Via all'anno giudiziario, la fotografia del procuratore Favara

 

"Processi lunghi, primi in Ue per violazione diritti"

 

Meno pendenze, più dibattimenti. Boom di truffe sul web Aumentano i conflitti per l'affidamento dei figli

 

DIRITTI UMANI - L'Italia continua a essere la più condannata - tra i 46 paesi del Consiglio d'Europa - per violazione dei principi della Convenzione dei diritti dell'uomo: nel 2003 ha totalizzato 103 condanne su un totale di 521 verdetti emessi dalla Corte di Strasburgo, soprattutto a causa della eccessiva durata dei processi e dell'esecuzione forzosa degli sfratti. Il numero delle condanne registra «comunque un miglioramento rispetto agli anni precedenti, in particolare il 2000 (con 233 condanne), il 2001 (con 359 condanne), il 2002 (con 325 condanne)». A proposito delle condanne per i processi lumaca, Favara ha evidenziato che gli indennizzi dovuti ai cittadini danneggiati da questa lungaggine portano con sé il «rischio di causare una fortissima spesa pubblica». Sono le cifre esposte dal procuratore generale della Corte di Cassazione all'apertura dell'anno giudiziario.

«MANDATO DI ARRESTO UE SENZA RATIFICA» - Favara ha esortato a procedere nella realizzazione di una comune giustizia europea. In proposito il Pg dice che «i risultati già ottenuti sono importanti». Tra questi segnala subito il «mandato di arresto europeo, primo strumento ad essere adottato sul terreno del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziario» e «primo a divenire effettivamente operativo». Il Pg annota, però, che «il nostro Paese non ha ancora provveduto alla relativa ratifica».

MENO PENDENZE, PIU' PROCESSI - In Italia calano le pendenze penali, sale di conseguenza il numero dei procedimenti definiti. E se è in discesa il ricorso al rito abbreviato (-5,3%) si registra un aumento consistente dei procedimenti definiti con il patteggiamento (+11,2%).

IMPUNITI 81% DEI DELITTI - «Permane ancora assai elevato il numero dei delitti dei quali sono rimasti sconosciuti gli autori». Favara sottolinea che, nel periodo dal primo luglio 2003 al 30 giugno 2004, sono rimasti impuniti «2.320541 delitti (+ 3,7%), pari all’81% di tutti i delitti denunciati».

IGNOTI 95% DEGLI AUTORI DEI FURTI - In particolare, sono rimasti ignoti il 95 per cento degli autori dei furti (un punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente).

SENZA COLPEVOLI IL 50% DEGLI OMICIDI - Altro dato allarmante riguarda gli omicidi. Circa il 50 per cento dei delitti tentati e consumati e l’80 per cento delle rapine rimane senza colpevoli.

BOOM DI TRUFFE SUL WEB - Delitti in aumento, a causa della vera e propria esplosione delle truffe, più che raddoppiate in un anno. Tra l' 1 luglio 2003 ed il 30 giugno 2004, si legge nella relazione di Favara, i delitti per i quali è stata esercitata l'azione penale o si è proceduto all'iscrizione contro ignoti sono stati 2.886.281, con un aumento, rispetto all'analogo periodo precedente, di 104.029 unità (+3,7%). All'origine vi è «l'impressionante aumento delle truffe, le quali sono più che raddoppiate (+130%)». Il fenomeno, si rileva, «sembra attribuibile all'incremento delle truffe informatiche mediante l'uso della telefonia mobile e di Internet, nonché alle iniziative delle associazioni di consumatori in occasioni di eventi collegati al mercato finanziario ed obbligazionario».

PIU' CONFLITTI SU AFFIDAMENTO DEI FIGLI - Nel settore della giustizia minorile resta significativo il numero dei ricorsi in materia di potestà genitoriale, ma soprattutto cresce il numero dei procedimenti attivati subito dopo la pronuncia di separazione. Un dato che impone una riflessione sulla opportunità che tutte le competenze in materia di famiglia e minori siano accentrate presso un unico organo specializzato. È quanto sostiene il Pg della Cassazione Francesco Favara nella relazione sull'andamento della giustizia nel 2004 presentata in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario.

PIU' ADOZIONI ALL'ESTERO - Cala la domanda di adozione nazionale, è in forte aumento quella internazionale e non riesce a decollare l'istituto dell'affidamento familiare. Per quanto riguarda l'adozione, i dati statistici evidenziano una lieve diminuzione (-1%) delle dichiarazioni di disponibilità all'adozione nazionale e un significativo aumento delle domande di idoneità all'adozione di minori stranieri (+7,3%).

PIU' LENTI PROCESSI CAUSE DI LAVORO - Crescono in modo preoccupante i tempi per le controversie di lavoro e previdenza sociale, che rappresentano il 43% del contenzioso civile di primo grado e il 46% del contenzioso d'appello. La durata della cause di previdenza, sia in primo che in secondo grado, continua ad aumentare: 938 giorni le prime (131 giorni in più rispetto alla durata dell'anno precedente), 936 giorni le seconde (141 giorni in più). La durata dei processi di previdenza supera ora la durata media dei giudizi civili di appello, pari a 894 giorni. Per le cause di lavoro la durata del giudizio di primo grado ha presentato un allungamento di 22 giorni, mentre la durata del giudizio di appello si è ridotta di 9 giorni.

PROCESSI PARALLELI SUI MEDIA CREANO SCONCERTO - Favara ha detto: «Anche nel 2004 i problemi e le vicende della giustizia sono stati al centro dell'attenzione generale. Basta leggere le rassegna stampa o seguire le trasmissioni della radio e della televisione, che talora hanno dato vita a processi quasi paralleli rispetto a quelli che si celebrano nelle aule giudiziarie, per averne conferma». Processi paralleli che hanno creato «sconcerto» nell'opinione pubbliche che non sa più distinguere che cosa avviene nelle aule di giustizia e che cosa fuori.

11 gennaio 2005

 

Fonte: Corriere.it