Le Operazioni della P.L.

Mercoledì 15 Settembre 2004
Blitz dei vigili dell’VIII gruppo nel “villaggio segreto” a due passi dall’ex opera pia San Michele
Violenze e rapine, la banda dei moldavi
Tor Marancia, una trentina di clandestini terrorizzava 200 connazionali

Un villaggio segreto abitato da oltre duecento moldavi. Una terra di nessuno in via Casale De Merode, a Tor Marancia, lì dove anni fa c’erano i padiglioni del San Michele, ex opera pia, e dove ora c’è una palazzina che ospita malati di lungodegenza convenzionata con la Regione. Accanto alla palazzina (ex Ipab) ci sono alcuni stabili abbandonati, chiamati ex officine, occupati dai moldavi: 210, tra i 30 e i 45 anni. Che negli stanzoni hanno creato mini appartamenti con pareti di cartoni. E vivono ricattati da un gruppetto di connazionali. Una banda scoperta dai vigili urbani dell’VIII gruppo.
Cinque persone sono state arrestate con le accuse di ricettazione, estorsione, rapina e violenza: 25 fermati. L’operazione è scattata ieri, ma gli agenti della polizia municipale hanno indagato per mesi. Dal giorno che due moldave hanno trovato il coraggio di denunciare l’esistenza della banda nell’ufficio del comandante del gruppo Antonio Di Maggio. Le ragazze hanno raccontato di essere state violentate dai loro connazionali. E che la banda ricattava gli altri moldavi per qualsiasi cosa. «Sono spietati», hanno detto le ragazze, «senza il loro permesso non possiamo neanche respirare. Vogliono soldi per qualsiasi cosa, dobbiamo pagare anche il letto dove dormiamo».
Le due ragazze hanno raccontato anche che loro non sono le uniche donne della comunità ad essere state violentate dalla banda, ma solo loro hanno trovato il coraggio di denunciarli.
Le indagini sono partite coordinate dal sostituto procuratore Maria Bice Barborini, i vigili dell’VIII gruppo hanno lavorato in collaborazione con i colleghi dell’XI.
I vigili hanno controllato per mesi i moldavi individuando i componenti della banda, una quindicina erano i capi, altri eseguivano solo gli ordini. Gli agenti municipali hanno pedinato gli stranieri appurando che non solo estorcevano denaro e violentavano e costringevano a prostituirsi le connazionali, ma che gestivano un giro di moto e di auto rubate che spedivano per rivenderle in Moldavia.
A questo punto, bisognava scoprire come facevano a mandare nella loro terra i veicoli. E sono scattate le intercettazioni ambientali e telefoniche. La banda, che in Moldavia è collegata alla malavita del posto, dopo aver contraffatto i numeri di telaio e i documenti di circolazione, caricavano i mezzi su alcuni furgoni e camion che stazionavano in viale Cristoforo Colombo, poco lontano dalla sede della Regione. Da qui il carico partiva per la sua destinazione. Il blitz è scattato ieri. I vigili hanno eseguito 15 perquisizioni e sequestrato documenti di identità contraffatti ed altri ancora da riempire con le generalità, patenti false (italiane e straniere), coltelli, due pistole, carte di credito e bancomat rubati, 30 telefoni cellulari, un furgone con il telaio contraffatto e con dentro ventinaia di arnesi da scasso (trapani, martelli demolitori, piedi di porco e tronchesi), pezzi di ricambio di auto e moto, targhe rubate e sette moto di grossa cilindrata.
P.Vu.