L’ASSEGNAZIONE, PER MOTIVI DISCIPLINARI,
DI MANSIONI MENO GRATIFICANTI DELLE PRECEDENTI COSTITUISCE PROVVEDIMENTO
ILLEGITTIMO
Per
violazione dell’art. 7 St. Lav. e dell’art. 2103 cod. civ.
Cassazione Sezione Lavoro n. 13187 del 20
giugno 2005, Pres. Sciarelli, Rel. Spanò
Claudio A., dipendente della Rai Radiotelevisione italiana Spa, è stato punito,
in seguito a un addebito disciplinare, con l’assegnazione di mansioni meno
gratificanti da un punto di vista umano e professionale. Sia il Pretore che, in
grado di appello, il Tribunale di Roma hanno dichiarato illegittimo il
provvedimento aziendale.
La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 13187 del 20 giugno 2005, Pres. Sciarelli,
Rel. Spanò) ha rigettato, sul punto, il ricorso dell’azienda. Il Tribunale di
Roma – ha osservato la Corte – ha ben evidenziato che le nuove mansioni
erano meno gratificanti da un punto di vista umano e professionale ed ha quindi
concluso che, in mancanza di uno specifico motivo organizzativo e tecnico, il
collegamento causale con il fatto addebitato evidenziava lo scopo di allontanare
il lavoratore dai compiti precedentemente svolti e a lui graditi; il
comportamento di parte datoriale era contrario quindi all’art. 7 della legge
300/70 ed anche ai principi di correttezza e buona fede.
Trattasi
di una valutazione di merito – ha osservato la Corte – adeguatamente
motivata e immune da qualsiasi vizio logico che non può quindi essere criticata
in sede di legittimità; deve d’altra parte ricordarsi la giurisprudenza di
legittimità, secondo cui, con riguardo allo jus variandi del datore di
lavoro, il divieto di variazioni in pejus opera anche quando al
lavoratore, nella formale equivalenza delle precedenti e delle nuove mansioni,
siano assegnate di fatto mansioni sostanzialmente inferiori, sicché
nell’indagine circa tale equivalenza non è sufficiente il riferimento in
astratto al livello di categoria ma è necessario accertare che le nuove
mansioni siano aderenti alla specifica competenza del dipendente in modo tale da
salvaguardarne il livello professionale acquisito e da garantire lo svolgimento
e l’accrescimento delle sue capacità professionali, con le conseguenti
prospettive di miglioramento professionale, in una prospettiva dinamica di
valorizzazione delle capacità di arricchimento del proprio bagaglio di
conoscenze ed esperienze.
Fonte:
Legge e Giustizia.it