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Giugno 2004 Festa della Repubblica
gli uomini e le donne della polizia locale partecipano alla sfilata.
Quando il 2 giugno 2003 assistemmo, nella splendida cornice dei Fori Imperiali, alla tradizionale sfilata per la Festa della Repubblica forte si alzò il grido di protesta dei 60.000 operatori del settore della Polizia Locale unici esclusi da quella manifestazione. Dalle pagine di questo giornale lanciammo un immediato appello affinché gli “ uomini invisibile della repubblica”, così li definimmo, potessero nel 2004, in occasione della ricorrenza menzionata, partecipare con la loro rappresentanza.
L’immediata mobilitazione del SULPM ha trovato ben presto sponda da parte dell’Onorevole Maurizio Saia che nel mese di novembre ha poi presentato una interrogazione scritta condivisa da altri parlamentari, a seguito della quale ci venne data notizia certa che in occasione della Festa del 2004 anche la Polizia Municipale e Locale avrebbe avuto il suo giusto spazio.
Immediatamente dalle pagine di questo giornale abbiamo diffuso la buona novella a tutti gli operatori del settore che grazie alla attività del Sindacato acquistavano pari dignità con gli altri operatori della sicurezza.
La questione sembrava definitivamente chiusa, quando, come un fulmine a ciel sereno, all’inizio di Aprile, giunse la notizia che nuovamente gli uomini divenuti visibili dovevano tornare ad essere invisibili, in quanto nuovamente esclusi dalla parata. Neanche l’intervento dell’ANCI che, accodandosi a quanto richiesto dal Sindacato, si era fatta portavoce della richiesta sembrava riuscire a risolvere il problema. Il Generale dei Carabinieri Lo Sardo aveva espresso il suo parere negativo e il Ministro della Difesa On. Martino rispondendo all’ANCI affermava che male si collocavano le rappresentanze delle istituzioni locali all’interno della festa nazionale, escludendo pertanto le Polizie Locali dalla manifestazione creando un senso di non appartenenza alla repubblica da parte di questi.
Immediata e ferma è stata la risposta del SULPM che ha attivato una serie di iniziative con in primis la dichiarazione di Sciopero in occasione del 2 giugno, a cui è seguita la mobilitazione di tutti i colleghi d’Italia che hanno inondato di fax di protesta la Presidenza della Repubblica. L’insensibilità delle istituzioni italiane, stava portando alla concreta possibilità che gli uomini invisibili disconosciuti nei loro valori da una Repubblica matrigna, si recassero a manifestare il loro senso di appartenenza alle istituzioni ospiti ed esuli in altra Repubblica ( San Marino ).
La campagna di protesta ha coinvolto inoltre tutte le istituzioni Locali, con la richiesta a Sindaci e Governatori di ammainare il tricolore nella fatidica giornata, consentendo inoltre agli Operatori di P.M. e P.L. di fregiarsi per l’occasione di una coccarda tricolore quale segno di civile e civica protesta.
L’insieme di queste iniziative è stato quindi presentato a Roma in una conferenza stampa tenuta dal Segretario Generale Claudio Mascella, che ha visto numerosa la partecipazione dei media, il cui contributo alla nostra causa alla fine è risultato determinante. Infatti, diffusasi la notizia, il Ministro Martino ha iniziato a recedere dalle sue posizioni, convocando in primis l’ANCI, e dichiarandosi disponibile ad una limitata partecipazione dei colleghi della Capitale alla sfilata dei Fori Imperiali. La svolta finale però si è avuta solo il 19 Maggio, quando la delegazione del SULPM, ha incontrato il Ministro, ed ha avuto l’opportunità di illustrare chiaramente le motivazioni che animano una Categoria fin troppo dimenticata dalle Istituzioni, e la necessità di un più che giusto primo riconoscimento, in vista di una imminente riforma dell’ordinamento giuridico della Categoria. Il Ministro dando atto alla tenacia ed alla validità delle motivazioni rappresentate dal SULPM a nome dell’intera Categoria ha rivisto definitivamente le sue posizioni inserendo a pieno titolo la Polizia Municipale e Locale fra le forze partecipanti alla sfilata, con mezzi e uomini.
Buona sfilata a tutti.
La Segreteria Generale
