
Comunicato
stampa
“VERBALE
A CONDUCENTE CARRO FUNUBRE”
Il
BUON SENSO DEI POLIZIOTTI MUNICIPALI –DIRITTO DI REPLICA
Con
riferimento alla notizia data da più Reti e Testate nazionali, relativa “al
mancato buon senso” da parte dei verbalizzanti della polizia municipale di
Napoli che avrebbero perseguito il conducente di un carro funebre fermo in
attesa del feretro, affinché gli italiani non ritengano di doversi guardare
da coloro che li debbono difendere è giusto chiarire:
·
Il verbale è stato
elevato al conducente della fioriera e non del carro funebre (che invece si è
fatto intervistare), il quale, benché “rintracciato” ed invitato a
spostare il mezzo che recava intralcio alla già precarissima circolazione
veicolare (il sito è interessato da lavori che riducono la carreggiata a
budello) non provvedeva ad ottemperare, aggravando il provocato parziale blocco
del traffico;
·
L’intervento degli
agenti, peraltro, si era, altresì, reso necessario per le fortissime
rimostranze di più utenti che ritenevano assurdo ed illegittimo il
comportamento dell’operatore addetto alle onoranze; sottolineando che a Napoli
(ma si ritiene in ogni dove venga lesa la libertà altrui) le “lamentele”
possono sfociare anche in incontrollabili condizioni di ordine pubblico;
·
Vi è un limite tra
l’applicazione del buon senso e l’omissione d’atti d’ufficio che nella
fattispecie potevano concretarsi anche perché l’arteria in questione, oltre
alla gran mole di traffico, deve assorbire mezzi diretti ai pronto soccorso dei
nosocomi di zona, e consentire il celere scorrimento d’ogni mezzo in emergenza
(e ci si può credere “ivi” ve né son tanti).
Per stare alla
notizia: “Agli agenti di polizia municipale è dato di avere anche buon senso
(possibilmente direbbe l’utente quanto la cosa non intacca i fatti miei), e
quando possibile assicurare “serenità” non tanto a Coloro che ci precedono
nell’ultimo viaggio quanto piuttosto ai congiunti “ed affini”, parimenti, non
solo nella logica del corretto vivere civile, devono anche far sì che gli
irriguardosi della libertà e dei diritti del prossimo siano quanto meno, essi sì,
ricondotti all’uso del buon senso.
In Italia
nessuno ci tenta, la risposta a questa non facile equazione rimane, quindi, ai
cosi detti “vigili urbani” che tenteranno di essere sempre tali anche
se la pubblica opinione ed i mezzi d’informazione continuano a delegittimarli
forse nell’inconsapevolezza che queste manovre attentano la “salubrità”
del vivere civile e democratico.
Napoli
26.04.2005.
Antonio Micillo
Seg. Gen. Aggiunto S.U.L.P.M.