Segreteria Generale Aggiunta Napoli  C/so Umberto I 381 

Tel fax 081 5630621 – 265651     

Costituente Di.C.C.A.P

[email protected]

utenza cellulare 347 6355285

 

                                                                       Alla c.a. dr Emilio Fede Direttore TG 4

 

Oggetto: tutela istituzioni locali e operatori polizia municipale “vigili urbani”.

 

                Egregio sig. Direttore, attese le dichiarazioni rilasciate, nel corso di TG 4 di ieri 09.03.05, ambito servizio dissesti idrogeologici, dal geologo Villa Floriano: ------------------------------------------------------------------------------------------

” i territori dissestati che negli anni passati erano sorvegliati dai montanari e dai contadini, oggi non hanno più controlli. La soluzione quindi è; visto che i vigili urbani non servono più a niente mettiamoli a guardia di questi territori” ---------

Intendiamo rappresentarle l’esigenza di rendere giustizia al ruolo delle Istituzioni locali (sempre espressioni del Popolo italiano) e ai 60.000 Lavatori delle polizie municipali e provinciali (polizia locale), giacché secondo il teorema del geologo, in uno starebbero a rapinare, in consorteria, 60.000 stipendi, contributi ecc. per miliardi d’euro l’anno.

Anche il TG 4 ha avuto modo di notiziare i telespettatori circa importanti operazioni svolte (esempio Milano – Roma – ecc) dalla polizia locale che hanno richiesto ingenti sequestri ed arresti (repressioni d’associazioni a delinquere) anche su scala nazionale; oggi Le inoltriamo l’articolo del “Il Mattino” di Napoli (“Poliziotti e vigili, via alle ronde antiracket” ergo anticamorra), nel cui ambito si può riscontrare (poiché sono in tanti a volerlo ignorare) l’ulteriore impiego dei “vigili urbani” nel delicato settore dell’ordine e la sicurezza pubblica.

Non ci siamo straniti del fatto che il TG4 abbia evitato d’informare circa le motivazioni di pubblico interesse  che sin da ieri ed ancora per domani vedono stanziare rappresentanze dei poliziotti locali dinanzi a tutte le prefetture dei capoluoghi di regione di tutta Italia (comunicato puntualmente trasmesso anche a Codesta Testata); ci allarma, però, la continua trasmissione di teoremi e turpiloqui vari prodotti sempre a danno “dei vigili urbani” ed ogni qual volta la Categoria è impegnata in azioni di lotta sindacale volte a rendere una migliore e più efficace sicurezza a tutta la Collettività nazionale nonché un degno assetto giuridico per i 60.000 Lavoratori delle polizie municipali e provinciali.

Nell’auspicio che Ella vorrà rendere equilibrio rispetto alle devastanti dichiarazioni del geologo, evidentemente, esternate dall’angolazione di chi vive con la testa nel sottosuolo, cioè inconsapevole della provocazione d’ulteriori frane istituzionali, certamente non sopportabili per l’attuale degradata condizione dell’ordine e la sicurezza pubblica, cogliamo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Napoli 10.03.2005

                                                                       Per la Segreteria Generale

                                                                             Antonio Micillo

10/03/2005

 

Poliziotti e vigili,

 via alle ronde antiracket



GIUSEPPE CRIMALDI Scena prima, esterno giorno, San Giovanni a Teduccio: «Il racket? Non sappiamo che cosa sia, qui si campa tranquilli», spiega il titolare di una trattoria. Di fronte a lui c’è il questore Oscar Fioriolli, che lo guarda un po’ interdetto. Scena seconda, a una decina di metri più in là: «Qui i problemi ci sono, e come se ce ne sono - dice il proprietario di un negozio di abbigliamento - Ma noi siamo abituati a combattere i problemi. I due volti della gente di San Giovanni a Teduccio che si ribella al pizzo sono qui; ed emergono in tutto il loro stridente contrasto alla prima uscita ufficiale del nuovo questore nella zona orientale. Per molti il racket non esiste, come la camorra. Per molti altri, invece, il fenomeno criminale delle estorsioni è lo stimolo giusto a ribellarsi, a non piegare la schiena al ricatto della tangente, che anche qui si esige ormai con la formula del «porta a porta». Il questore ascolta tutti. Con lui, per le strade di San Giovanni, ci sono il consulente dell’amministrazione comunale antiracket e antiusura Tano Grasso, l’assessore comunale alla Legalità Roberto De Masi e don Gaetano Romano, parroco della Immacolata e saldo punto di riferimento per quanti credono nel recupero della legalità in un quartiere di frontiera. Fioriolli è qui per ascoltare, per conoscere, per toccare con mano una realtà difficile. Ma il questore è a San Giovanni perché proprio qui, da San Giovanni a Teduccio, intende lanciare la proposta di istituire «pattuglie miste, composte da poliziotti e vigili urbani». Una novità assoluta, che il questore aveva anticipato riservatamente due giorni fa al tavolo del comitato per l’ordine pubblico in Prefettura. Ieri l’ufficializzazione davanti ai giornalisti, per le strade di San Giovanni. E proprio da San Giovanni partirà nei prossimi giorni il pattugliamento delle strade da parte di squadre miste di vigili e agenti. L’esordio dovrebbe coincidere con la settimana di Pasqua. In meno di un’ora il questore «visita» una decina di esercizi commerciali. Per tutti, la stessa esortazione: «Collaborate con noi, venite in Questura a denunciare chi vi taglieggia». Al suo fianco, come angeli custodi, Silvana Fucito e Mario Gallinoro, dell’associazione antiracket di San Giovanni e Gigi Cuomo, dell’associazione di Pianura. «I risultati sinora raggiunti - commenta l’assessore De Masi - sono certamente positivi. Ora dobbiamo andare avanti creando nuove associazioni antiracket. L’obiettivo è quello di rafforzare in città una rete di resistenza attiva alle estrorsioni che parta dal basso. L’associazionismo è come il vaccino: è il miglior antidoto per combattere il racket». Con Fioriolli c’è anche il presidente della circoscrizione, Antonio Borriello: «San Giovanni è cambiata - dice - qui ormai convivono sinergie positive capaci di costruire un futuro di legalità e progresso per tutti».