Venerdì, 25 Marzo 2005


LA POLEMICA
E la Lega vuole dare più poteri alle guardie giurate


Roma
Pietro Fontanini della Lega Nord, vice presidente della I commissione Affari Costituzionali, esprime la propria amarezza per quelli che definisce «i
continui sgambetti» che la riforma sulla figura professionale delle guardie giurate, portata avanti avanti dal parlamentare o in commissione, sta
subendo, e ribadisce la necessità e l'importanza che questa riforma avrebbe anche sulla sfera della sicurezza dei cittadini.

A dare man forte a Fontanini, anche Alessandro Marmello, Presidente del Centro Studi Sicurezza, intervenuto in merito alle recenti immagini filmate
da una guardia giurata in servizio, che ritrarrebbero la piccola Denise Pipitone, scomparsa ormai da mesi.

«Questa vicenda - affermano Marmello e Fontanini - purtroppo è la conferma del fatto che attualmente le guardie giurate sono a tutti gli effetti dei
'fantocci' senza poteri; sicuramente se fossimo stati in un altro Paese, dove le guardie giurate hanno poteri di fermo, Grieco avrebbe potuto fermare
la presunta Denise, o la sua carceriera, così da poter finalmente permettere ai genitori di riabbracciare la loro piccola. Tutto questo rafforza le tesi
che le guardie giurate attualmente sono solo degli 'operai impotenti' in grado di reagire solo davanti a fatti concreti, e che quindi è assolutamente
di primaria importanza approvare una riforma del settore che li renda a tutti gli effetti degli operatori della sicurezza».

In tema di sicurezza, da registrare una presa di posizione del Silp-Cgil sulla riforma costituzionale approvata l'altro giorno dal Senato. «Con la
devolution il nostro sistema di sicurezza farebbe un enorme passo indietro» denuncia Claudio Giardullo, segretario del Silp-Cgil. «Infatti - sostiene
Giardullo - il provvedimento accentrerebbe a livello regionale funzioni di polizia che oggi sono esercitate dai Comuni, renderebbe più difficile il
coordinamento delle forze dell'ordine e consentirebbe pericolose discriminazioni tra i cittadini delle diverse regioni su un versante, quello
della sicurezza, che ha invece un ruolo determinante per l'unità del Paese». «Con quali soldi - rileva il segretario del sindacato di polizia - la
maggioranza intenderebbe costituire altre venti polizie regionali è poi un mistero, visto che da anni sta riducendo le risorse per le forze
dell'ordine, mettendo a rischio persino il funzionamento ordinario delle strutture».

Il sindacato è invece soddisfatto della decisione del Consiglio dei ministri di far permanere in servizio i circa 1.200 agenti ausiliari della polizia
che rischiavano di essere congedati a causa della mancanza di fondi. «Per questo primo risultato - ricorda Giardullo - ci siamo battuti in questi
mesi, manifestando davanti a tutte le questure e reparti d'Italia e minacciando una manifestazione davanti al Viminale. Raccogliamo, dunque, la
marcia indietro del Governo rispetto alla mancata copertura di queste assunzioni in legge Finanziaria».