
| 05/05/2005 |
Vigili urbani di nuovo sul piede di guerra. Uno dei sindacati, il Sulpm, dichiara lo stato di agitazione, un altro, lo Snavu, esterna i suoi malumori. Tra mancata riforma e nuovi dispositivi cresce il malcontento nella polizia municipale napoletana. A riaprire le ostilità tra Palazzo San Giacomo e vigili urbani il Sulpm con un comunicato durissimo, a firma del segretario Angelo Granata. Lo stato di agitazione è proclamato per «il mancato impegno dell’assessore Oddati che, dopo mesi d’incomprensibile stallo, a nome dell’amministrazione si era impegnato a convocare, per la decorsa settimana, la delegazione trattante onde riavviare il confronto sulla riorganizzazione del corpo, divenuta una soap-opera». La protesta del Sulpm si sostanzierà in una serie di assemblee nella settimana prossima. «E nel caso di ulteriore disimpegno da parte della Giunta comunale - continua Granata - si indirà lo sciopero generale della categoria». Secondo il segretario del Sulpm «il varo di tale necessaria improcrastinabile riforma occorre, soprattutto, per disincagliare la polizia municipale dalle secche organizzative e politiche in cui una insana amministrazione negli anni l’ha condotta negli anni». Non solo la mancata riforma, però, crea malumori tra i caschi bianchi. Ci sono anche i dispositivi di traffico e il mancato pagamento dei premi della produttività ad aumentare il malcontento dei vigili urbani. Se ad esempio l’assessore Oddati è riuscito ad assicurarsi la collaborazione dei sindacati per la Ztl dei Decumani, c’è il piano antitraffico di piazza Municipio verso il quale sta montando l’ostilità di parte dei vigili. Così per Franco Gragnano della Cgil «da un lato c’è apprezzamento per gli aggiustamenti portati dall’amministrazione. dall’altro è importante tenere in considerazione le necessità dei lavoratori, garantendo il turn over in strada». Lo Snavu venerdì ha convocato il direttivo. «Sinora - dice il segretario Agostino Anselmi - abbiamo dimostrato responsabilità con questa emergenza cantieri. Oggi però siamo al terzo giorno del dispositivo e c’è un fatto gravissimo. Era stato promesso alla sesta unità un rinforzo di 40 uomini, ne sono arrivati solo 15 e in strada non si fa il turn over ogni tre ore, come è necessario». Secondo Anselmi «in questo modo il dispositivo non reggerà. Abbiamo in strada personale sessantenne che rischia seriamente la propria salute». c.t. |