Il rientro nel diritto pubblico, con la conseguente creazione di una fattispecie contrattuale di natura pubblicistica riguardante gli appartenenti della Polizia Locale di cui alla LQ n°65/86, al fine di rendere effettivamente percorribile la sostanziale equiparazione previdenziale, assistenziale ed economica alle altre forze di polizia, a fronte degli innumerevoli episodi di violenza e delle patologie conseguenti derivanti dallo stress e dagli ambienti esterni di lavoro;

La rappresentatività diretta delle OO.SS. maggiormente rappresentative della nostra Categoria per affermare il principio della peculiarità del nostro lavoro.

E’ ovvio pertanto che il confronto per noi non può semplicemente risolversi nelle tre ore che gli estensori del programma degli Stati Generali hanno previsto per la formulazione di un documento unitario fra tutti i vari Soggetti ed i rappresentanti dei Lavoratori da rappresentare poi al “Sovrano” (ovvero al Governo).

Noi crediamo che tale azione rischi di confondere obiettivi e metodi, quindi annullare anni di lotte, peraltro sostenute anche dall’ANVU/USPPLI, perché ci presenteremo alla controparte come Soggetti che non hanno idee e metodi precisi, quindi auto votatisi, magari in buona fede, ad essere emarginati nel loro ruolo di negoziazione e di rappresentanza.

Noi vogliamo credere che “la semplice notifica del programma” non sia atto “politico” voluto, poiché varrebbe a significare che per diversi obiettivi continuerà ad esserci rappresentanza differenziata, laddove a noi non è dato di sminuire il mandato ricevuto da migliaia di Colleghi che pur credendo nell’unità d’intenti, non rinunciano a specifiche rivendicazioni di dignità e libertà, comunque scaturenti dalla prossimità con le Comunità locali che chiedono, appellandosi, sicurezza e vivibilità.

Pertanto il Movimento Unitario per la Riforma nel supremo interesse dei lavoratori rappresentati e dei valori che intende rappresentare, rimane aperto, anche successivamente agli esiti degli “Stati Generali” medesimi, ad un costruttivo confronto con tutte quelle forze ed Organizzazioni di rappresentanza sociale e professionale, che si vogliono battere per i sacrosanti riconoscimenti delle Polizie Locali d’Italia, affinché si possa ancor una volta rappresentare al Parlamento della Repubblica vero garante delle democrazia delegata (e quindi se permettete a nessun “Sovrano” di passaggio), le istanze di una Categoria che vuole rafforzare seriamente il sistema di sicurezza nel rispetto delle comunità locali e dell’interesse nazionale.

Roma, 07 novembre 2003

OSPOL Bruno GALANTE

SIAPOL Ernesto CASSINELLI

SILPoL Rosario PALAZZOLO

SULPM Claudio MASCELLA

SUPM Roberto PULITI