|
| |

Campionato
dei vigili urbani Il «Pecos Bill» è di Faenza
- VARESE - Si gira verso l’amico e domanda: «Quante volte ho già
vinto questo campionato, sette o otto?». Sette, risponde quello.
Giovanni Scarpetti, ispettore dell
a
polizia municipale di Faenza non ha certo l’aria di quello che vuole
darsi troppa importanza. Figuratevi che non ha neanche dovuto premere il
grilletto una sola volta per ragioni di servizio. Eppure, per
l’ennesima volta, è risultato lui il «Pecos Bill» dei vigili urbani
d’Italia, quello con la mira migliore: ieri a Varese si è aggiudicato
il titolo di campione italiano di tiro a segno, riservato ad
appartenenti ai corpi di polizia municipale. O meglio: i titoli in
palio, divisi per specialità, erano dieci ma la prova in cui Scarpetti
ha prevalso (pistola automatica) è quello che riproduce più da vicino
un possibile e malaugurato conflitto a fuoco in strada: da una distanza
di 25 metri bisogna più volte sparare cinque colpi in quattro secondi
contro bersagli che si muovono.
L’ispettore di Faenza si è messo alle spalle i colleghi di tutta
Italia con un buon margine di distacco. «Ma mica sono un Rambo»
tranquillizza subito. Precisazione inutile: con quel dolce accento
emiliano e il sorriso aperto, tutto comunica fuorché sfoggio di
aggressività. Il vigile Scarpetti timbra regolarmente tutti i giorni il
cartellino poi esce in pattuglia per le vie di Faenza. «Se dico quanto
tempo ho dedicato quest’anno alla mia preparazione non ci credete:
zero, lo giuro. Ma la pistola automatica non è una questione di mira;
basta conoscere i tempi giusti per sparare, occorre avere una specie di
ritmo dentro di sé». E quello, par di capire, una volta acquisito non
lo perdi più. Domanda d’obbligo: ha mai dovuto ricorrere alla sua
abilità con le armi per ragioni di ordine pubblico? «Mai una volta in
oltre vent’anni di servizio» dice accompagnando la risposta con
l’inequivocabile gesto delle corna, segno che si augura di non doverlo
fare mai. «Ma la pratica del tiro a segno serve proprio a questo a
mantenere i nervi saldi, a prendere coscienza e controllo delle armi»
sottolinea Nicoletta Localzo, che con altri colleghi della polizia
municipale di Varese ha curato l’organizzazione dell’evento. «Per
noi si tratta di una occasione
di addestramento, oltre che di amicizia: ci si ritrova con colleghi che
altrimenti non si vedrebbero mai». Al poligono di tiro di Varese si
sono ritrovati una novantina di vigili di tutta Italia: le gare sono
durate tre giorni: il campionato si disputa tutti gli anni dal ’68;
ogni quattro i migliori si contendono il titolo europeo. Ci sarà gloria
anche ĺ per Scarpetti? «No, ĺ non c’è storia: mi ritrovo a
gareggiare contro colleghi che partecipano a Olimpiadi e campionati del
mondo, che sparano e basta. Io il vigile lo faccio per davvero».
|
| Claudio
Del Frate |
Cronaca di Milano
|
|