
In data 8.4.2003, presso Palazzo Chigi, una delegazione S.U.L.P.M., guidata dai segretari generali aggiunti Lupo Michele e Micillo Antonio, si è incontrata con il Ministro per i rapporti con il Parlamento Onorevole Carlo Giovanardi.
Nella sede, la dirigenza S.U.L.P.M. ha avuto modo di rappresentare il grave stato di disagio e malcontento dei 55.000 Lavoratori della polizia locale, in particolare, derivanti sia dalla mancata Riforma della legge 65/86, sia dalle avverse politiche di settore del Governo che, inoltre, con il Decreto Legge sulla vigilanza privata (adottato il 28.3.2003), ha portato un duro attacco alla natura pubblica della sicurezza, quindi alla stessa univoca identità ed integrità dei ruoli e ai livelli occupazionali della polizia municipale e locale.
Pertanto, la dirigenza S.U.L.P.M., per il tramite del Ministro Giovanardi, ha chiesto al Governo definitiva chiarezza sul futuro assetto giuridico, contrattuale ed operativo degli Operatori di polizia locale - rappresentando che la Categoria è oltremodo stanca di essere emarginata dai processi di Riforma e parallelamente venire usata quale manodopera a basso costo nel circuito delle forze di polizia, ovvero sia che alle Istituzioni di Governo del Paese è dato di riconoscere a detti lavoratori il pieno status di addetti alla sicurezza, oppure che lo Stato o chi per Esso si riprendesse qualifiche, pistole, manette, responsabilità e competenze.
Il Ministro, nel condividere la fondatezza e l’impostazione delle rivendicazioni, si è impegnato a portare nel prossimo Consiglio dei Ministri le problematiche che ad oggi attanagliano gli aspetti di riforma del Settore e la vita non solo lavorativa degli addetti alla polizia locale, tra le quali emerge quella connessa agli invalidanti attuali assetti dell’art. 57 del Codice di Procedura Penale. Quest’ultima, di fatto, qualora immediatamente risolta, rappresenterebbe un primo concreto segnale del Governo poiché asse portante per una seria Riforma della polizia municipale e locale.
Conseguenzialmente, è stato rappresentato al Ministro che ogni azione di lotta sindacale, a sostegno di una sicurezza locale socialmente assicurata e a tutela della dignità socio professionale dei 55.000 Lavoratori delle Forze di polizia locale, ricadrà sulle responsabilità del Governo, cui sarà dato di giustificarsi anche con tutte quelle forze sane della Nazione che, come il S.U.L.P.M., non ci stanno all’annientamento della polizia municipale e locale a favore dell’affermazione del profitto nel circuito della sicurezza dei Cittadini.
Richiesta provvedimento di Governo – art.57 C.C.P. Polizia Municipale e Locale