Segreteria Generale Roma    
        
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          Prot. n°278/NZ del 06.07.2001

 

                                                    Al Presidente del Consiglio dei Ministri
                                                    Onorevole Berlusconi Dr Silvio

                                          e.p.c  Al  Ministro degli Interni
                                                     Onorevole Scajola Dr Claudio

Oggetto: richiesta incontro per riforma polizia locale ambito devolution.

               Egregio Presidente, in considerazione del progetto "devolution",  annunciato  dall’Onorevole Bossi nel Consiglio dei Ministri del 5.7.01, che, da quanto divulgato dagli Organi d’informazione, parrebbe non in sintonia con il programma dalla S.V. più volte espresso e, in particolare, alle condizioni della sicurezza dei centri urbani e alle misure da intraprendersi per un netto recupero dei livelli di vivibilità, cioè in ordine ad un più serrato impiego degli operatori dei Corpi di polizia municipale e locale, atteso che:

·      Il predetto progetto punterebbe ad un disarticolato assetto delle polizie locali, ove la devolution si attuerebbe, ( nell’attesa di una “regionalizzazione???” delle polizie ad ordinamento statale ), per i mezzi e le condizioni economiche detenute dalle singole Regioni e non già nel più giusto alveo degli interessi nazionali che richiedono il massimo efficace ed immediato utilizzo delle risorse umane già disponibili;

·     Quanto dalla S.V. preannunciato ci rendeva fiduciosi circa il fatto che, con il Governo Della Casa delle Libertà e di conseguenza con la maggioranza ottenuta in Parlamento, non sarebbe accaduto ciò che purtroppo, invece, abbiamo registrato nell’ultima legislatura ove, la Riforma della polizia locale, ha rispecchiato l’esatta condizione che, ai più non è chiaro, il modello organizzativo del comparto sicurezza italiano da incardinarsi nella Riforma federalista; tant’è che la Riforma in oggetto, sebbene riflettesse il più ampio spettro della reclamata sicurezza, non è stata varata;

·      Ciò è accaduto in funzione di diverse condizioni tra cui, come già comunicatoLe, rileviamo:

1.    Concreta insofferenza a rendere Regioni, Province e Comuni effettivamente responsabili ed autonomi nel dare risposta alle Comunità che, in prima ed ultima analisi, vogliono un diretto riscontro alla domanda di sicurezza, proprio dalle Istituzioni Locali che risultano alla portata della collettività;

2.    Un palese disconoscimento di quanto, ad oggi, comporta il controllo del territorio mantenuto dai 55.000 appartenenti alle polizie municipali e locali e di quanto questo potrebbe essere migliorato a mezzo del pieno affidamento di funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza, da attivarsi per gli ambiti di merito, ossia per il contrasto d’ogni forma d’illegalità connessa allo specifico tessuto locale, il quale consentirebbe alle polizie statali un più efficace contrasto ai fenomeni della criminalità organizzata;

3.    Una reale contraddizione nella  gestione del fenomeno in questione, poiché, a fronte dei cinquanta miliardi occorrenti a porre sul territorio i 55.000 uomini della polizia locale in condizioni di pari dignità con le gli appartenenti alle altre forze di polizia ad ordinamento statale, al fine di corrispondere più organicamente alla domanda di sicurezza, ne furono reperiti appena cinque,  dimostrando la disaffezione degli Organi di Governo ai bisogni della Comunità;

4.    Il mancato allineamento del Settore delle polizie italiane ai modelli europei o mondiali, ove la polizia metropolitana e locale è lo strumento più duttile e alla portata della cittadinanza;

5.    L'amarezza dei Lavoratori delle polizie municipali e locali che, in luogo di un ordinamento giuridico serio, occorrente alla rappresentanza dello Stato, dovrebbero vedersi immergere, loro malgrado, in guazzabugli normativi, (secondo quanto progettato anche dall’Onorevole Bossi) divenendo, componenti di una polizia locale virtuale, ovvero riformata e riclassificata secondo le esigenze delle polizie statali, o per meglio dire delle istanze di più schieramenti e non già delle esigenze e necessità del Popolo Italiano;

Le chiedo, in rappresentanza dell’intera Categoria, quale Sindacato Maggiormente Rappresentativo a livello nazionale e firmatario del C.C.N.L., di ricevere una delegazione di questo Di.C.C.A.P./S.U.L.P.M., che al meglio Le prospetterà le questioni sinteticamente esposteLe, ponendoci nelle condizioni di conoscere l’effettivo intendimento del Governo dalla S.V. presieduto.

Certo di un riscontro, che varrà a costruire un concreto e corretto rapporto e quindi scongiurare, alla fonte, ulteriori azioni di lotta a sostegno della vertenza, Le porgo distinti saluti e auguri di buon lavoro.

                                                                                  Il Segretario Generale
                                                                                  Dr. Antonio Mastino