CONGEDI PER EVENTI E CAUSE PARTICOLARI
(art. 18
CCNL 14/09/2000 )
Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto ai permessi ed ai congedi per eventi e cause particolari previsti dall’art.4 della legge n.53/2000.
(Comma 1. La lavoratrice e il
lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi
all'anno in caso [di decesso o] di documentata grave infermità del coniuge o di
un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile
convivenza con il lavoratore o la lavoratrice risulti da certificazione
anagrafica. In alternativa, nei casi di documentata grave infermità, il
lavoratore e la lavoratrice possono concordare con il datore di lavoro diverse
modalità di espletamento dell'attività lavorativa.. Comma 2. I
dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati possono richiedere, per gravi
e documentati motivi familiari, fra i quali le patologie individuate ai sensi
del comma 4, un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a
due anni. Durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, non
ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività
lavorativa. Il congedo non è computato nell'anzianità di servizio né ai fini
previdenziali; il lavoratore può procedere al riscatto, ovvero al versamento
dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione
volontaria..Comma 3. I contratti collettivi disciplinano le
modalità di partecipazione agli eventuali corsi di formazione del personale che
riprende l'attività lavorativa dopo la sospensione di cui al comma 2. COMMA 4. Entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per la
solidarietà sociale, con proprio decreto, di concerto con i Ministri della
sanità, del lavoro e della previdenza sociale e per le pari opportunità,
provvede alla definizione dei criteri per la fruizione dei congedi di cui al
presente articolo, all'individuazione delle patologie specifiche ai sensi del
comma 2, nonché alla individuazione dei criteri per la verifica periodica
relativa alla sussistenza delle condizioni di grave infermità dei soggetti di
cui al comma 1.)
Per i casi di decesso del coniuge, di un
parente entro il secondo grado o del convivente, pure previsti nel citato art.4
della legge n.53/2000, trova, invece, applicazione la generale disciplina
contenuta nell’art.19, comma 1, secondo alinea, del CCNL del 6.7.1995 (ovvero
giorni tre per evento) ; la stabile convivenza è accertata sulla base della
certificazione anagrafica presentata dal dipendente.
Resta confermata la disciplina dei permessi retribuiti contenuta nell’art.19 del CCNL del 6.7.1995.
Art. 2.
1. La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di
lavoro pubblici o privati, possono richiedere, ai sensi dell'articolo 4, comma
2, della legge 8 marzo 2000, n. 53, un periodo di congedo per gravi motivi,
relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei
soggetti di cui all'articolo 433 del codice civile anche se non conviventi,
nonche' dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche
se non conviventi. Per gravi motivi si intendono:
a) le necessita' familiari derivanti dal decesso di una delle
persone di cui al presente comma;
b) le situazioni che comportano un impegno particolare del
dipendente o della propria famiglia nella cura o nell'assistenza delle persone
di cui al presente comma;
c) le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione
della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;
d) le situazioni, riferite ai soggetti di cui al presente
comma ad esclusione del richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
1) patologie acute o croniche che determinano temporanea o
permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, ivi incluse le
affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva,
dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica,
derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni
periodiche;
2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza
continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
3) patologie acute o croniche che richiedono la
partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
4) patologie dell'infanzia e dell'eta' evolutiva aventi le
caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il
programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o
del soggetto che esercita la potesta'.
2. Il congedo di cui al presente articolo puo' essere
utilizzato per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni
nell'arco della vita lavorativa. Il datore di lavoro e' tenuto a rilasciare al
termine del rapporto di lavoro l'attestazione del periodo di congedo fruito
dalla lavoratrice o dal lavoratore. Il limite dei due anni si computa secondo
il calendario comune; si calcolano i giorni festivi e non lavorativi compresi
nel periodo di congedo; le frazioni di congedo inferiori al mese si sommano tra
di loro e si considera raggiunto il mese quando la somma delle frazioni
corrisponde a trenta giorni.
3. I contratti collettivi disciplinano il procedimento per la
richiesta e per la concessione, anche parziale o dilazionata nel tempo, o il
diniego del congedo per gravi e documentati motivi familiari, assicurando il
contraddittorio tra il dipendente e il datore di lavoro e il contemperamento
delle rispettive esigenze.
4. Fino alla definizione del procedimento di cui al comma 3,
il datore di lavoro e' tenuto, entro dieci giorni dalla richiesta del congedo,
a esprimersi sulla stessa e a comunicarne l'esito al dipendente. L'eventuale
diniego, la proposta di rinvio ad un periodo successivo e determinato, la
concessione parziale del congedo devono essere motivati in relazione alle
condizioni previste dal presente regolamento e alle ragioni organizzative e
produttive che non consentono la sostituzione del dipendente. Su richiesta del
dipendente, la domanda deve essere riesaminata nei successivi venti giorni. Il
datore di lavoro assicura l'uniformita' delle decisioni avuto riguardo alla
prassi adottata e alla situazione organizzativa e produttiva dell'impresa o
della pubblica amministrazione.
5. Fermo restando quanto stabilito dal comma 4, in caso di
rapporti di lavoro a tempo determinato il datore di lavoro puo' altresi' negare
il congedo per incompatibilita' con la durata del rapporto in relazione al
periodo di congedo richiesto, ovvero quando i congedi gia' concessi hanno
superato i tre giorni nel corso del rapporto;
puo', inoltre, negare il congedo quando il rapporto e' stato
instaurato in ragione della sostituzione di altro dipendente in congedo ai
sensi del presente articolo. Si applicano comunque le disposizioni di cui al
comma 6.
6. Il congedo di cui al presente articolo puo', altresi',
essere richiesto per il decesso di uno dei soggetti di cui al precedente
articolo 1, comma 1, per il quale il richiedente non abbia la possibilita' di
utilizzare permessi retribuiti nello stesso anno ai sensi delle medesime
disposizioni o di disposizioni previste dalla contrattazione collettiva. Quando
la suddetta richiesta e' riferita a periodi non superiori a tre giorni, il
datore di lavoro e' tenuto ad esprimersi entro 24 ore dalla stessa e a motivare
l'eventuale diniego sulla base di eccezionali ragioni organizzative, nonche' ad
assicurare che il congedo venga fruito comunque entro i successivi sette
giorni.
7. Salvo che non sia fissata preventivamente una durata
minima del congedo, la lavoratrice e il lavoratore hanno diritto a rientrare
nel posto di lavoro anche prima del termine del congedo, dandone preventiva
comunicazione al datore di lavoro. Qualora il datore di lavoro abbia provveduto
alla sostituzione della lavoratrice o del lavoratore in congedo ai sensi
dell'articolo 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230,
e successive modificazioni, per il rientro anticipato e' richiesto,
compatibilmente con l'ampiezza del periodo di congedo in corso di fruizione, un
preavviso di almeno sette giorni. Il datore di lavoro puo' comunque consentire
il rientro anticipato anche in presenza di preventiva fissazione della durata
minima del congedo o di preavviso inferiore a sette giorni.