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di FABIO ROSSI e MATTEO
ALVISI
Di solito si muove per le strade della periferia orientale di Roma
sulla sua Mercedes. O su una Ford Focus guidata dall’autista di
una delle ditte con cui tratta. Ma ieri mattina, di buon ora, si
è dovuto accontentare di un’auto di servizio della polizia
municipale che lo ha prelevato mentre era a Marcetelli, in
provincia di Rieti, suo paese natale. Domenico Ippoliti, 57 anni
appena compiuti, dirigente dell’ufficio tecnico del Municipio
VIII, è ora agli arresti domiciliari. Come Camillo Lucci, 49
anni, geometra e dipendente municipale, arrestato nella sua
villetta in via di Vermicino, quasi al confine con Frascati.
Entrambi sono accusati dagli investigatori del gruppo VIII della
polizia municipale, diretti da Antonio Di Maggio, di aver
intascato tangenti tra il 5 e il 6 per cento per lavori di
manutenzione in appartamenti popolari (tra i settemila presenti
nel territorio municipale), scuole, asili nido e centri per
anziani. Tutte strutture di proprietà del Comune, concentrate nei
quartieri di Tor Bella Monaca, Torre Maura, Tor Vergata e Ponte di
Nona.
I lavori spesso non venivano proprio eseguiti, o erano svolti
“in economia”. Comunque venivano subappaltati sempre alle
stesse ditte. Queste, secondo l’accusa, pagavano le tangenti ai
due arrestati e riempivano i moduli usati per quantificare i
lavori di ristrutturazione, che dovrebbero essere compilati dai
tecnici comunali. Dalle prime stime, la torta supererebbe i 700
mila euro annui per i lavori ordinari e quasi altrettanti per
quelli straordinari.
L’attività illecita, partita nel 1999, avrebbe coinvolto almeno
altre nove persone, indagate nell’inchiesta coordinata dal pm
Carlo Lasperanza, che ha portato il gip Renato Laviola a emettere
le due ordinanze di custodia cautelare. Associazione per
delinquere, corruzione, concussione, truffa e falso in atto
pubblico i reati contestati. Tra gli indagati sei piccoli
imprenditori, altri due dipendenti del Municipio e un funzionario
della Ragioneria generale del Campidoglio. Questo avrebbe avuto il
compito di autorizzare il pagamento di lavori di manutenzione
definiti urgenti e quindi assegnabili con trattativa privata.
Le indagini sono nate nel 2003 da una denuncia di un operaio del
Municipio, al quale sarebbero stati offerti soldi per mascherare
lavori non eseguiti. Ma anche il capogruppo Ds al consiglio
municipale Marco Scipioni aveva più volte parlato di «non
funzionalità» degli uffici tecnici. Un centinaio, poi, le
segnalazioni di cittadini che si lamentavano per interventi di
manutenzione mai fatti.
Per arrivare agli arresti, i
vigili hanno fatto intercettazioni telefoniche e sistemato
microfoni e telecamere nei luoghi di lavoro degli indagati.
Complessivamente sono stati perquisiti 14 tra appartamenti e
uffici e sequestrati venti conti correnti intestati a persone
coinvolte nell’inchiesta, oltre a un personal computer e alcuni
registri, con una sorta di contabilità delle tangenti. I vigili
hanno anche trovato due fucili da caccia a casa di Ippoliti, uno
nella villetta di Lucci e un altro, insieme a una pistola calibro
6,35, nell’appartamento di un indagato. Tutte armi risultate non
regolarmente denunciate.
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