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ANNO 1, NUMERO 1V

S.U.L.P.M.   NEWS

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LA VERITA' SUL RINNOVO CONTRATTUALE E SULL'UNITA' SINDACALE

La sofferta conquista del primo vero dignitoso Contratto per i Lavoratori della Polizia Locale ha anche evidenziato in maniera chiara ed inequivocabile chi come il S.U.L.P.M. dell'Unità sindacale ne fa esistenza e chi, invece, la sfrutta senza mai praticarla. E'  ormai giunto il tempo di togliere le maschere nel supremo interesse dei Lavoratori della Polizia Locale. Ciò che è accaduto al Tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL 2002/2005 che ha costituito "il punto frattura", il quale deve necessariamente segnare serie demarcazioni se non si vuole continuare a prendere la Categoria per i fondelli. L'atteggiamento, a dir poco, nevrotico mantenuto dai rappresentati delle Confederazioni che, addirittura, nell'ambito della trattativa, hanno "accreditato" alla dirigenza SULPM/DiCCAP la facoltà di manovrare Governo e ARAN, laddove la nostra lotta ha avuto "l'ardire" di portare un' apposita sezione di Contratto per la Polizia Locale, e l'assoluto incomprensibile silenzio mantenuto anche sulla vicenda da altre Organizzazioni di Categoria che pur si fregiano di essere presenti al Tavolo Negoziale; - questo ha fatto si che si potesse individuare, finalmente, con elementi esatti chi è il vero Soggetto che, contro tutto e tutti, riesce a rappresentare i 55.000 Operatori di Polizia Locale. Va detto e sottolineato che il SULPM, quale Componente comprimaria del Di.C.C.A.P., contrariamente a chi vuole continuare ad essere subalterno (e nella subalternità pone i Colleghi - vedi csa e new entry ), ha dimostrato l'assoluta autonomia di contrattazione, caratterizzatasi per tutta la trattativa, sino a determinare, in assoluto isolamento e contro i tantissimi attacchi, una svolta storica nel Contratto degli EE.LL, laddove, dopo decenni, Governo e parte datoriale, riconoscono l'identità della Polizia Locale quale componente essenziale per la cura della sicurezza nei centri urbani. Se tale conquista, da una parte ha segnato la vera potenzialità del SULPM, e di quella parte della Categoria che ci appoggia, dall'altra ha reso più che evidente la necessità di tracciare, definitivamente, un solco tra chi come noi intende lottare per il Contratto separato e chi, invece, vuole continuare a vivere all'ombra delle Confederazioni che tale Contratto, come ampiamente dimostrato, lo osteggiano. Basta con le preoccupazioni di bassa lega, peraltro espresse solo sottovoce; la rappresentatività, quella vera e non virtuale, si conquista sul campo e con l'appoggio dei Colleghi, vale a dire lontano dai soloni "confederali" che alle trattative non consentono neppure di aprire bocca a favore dei Colleghi. Se Unità deve essere sia; ai Colleghi dobbiamo dimostrare di aver, seriamente, raggiunto, quella dovuta maturità per la costruzione di un Sindacato Unico ed Unitario, in pratica un Soggetto rappresentativo della volontà categoriale e non confederale che tolga anche ogni alibi a coloro che non vogliono essere poliziotti locali e costringa Governo e Parlamento a definire la nostra professione, fosse anche