
Stupore, preoccupazione ed indignazione.
E’ ciò che la segreteria S.U.L.P.M. (Sindacato Unitario
Lavoratori Polizia Municipale) di Torino ha provato dal momento in cui è venuta
a conoscenza a quando ha dato lettura dell’articolo comparso sulla cronaca de
“La Stampa” del 22 maggio 2005.
Nell’ordine. Stupore: nel sapere che tre sindaci, dei
comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli, si siano riuniti ed abbiano deciso, da
soli e senza interpellare né la parte sindacale tanto meno di informare anche
solo in via informale i lavoratori interessati e di porre in essere un accordo,
in via di definizione, per i servizi serali congiunti fra le Polizie Municipali
dei comuni citati.
Preoccupazione: per come e con quale spirito, a partire da
oggi, si svolgeranno quelle trattative mai avviate, ma date quasi per concluse e
certamente operative alla cittadinanza nonostante la mancata informazione ai
soggetti sindacali.
Indignazione, per le affermazioni fatte dal sig. Sindaco di
Grugliasco dott. Mazzù il quale, probabilmente, non è esattamente al corrente
di quanto già accade nel “suo” Comando di Polizia Municipale, dove una
grossa percentuale dei sinistri stradali (circa il 30-40% su un totale
medio/annuo di 200) rilevati in tempo di giorno, sono eseguiti “su
commissione” della locale stazione dei carabinieri (oltre che del 113) che
vengono pertanto già “alleggeriti”; ma questo non accade solo a Grugliasco…
L’indifferenza del governo centrale sulle problematiche
della Polizia Locale (mancata riforma del settore); la mancanza di incisività
da parte della Regione Piemonte nel ribadire ai comuni che a loro volta
disattendono (Torino in primis) una uniforme applicazione della normativa
regionale, tuttora in vigore (L.R. 58/87 e s.m.i.) sui gradi ed i distintivi;
l’assenza di informazione alle Organizzazioni Sindacali ed alle Rappresentanze
Sindacali Unitarie, sono solo alcuni dei motivi per cui oggi questa segreteria
dice con forza: NO all’accordo.
La mancanza di specifico addestramento, atto a nostro avviso
propedeutico alla sicurezza, non solo dei cittadini ma anche dei lavoratori.
Noi, che secondo le leggi dello stato non siamo fra le forze
di polizia ma che indossiamo una divisa e portiamo un’arma, abbiamo
l’obbligo di intervenire durante la
consumazione di un reato.
Forse qualcuno dimentica che gli operatori di Polizia
Municipale sono ausiliari di pubblica sicurezza.
Non possono definirci e farci fare i poliziotti solo quando
fa comodo.
Lo scorso 9 marzo il S.U.L.P.M. ha manifestato davanti a
tutte le prefetture capoluogo di regione per porre all’attenzione delle
istituzioni e della cittadinanza la condizione in cui si trova la Polizia
Locale.
Al colloquio con il sig. Prefetto sono state situate molte
delle problematiche delle Polizie Locali d’Italia (inserimento della Polizia
Locale tra le forze di polizia, modifica dell’articolo 57 del codice di
procedura penale, riforma del settore) ma sono state altresì evidenziate le
questioni relative alla specifica condizione delle P.L. (Polizie Municipali e
Provinciali) della Regione Piemonte.
Per esempio quella che vede le P.L. sempre più operative in
mancanza di Carabinieri e Polizia (dove soprattutto per i primi sono note le
carenze di organico), non solo per incidenti stradali ma per tante altre attività:
presunte rapine ad uffici postali o ad istituti bancari, liti in famiglia (che
spesso sfociano in vere e proprie risse), risoluzione delle problematiche legate
ai nomadi ed alla presenza di extra-comunitari avvezzi al disturbo dell’utenza
e della cittadinanza, servizi di ordine pubblico a manifestazioni, sono solo
alcuni degli esempi e delle attività che ci troviamo a svolgere oltre a quelle
che normalmente ci competono.
Penso che pochi siano a conoscenza dell’ormai radicata
carenza di organico nel quale riversano la maggior parte delle P.L. della
Regione Piemonte.
Un’altra Legge della Regione Piemonte (articolo 1 L.R.
57/91) prevede un rapporto operatore/cittadino pari a 1/800. Da ciò si ricava
che, ad esempio, il Corpo di P.M. di Grugliasco, tenuto conto di un numero di
circa 40.000 abitanti, dovrebbe essere formato da circa 50 operatori, venti in
più di quelli attualmente in servizio.
Mi dispiace signori
sindaci ma, il vostro programma elettorale sicuramente nobile e condivisibile,
non coincide però con il contratto di lavoro che, circa 140 operatori di
Polizia Municipale, dei comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli, hanno
sottoscritto con le rispettive amministrazioni.
Il Segretario Aggiunto
della
Provincia di Torino
S.U.L.P.M.