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Per assicurare una ordinata e civile convivenza, la Regione Lazio si è posta l'obiettivo di promuovere un Sistema Integrato di Sicurezza attraverso la realizzazione di strumenti per la concertazione, la cooperazione, l'integrazione tra competenze e servizi finalizzati alla "sicurezza locale", e competenze e servizi dello Stato, rivolti all'ordine ed alla sicurezza pubblica
In tal senso la Regione, nell'ambito delle proprie competenze, vuole essere presente sul territorio, affiancando lo Stato e gli Enti locali nell'affrontare le cause del disagio sociale, ed intervenendo con provvedimenti integrativi mirati attraverso la normativa di settore: - legge regionale n.15 del 5 luglio 2001 "Promozione di progetti volti a favorire un sistema integrato di sicurezza nell'ambito del territorio regionale"; - legge regionale n.23 del 24 agosto 2001 "Interventi regionali per prevenire e combattere il fenomeno dell'usura"; - legge regionale n.20 del 24 febbraio 1990 "Disciplina delle funzioni di polizia locale"; - l'art. 41 legge regionale n.10 del 10 maggio 2001 (finanziaria regionale) ha introdotto il finanziamento di iniziative tese a rendere operativi i vigili di quartiere nei comuni.
L'Amministrazione regionale, inoltre, per la realizzazione dei progetti della sicurezza preventiva si è dotata di una specifica organizzazione attraverso organismi e strumenti di programmazione quali la Commissione consiliare Speciale Sicurezza ed Integrazione sociale- Lotta alla criminalità, la direzione Regionale Sicurezza e l'Osservatorio tecnico scientifico per la Sicurezza
La Regione Lazio, con legge 10 maggio 2001, n.10, ha stanziato fondi destinati a promuovere presso i comuni l'istituzione della figura del vigile di quartiere, nella convinzione che solo una conoscenza capillare delle situazioni socio-economiche ed ambientali del territorio possa permettere e favorire l'ordinato svolgimento della vita associata. Il vigile di quartiere costituisce un punto di riferimento per il cittadino, che presidia il territorio
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