|
Il
caso della graduatoria manomessa/L’Arvu chiede di congelare il
prossimo esame per mille posti da ufficiale superiore |
|
«Il
pasticcio del concorso? Si chiarirà» |
|
|
|
Il
comandante dei vigili, Zanetti: «Sono sereno, dopo 42 anni di
servizio continuo per la mia strada» |
|
|
|
di CLAUDIO MARINCOLA
Chi ha manomesso la graduatoria del concorso? Dopo la misteriosa
“promozione” di un agente di Polizia municipale diventato a
sua insaputa tenente sono in molti a chiederselo. Sul computer dal
quale è uscita la falsa graduatoria, ieri, per disposizione del
comandante del Corpo Aldo Zanetti, è stato pigiato il pulsante off
: spento. Non verrà riacceso finché non si chiarirà chi ha
inserito il nome del vigile risultato vincitore pur non avendo
partecipato alla selezione. I sindacati confederali hanno
presentato intanto un esposto alla Procura della Repubblica.
Vogliono capire che cosa è successo, e che cosa sta succedendo,
se «qualcuno ha dolosamente sostituito nome e data di nascita».
In questo caso l’episodio sarebbe ancora più grave, farebbe
pensare a un complotto contro il comandante.
Ma chi ha interesse a screditare fino a questo punto l’immagine
della Polizia municipale? «Sono sereno, dopo 42 anni di servizio,
io continuo tranquillo per la mia strada - assicura Zanetti - in
attesa di capire cosa è successo abbiamo tolto dal nostro sito
Internet la graduatoria».
I documenti del corso-concorso, che iniziò nel 2001 e si concluse
con la nomina di 1413 istruttori direttivi, sono custoditi negli
uffici del I Dipartimento. Uffici che ieri, giorno festivo, erano
chiusi. «Abbiamo fatto una prima verifica - spiega il Comandante
del Corpo Aldo Zanetti - e constatato che l’errore non ha
comunque influito sull’andamento della prova, nessun concorrente
è stato estromesso, nessuno è rimasto danneggiato».
Il concorso si è svolto in due tempi. Dopo la prima sessione ci
fu una coda nel settembre scorso alla quale furono ammessi 4
candidati esclusi in un primo tempo per motivi disciplinari.
Nessuno dei 4, però, superò i test e tutto rimase come prima.
Fino a qualche giorno fa, quando all’albo è stata affissa una
graduatoria «taroccata». L’episodio segue di pochi giorni un
altro caso strano venuto fuori con l’ultimo concorso, con un
altro vigile inserito in graduatoria pur non avendo partecipato
alla selezione. «È stato reso pubblico - precisa ora il
comandante Zanetti - un elenco senza alcun valore ufficiale in cui
vi erano alcuni errori». Si è parlato anche di un lettore ottico
fuori uso, ma anche in questo caso sono in corso accertamenti. Il
sindaco Veltroni ha chiesto (e ottenuto) una dettagliata relazione
sulla vicenda.
Intanto tra i vigili si è diffuso un certo malumore. «Non
vogliamo più concorsi interni, non ci fidiamo più», sostiene
Mauro Cordova, storico presidente dell'Associazione romana vigili
urbani (Arvu). Cordova ha chiesto a tutti i consiglieri
dell'associazione presso i Municipi, i nuclei ed i servizi di
polizia municipale, di raccogliere le firme per chiedere
l'abolizione di concorsi interni, a cominciare dal prossimo per
mille nuovi ufficiali superiori.
Una prima raccolta a campione svolta all'interno del comando,
riferisce lo stesso Cordova, ha evidenziato la mancanza di fiducia
da parte degli agenti di polizia municipale rispetto ai concorsi.
L'associazione chiede, quindi, che vengano rispettate le norme che
regolano le selezioni interne tramite il contratto nazionale di
lavoro, che prevede il passaggio automatico in base a requisiti
dell'anzianità, del titolo di studio, della valutazione del
comandante e dei corsi di aggiornamento. Per quanto attiene il
concorso già espletato per vice comandante, l'Arvu chiede che
tutti coloro che lo hanno superato con il massimo dei voti siano
riconosciuti vincitori di concorso».
Il segretario romano del Sulpm
Gabriele Di Bella chiede invece al sindaco di Roma Walter Veltroni
di rimettere in discussione l'accordo sindacale del 25 luglio
sottoscritto dai confederali, nel quale venivano previsti i
concorsi in queste ore oggetto di indagine, perché «violano il
contratto collettivo nazionale di lavoro».
La richiesta, spiega Di Bella, «ribadisce la volontà espressa
nel mese di luglio scorso dal 90% dei lavoratori attraverso
apposito referendum, ignorato al tavolo della trattativa da chi
rappresentava l'amministrazione ed oggi condiviso anche dall'Arvu».
Di Bella conclude chiedendo un incontro urgente con il sindaco
Veltroni.
|
|
|

|
|
|
|
|
|
Lunedì 2 Febbraio 2004 |
|
|
|
|
|
|
|
Un
esposto-denuncia presentato al Procuratore ... |
|
|
|
|
|
|
|
Un esposto-denuncia presentato al Procuratore capo della
Repubblica, inviato per conoscenza al Tribunale penale di Roma. I
firmatari sono i tre sindacati confederali F.P. Cgil-F.P.S. Cisl-
F.P.L. Uil di Roma e del Lazio. Si chiede di indagare come mai tra
i vincitori del concorso che si tenne nel 2001 figura un nome
anzichè un altro (il cognome è lo stesso, mentre cambia il sesso
e la data di nascita), un “vincitore” che non ha mai
effettuato la prova. A spingere i sindacati verso l’azione
legale non è stata soltanto la richiesta di chiarire se vi sono
candidati danneggiati. «Sul concorso del 2001 non c’è nulla da
scoprire i 1413 vincitori sono stati tutti chiamati a firmare il
contratto - precisa Sandro Biserna, esponente della Uil - C’è
invece da capire e scoprire chi ha modificato il nome e ha quale
scopo». Una congiura interna? «No, forse soltanto qualcuno
interessato a fare confusione», semina dubbi Biserna. Diverso è
invece il caso dell’ultima selezione riservata ai vice
comandanti. «Abbiamo chiesto al sindaco Veltroni - continua il
sindacalista della Uil - di spiegarci cos’è successo. In caso
di evidenti irregolarità è ovvio che noi chiederemo la
ripetizione della prova, anche se già prima che iniziasse il
concorso avevamo posto problemi di legittimità per altri motivi».
Nella Municipale insomma c’è maretta. Gli autonomi del Sulpm
sono pronti a tornare in piazza. «Sfileremo senza giacca, in
maniche di camicia», minaccia una nuova forma di protesta
Gabriele Di Bella «non vogliamo essere considerati impiegati in
divisa». In quanto al concorso dei vice comandanti, il segretario
romano del Sulpm,
(sindacato dei lavoratori della polizia municipale) riafferma la
sua posizione: «Quel concorso è stato già oggetto di
un’indagine amministrativa, fa parte di una serie di problemi
irrisolti. Noi vogliamo il rispetto delle regole».
|
|