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di LUCA LIPPERA
Farina scaduta, scarafaggi nelle confezioni, tracce di escrementi di
topo sulle rosette. Doveva essere, secondo le richieste del Comune di
Roma, un “prodotto biologico”, ma rischia di diventare una bomba. I
forni di due aziende che forniscono pane a circa cento tra scuole
elementari e materne della città sono stati sequestrati ieri vicino
Pomezia dai vigili urbani dell’VIII Gruppo. I responsabili delle
ditte, la “Pancarrè Roma 21” e la “Duebi Import Export”, sono
stati denunciati per truffa ai danni del Campidoglio e commercio di
sostanze nocive. Ma migliaia di famiglie ormai sono in allarme e il
sindaco, Walter Veltroni, in trasferta in Mozambico per
l’inaugurazione d’una scuola, troverà al ritorno una bella gatta da
pelare.
Le indagini dei vigili dell’VIII Gruppo, al comando del colonnello
Antonio Di Maggio, sono partite dai genitori di una bambina che aveva
notato nel pane «qualcosa che non andava». L’inchiesta, coordinata
dal pm Katia Summaria, della Procura di Roma, sembra confermare che le
impressioni della ragazzina non erano affatto campate per aria. «Siamo
indignati dice Maria Coscia, assessore alla Scuola del Campidoglio,
anche lei in Africa insieme al sindaco È evidente che ci troviamo di
fronte ad imprenditori senza scrupoli».
Il Comune, a quanto pare, sapeva da tre settimane dell’inchiesta.
L’assessore Coscia ieri ha detto che «già dal 20 settembre è stata
sospesa la fornitura di pane da quella ditta» a cinquantadue istituti
dell’VIII Municipio (Torre Angela-Tor Bella Monaca). Il pm sta
verificando anche questa circostanza. Resta da capire perché, di fronte
all’ipotesi di un alimento non in regola, l’amministrazione non
abbia diramato a tutti l’invito a non usare i prodotti della
“Pancarrè Roma 21”. La società di Pomezia, secondo i vigili,
distribuiva pane anche a una ventina di scuole in XI e XII Municipio (Ostiense,
Ardeatino, Eur, Spinaceto) e approvigionava (per la frutta) le
elementari e le materne di Prima Porta, Tomba di Nerone, Farnesina e
Ponte Milvio (XX Municipio).
La notizia del blitz dei vigili ieri era sulla bocca di tutti. Molte
mense, ad esempio in XI, sono autogestite dalla dirigenza scolastica e
il “governo locale” ha solo «funzioni di controllo». Massimiliano
Smeriglio, presidente del Municipio Roma XI, era preoccupatissimo.
Appena ha saputo dell’operazione, ha diramato un fonogramma: «Chiedo
ai dirigenti la massima solerzia nel controllo della qualità del cibo».
Parecchie scuole ieri sono rimaste senza pane. Quello trovato dai vigili
a Pomezia è stato sequestrato. I rapporti dell’VIII Gruppo parlano di
«involucri infestati dagli scarafaggi». Portarlo ai bambini per pranzo
era impossibile ed altrettanto impossibile è stato «trovare per tutti
una soluzione su due piedi». La “Pancarrè Roma 21”, comunque, non
è la vincitrice della gara bandita dal Comune per la refezione
scolastica. È solo una ditta sub-appaltatrice. Ed è per questo che il
pm ha detto di voler «vedere chiaro fino in fondo» nei meccanismi di
sub-appalto.
La vicenda è, come tutte le cose burocratiche, un bel rompicapo.
L’appalto per la ristorazione delle mense gestite dal Comune è stato
vinto dalla “Ristorazione Italiana”. La “Sodexho”, invece, si
era aggiudicata quello per le autogestite. Due società conosciute a
livello nazionale. Ma sia la prima (attraverso un primo sub-appalto alla
“Interpan”, che si è dichiarata «completamente estranea, con la
Pancarrè non esiste rapporto di collaborazione alcuno») sia la seconda
si erano affidate per la fornitura alla “Pancarrè” di Pomezia e per
la distribuzione alla ”Duebi Import Export”. Ed è qui, in due
piccole realtà locali, che devono essere nati i problemi. La “Sodexho”,
nel pomeriggio, si è chiamata fuori. «Non è presso le nostre scuole
si legge in un comunicato che si sono verificati gli episodi in
questione». Ma la psicosi tra i genitori era ormai diffusa.
L’opposizione prende la balla al balzo. «Già a metà luglio
ricordano Fabio Sabbatani Schiuma, di An, e Beatrice Lorenzin, di Forza
Italia, della commissione scuola avevamo chiesto all’assessore Coscia
la documentazione sulla gara per controllare le modalità dell’appalto
e i requisiti di professionalità delle ditte interessate». «Mi auguro
aggiunge Federico Rocca, anche lui di An, vicepresidente del consiglio
dell’VIII Municipio che il sindaco venga informato dettagliatamente
dall'assessore. È bene che Veltroni sappia, mentre inaugura scuole in
Africa, cosa viene dato da mangiare ai bambini in certe scuole di Roma».
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