere, rappresentino
le reali esigenze della Collettività richiedente da sempre, allo Stato,
sicurezza e degni livelli di vivibilità.
Se al Senatore Bobbio va bene sparare sulla polizia
municipale, faccia pure, ma ricordi che in tempi di guerra civile “sparare
sulla Croce Rossa”, ossia sulla P.M. non giova alla degna immagine dello
Stato, il Quale anche nel Comune ha la Sua espressione e rappresentatività;
ossia che il ruolo di supporto concreto affinché tutte le Istituzioni
rappresentative della Repubblica sia valutato positivamente dal Popolo italiano,
i poliziotti municipali di Napoli e d’Italia lo svolgono, e altrettanto si
aspettano da chi è direttamente delegato in Parlamento.
Sul piano istituzionale il S.U.L.P.M. ritiene che il
Sindaco di Napoli debba intervenire con incisività affinché si chiarisca
definitivamente che i poliziotti municipali partenopei non possono oltremodo
costituire il capro espiatorio per battaglie perse, le cui responsabilità vanno
riportate ad altri e più alti livelli.
Napoli 18.01.05
Il Segretario Aziendale
Angelo Granata
Onorevole
N. Cristaldi - AN
www.sulpm.info/sulpm/archivio2005/01/napoli180105.htm
|
|
|
19/01/2005
|
|
|
Chiudi
|
|
|
|
Malvano: «Mai criticata la polizia municipale»
|
|
|
|
|
|

Franco Malvano, l’ex questore, ieri è stato a colloquio con il
sindaco Rosa Russo Iervolino per quasi un’ora nel suo studio di
palazzo San Giacomo. Non si è trattato di una visita di cortesia ma di
lavoro. Malvano ha discusso con il primo cittadino delle audizioni che
la commissione parlamentare antimafia presente in città fino a venerdì,
sta effettuando. Dottor Malvano, secondo un componente della
commissione, il senatore Luigi Bobbio, lei e il prefetto Renato Profili
avreste criticato l’utilizzo della polizia municipale. Vi sareste
lamentati della scarsa partecipazione dei vigili alla lotta contro la
criminalità. «Non mi sono mai lamentato con nessuno». Sarà vero, ma
quello di cui si discute va in direzione opposta. «In sede di audizione
non si è criticato il lavoro dei vigili, e poi non si può estrapolare
un solo concetto da un ragionamento e da una audizione cominciata alle
15 e finita a mezzanotte». Ci sono strumentalizzazioni politiche? «No
comment». Cosa ha dichiarato in commissione? «Si sono dette diecimila
cose, fra queste si è parlato del problema di Scampia e anche di San
Giovanni a Teduccio». Scusi ma di vigili non avete parlato proprio? «Ne
abbiamo parlato, sottolineando le difficoltà che i colleghi della
polizia municipale hanno nel lavorare in determinati quartieri e
cercando di immaginare come supportarli». Quindi nessuna accusa al
Comune sulla gestione dei vigili urbani. «Ripeto non mi sono mai
lamentato. Il prefetto ha parlato della questione negli stessi termini
che ho riferito prima. Vale a dire come sostenere la polizia municipale».
È vero che quando faceva il questore scortava i vigili nelle case di
Scampia, e i vigili scortavano a loro volta operai che dovevano
lavorare? «Non mi risulta». Lo sostengono alcuni assessori. «Uno dei
guai di questa città è che le cose le si dicono prima ai giornalisti e
poi si va a fare la denuncia». lu.ro.
|
|
L’ex questore Franco Malvano
|
|
|
|
19/01/2005
|
|
|
Chiudi
|
|
|
|
Schettini: «Siamo un presidio contro il crimine»
|
|
|
|
|
|

Messi sotto accusa da alcuni membri della commissione antimafia, in
particolare dal senatore Bobbio, i vigili urbani passano al
contrattacco. Lo fanno con il numero uno del corpo della polizia
municipale Carlo Schettini. Il generale respinge le accuse e spiega
quali sono le problematiche dei caschi bianchi. Comandante Schettini, i
vigili fanno poco per contrastare la criminalità? «I vigili hanno una
miriade di cose da fare, di funzioni da riempire rispetto al passato.
Sono trenta i nostri compiti di istituto, una enormità. Tutti ritenuti
prioritari sia dai destinatari che dai beneficiari del nostro lavoro».
Troppi compiti giustificano il mancato presidio contro il crimine? «I
vigili combattono il crimine. Forse il senatore Bobbio non è
adeguatamente documentato sul nostro lavoro. Noi eleviamo 1,5 milioni di
verbali all’anno. Ora siamo costretti a fare i conti anche con la
legge antifumo. Dobbiamo fronteggiare emergenze continue e prestare
attenzioni a ruoli che fino a qualche anno fa non erano ritenuti di
primaria importanza». Come si può migliorare il lavoro della polizia
municipale? «Nel corpo servono energie fresche, occorre innestare gente
nuova e più giovane per migliorare le nostre funzioni e adempiere al
meglio ai tanti compiti che dobbiamo svolgere». Insomma, il corpo è
vecchio? «Non dico questo, ma fino a qualche tempo fa, per esempio,
c’erano solo due turni di lavoro. Oggi Napoli vive tutti i giorni
anche dopo le 22 e c’è voluto un terzo turno per controllare la città».
Comandante, secondo Bobbio i vigili fanno poco per contrastare il
commercio abusivo e in generale tutte le forme di abusivismo. «Il
fenomeno dell’abusivismo commerciale riguarda molto cittadini
extracomunitari. Non bisogna criminalizzare nessuno. Ma queste persone
spesso non sono solo abusive, non hanno nemmeno il permesso di
soggiorno. Questa è materia che riguarda altro tipo di polizia, i
vigili possono fare poco o nulla». lu.ro.
|
|
Il comandante Carlo Schettini
|