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di LUCA LIPPERA
«Se quello vuota il sacco, qui
finiscono male in tanti». Nei corridoi della Rai a Saxa Rubra, ieri
pomeriggio, non si parlava daltro. La notizia dellarresto per droga di
Salvatore Stapane, 54 anni, uno dei cineoperatori del Tg Lazio, ha scosso
lambiente con la forza di una bomba. Non tanto o non solo per i possibili
risvolti penali della vicenda, ma perché il tecnico sarebbe al centro di
un giro che sotto il profilo dellimmagine potrebbe travolgere e
distruggere chiunque: sesso e cocaina, festini con le studentesse della
facoltà di Scienza della Comunicazione, il miraggio della tv usato come
specchietto per le allodole, vip, giornalisti e uomini dello spettacolo in
prima fila durante le notti brave. A Saxa Rubra, ora, cè gente che
trema. Loperazione che ha portato allarresto di Stapane e del figlio
Andrea, 33 anni, avuto dalla prima moglie, è stata condotta dai vigili urbani dellVIII Gruppo,
al comando del colonnello Antonio Di Maggio. Linchiesta, coordinata dal
pubblico ministero Carlo Lasperanza, era in corso da un mese. Stapane, da
circa quindici anni al Tgr Lazio, la testata regionale di Rai Tre, è stato
prelevato in casa al Nuovo Salario ieri allalba e portato a Regina Coeli.
Quando sono arrivati gli agenti della Polizia Municipale, ha cercato di
buttare dalla finestra diverse dosi di cocaina, poi recuperate.
Loperatore, secondo laccusa, avrebbe fornito cocaina ai
frequentatori di una serie di festini a luci rosse organizzati in
abitazioni private del Flaminio, dei Parioli, della Cassia e del Salario.
Oltre al figlio, anche lui nel carcere di via della Lungara, sono sotto
inchiesta la figlia di Stapane e il marito di lei. Nel registro degli
indagati per ora non ci sono né giornalisti, né vip, né uomini dello
spettacolo. Ma di nomi questo sì ieri ne sono girati moltissimi, compresi
quelli di alcuni grossi calibri della Rai. La Procura sta cercando di
capire se nel loro comportamento delle varie persone ci siano stati o meno
«fatti penalmente rilevanti». Insomma: si vedrà. Linchiesta è partita
da una confidenza raccolta un mese fa dai vigili mentre si indagava alla Camilluccia su
un caso di libri alla cocaina venduti agli studenti. Gli agenti della
squadra di polizia giudiziaria dellVIII Gruppo ieri notte hanno
perquisito larmadio di Stapane nella palazzina dove cè la sede del Tg
Lazio. I colleghi e i giornalisti che lavoravano da anni con il
cineoperatore lavevano sempre giudicato «un facilone». Il tecnico, uno
dei cinque della testata, era conosciutissimo. Con la telecamera in
spalla, accompagnava i cronisti della testata regionale durante i servizi
esterni e quindi il suo volto era noto. «Ci hanno chiamato dalla Regione,
dal Comune, dalla Provincia raccontava ieri un collega di Stapane Erano
increduli: Ma è vero quello che dicono di Salvatore?». Stapane,
sposato attualmente con una cubana, alle prime contestazioni dei vigili avrebbe negato tutto.
Quello che gli investigatori stanno cercando di capire è se fosse lui
direttamente a fornire la cocaina per le feste o se altre persone
smerciassero la droga durante i party dopo essersi rifornite dal
cineoperatore. I festini erano al centro di tutto ed è sui festini che si
stanno concentrando la Procura e la polizia municipale. Secondo le
testimonianze, spesso, allinsaputa degli invitati, venivano offerti
pasticcini ripieni di sostanze stupefacenti. Una ragazza, una sera,
avrebbe anche avuto un malore. A casa di Stapane e della figlia sono
state trovate un paio di agende piene di sigle e di nomi in codice. «Tot
grammi a questo, ricevuto ics...», e via conteggiando. Molte delle ragazze
che partecipavano alle serate sono, appunto, studentesse della facoltà di
Scienza di Comunicazione della Sapienza. Ragazze con il sogno di entrare
in tv. Durante i festini, stando allinformatore da cui è partita
linchiesta, giornalisti, vip e uomini dello spettacolo elargivano
promesse a piene mani: «Se sei gentile, ti dò una mano: magari un
contrattino in Rai...». Poi cera la droga. Poi, magari, si finiva a
letto. Non è un reato, certo. Ma chi cera, ora, prega che il suo nome non
salti mai fuori. |