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Lunedì 17 novembre 2003 - Il Messaggero
Dopo Lombardia, Campania ed Emilia Romagna, anche il Lazio detta le norme in materia di sicurezza locale: legge in Giunta in settimana
Polizia municipale, via alla riforma regionale
Numero unico, alloggi e corsi di legalità. E per gli ausiliari del traffico poteri di multa limitati

di CLAUDIO MARINCOLA


Un solo numero telefonico per chiamare tutti i vigili urbani di Roma e del Lazio (il 111?), una nuova organizzazione, colori unici per le divise, corsi di formazione professionale, studio delle lingue e delle culture “mediterranee”, un’unica banca dati, corsi di “legalità” e regole certe per gli ausiliari del traffico. Arriva la devolution della polizia locale. La legge regionale che ne regola le norme è in dirittura d’arrivo. La commissione tecnica incaricata di scrivere il testo ha ormai completato il suo lavoro. Dopo la Lombardia, la Campania e l’Emilia Romagna, anche il Lazio, dunque, applicherà il decentramento amministrativo dandosi un quadro di riferimento.
La proposta di legge, di cui sintetizziamo i passaggi più importanti, comporterà a partire dai primi mesi del 2004 una nuova organizzazione per migliaia di appartenenti a Corpi e servizi operanti nel Lazio. «Il testo è stato già esaminato e in parte emendato dopo averlo discusso con i sindacati e le associazioni di categoria - è la premessa di Donato Robilotta, (Nuovo Psi), assessore regionale agli Affari istituzionali -: detta nuove norme in materia di sicurezza locale ma non contempla la formazione di una polizia regionale, alla quale restiamo contrari. La gestione spetterà perciò sempre ai comuni». La Regione Lazio interpreta in questo modo il nuovo ruolo assunto dagli enti locali incentrato sul principio della “sussidarietà”, lo stesso principio che ha determinato l’estensione delle competenze agli enti locali. La riforma federalista della polizia verrà finanziata con un primo investimento di circa 10 milioni di euro. La giunta ha già esaminato il testo trovando una larga intesa, entro questa settimana lo approverà per poi sottoporlo al voto del consiglio regionale. Ecco in sintesi cosa prevede:
L’istituzione di una Conferenza regionale quale sede di confronto con le istituzioni e con le associazioni dei comuni (Anci, Upi e Lega). Possono essere invitati anche prefetti, questori, forze dell'ordine e comandanti di polizia locale e provinciale. Per garantire il coordinamento viene individuata una Direzione Sicurezza. Farà da punto di riferimento regionale, istituirà una banca dati comune alle polizie locali, una centrale operativa regionale per il collegamento via radio. Un Comitato tecnico avrà compiti di compiti di consulenza e formulazione di proposte. Ne faranno parte i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria, i comandanti della polizia locale e provinciale, due rappresentanti dei piccoli comuni e tre esperti. La Regione finanzierà l'istituzione del vigile di quartiere e la ristrutturazione delle sale operative. Uno dei passaggi più delicati riguarda la «previsione del cofinanziamento da parte dei comuni con i proventi delle contravvenzioni». Tradotto vuol dire applicare l’art.208 del codice della strada, quello che prevede di investire nella Mobilità gli introiti delle multe.
Altre novità sarà la quota di alloggi da destinare per il personale della polizia locale come per le forze di polizia. È previsto poi il monitoraggio e la valutazione delle patologie professionali connesse allo svolgimento della professione. Ci saranno anche corsi di educazione alla legalità - ovvero di educazione civica e stradale - da tenersi nelle scuole. Sarà vietato «conferire anche temporaneamente o ad interim l'incarico di direzione dei corpi o dei servizi a dirigenti o funzionari estranei agli organici della polizia locale». Regola che vale soprattutto per i piccoli comuni dove non sempre il “comandante” è un vigile.
Il regolamento stabilirà «le caratteristiche delle uniformi, i gradi distintivi, le tessere di riconoscimento, le tipologie dei mezzi e degli strumenti, il modello, il tipo e il calibro delle armi, le modalità di organizzazione dei corsi di addestramento all'uso delle armi e corsi di difesa personale».
Verrà poi istituita una Scuola di Polizia locale per garantire la formazione e l'aggiornamento e verranno istituiti dei corsi di formazione professionale . Chi li seguirà sarà inserito in un elenco dal quale attingeranno i sindaci per l'assunzione di personale a tempo determinato.
È stata infine prevista la stipula di convenzioni con le università per l'attivazione di corsi per il conseguimento di diplomi universitari in materie attinenti alla polizia locale.